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Ultimo aggiornamento: Venerdì 07 Maggio - ore 12.55

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Lite in Consiglio provinciale, l'opposizione a Palazzo civico diserta il bilancio

Giornata di tensioni tra Via Veneto e Piazza Europa. In Provincia minoranza e Popolari pressano Peracchini sul biodigestore. Alla sera l'Aventino in Comune.

Rapporti tesi
Comune e Provincia della Spezia

La Spezia - Grande confusione anche in Consiglio comunale, dove si discuteva il bilancio consuntivo 2020. I gruppi di minoranza hanno abbandonato la video-seduta in protesta con il comportamento del sindaco Peracchini nel corso del Consiglio provinciale (si veda QUI, ndr), dove una mozione (del centrosinistra) e un ordine del giorno (dei Popolari, forza di maggioranza) sono state discusse senza votazione perché, ha spiegato il presidente, la vicenda digestore ha ormai concluso il suo iter, giungendo all'autorizzazione. Stasera in consiglio comunale Pd, Movimento cinque stelle, Italia viva, Leali a Spezia, Avantinsieme, Psi sono usciti dopo minuti di vero e proprio caos con interventi sull’ordine dei lavori interrotte a più riprese e la gestione telematica del presidente Giulio Guerri più volte messa in discussione. Sono volate accuse di arroganza e dispotismo, di atteggiamento antidemocratico, di svilimento delle istituzioni. Secondo Aventino dell’opposizione spezzina in poche settimane, con la spina nel fianco della frattura in maggioranza. E i rapporti sono quanto mai tesi.

Battibeccato con Guerri sulla natura dell’intervento, il sindaco ha preso la parola per fatto personale rispondendo a Caratozzolo, uscito dopo l’intervento. “Dichiarazioni inventate. Oggi pomeriggio si è svolto un consiglio comunale normalissimo, poi due mozioni sono state considerate superate per il semplice fatto che nel dispositivo si richiamava una situazione che non c’è più: oggi c’è l’autorizzazione della Regione e non potevano essere ammesse. Ho risposto sulle tariffe e alle 20.10 ho rimandato la discussione a una commissione con gli esperti che possano spiegare i termini giuridici e amministrativi di fronte a una autorizzazione già emessa. Lo abbiamo fatto per approfondire, poi si potranno presentare documenti con finalità concreta. Tutti hanno parlato per ore e alle otto abbiamo rimandato alla commissione. Proprio per rispetto delle istituzioni che rappresentiamo”.

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