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Melley: "Solo oggi il sindaco ha chiesto al Mise la comunicazione sulla centrale Enel"

"Meglio darsi all'ippica"

La Spezia - "Il sindaco Peracchini alcune settimane fa ha denunciato a mezzo stampa il fatto che il ministero dello Sviluppo economico (Mise) avrebbe comunicato con una nota a firma di un alto dirigente l’intenzione di prorogare gli impianti a carbone nella centrale Enel anche oltre il 2021. Si è aperto un acceso dibattito con il solito rimpallo di responsabilità tra Governo centrale, Regione e Comune e sono stati attivati contatti a tutti i livelli con il ministro Patuanelli perché venisse smentita tale decisione. Già in occasione di una seduta molto contrastata del Consiglio comunale dello scorso 25 gennaio ho chiesto di poter visionare la “famigerata” nota del Mise: zero risposte da parte del sindaco. Ho immediatamente fatto richiesta di accesso agli atti e l’ufficio di gabinetto di Peracchini mi ha risposto nei giorni scorsi che la lettera del ministero non era mai stata protocollata in Comune e che tutt’al più avrei potuto rivolgere la mia richiesta a Roma o alla dr.ssa Enel...
Alla faccia della trasparenza e del rispetto verso il ruolo dei consiglieri comunali: certo di quelli di opposizione". Lo scrive sul suo profilo Facebook il consigliere comunale di opposizione e capogruppo di Leali a Spezia, Guido Melley.

"Ora siamo arrivati al ridicolo. Questa sera - prosegue Melley - è prevista l’audizione del sindaco in commissione Ambiente sulla intricata questione e ho per l’ennesima volta risollecitato l’acquisizione della nota del Mise: la vera “pietra dello scandalo” che ha fatto esplodere il nuovo putiferio sulla centrale Enel. Risposta pervenuta: il sindaco - stamattina e solo stamattina - ha fatto formale richiesta al ministero di avere la comunicazione “incriminata”. Dunque sino ad oggi di che cosa abbiamo dibattuto? Non voglio neanche immaginare che la “famigerata” lettera del Mise possa non esistere, ma mi chiedo se possiamo confrontarci su decisioni così importanti senza neanche uno straccio di documenti alla mano. Una volta c’era un detto: se non si è capaci, meglio darsi all’ippica".

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