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Ultimo aggiornamento: Martedì 27 Luglio - ore 22.36

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La pratica del bilancio consuntivo teatro di un nuovo accesissimo scontro politico

Ieri sera il quarto consiglio comunale della settimana con grossi problemi tecnici e una discussione che scivola sul terreno elettorale. Dall'opposizione l'elenco delle promesse non mantenute: "Avete svuotato la città di tutti i contenuti".

irpef, tassa di soggiorno e avanzo vincolato
La Spezia dall'alto

La Spezia - Dal bilancio di previsione, passando per un consiglio provinciale infuocato sino al consiglio comunale di ieri sera incentrato sul bilancio consuntivo 2020. La frattura politica in seno alla maggioranza, l'appuntamento elettorale che, seppur relativamente, si avvicina, le opposizioni che aumentano il pressing sull'operato della giunta e del sindaco, Pierluigi Peracchini. I numeri si scontrano con la dialettica politica in una settimana assurda anche nel calendario visto che il parlamentino virtuale di Piazza Europa si è riunito per quattro volte, un'anomalia che lascia qualche perplessità anche verso chi i lavori li segue da addetto ai lavori. Ad ogni modo la seduta di ieri sera, dove spiccava l'assenza del consigliere Andrea Costa, si è aperta con l'introduzione dell'assessore al bilancio Giacomo Peserico che ha tracciato la linea economica di un anno tremebondo: "L'effetto dalla pandemia si è visto sia sulle entrate che sulle spese: nel 2020 l'addizionale Irpef ha portato 6 milioni contro i 7,9 di un anno medio e chiaramente la cassa integrazione influisce su questa voce. La tassa di soggiorno è passata da 1,9 milioni del 2019 a 600mila euro del 2020. L'Imu invece ha tenuto". Peserico certifica anche altre voci, a partire dai famosi ristori arrivati dal governo centrale: "Valgono circa 10 milioni, sono parecchi soldi. I dividendi Iren invece valgono 9000mila euro mentre abbiamo ricorso ad una serie di mutui in modo da far partire i progetti relativi al bando periferie: noi li anticipiamo e re-incasseremo quelle somme in un arco di tempo che va dagli 8 ai 12 anni". Le circostanze dell'epidemia hanno però anche permesso di risparmiare: "Le scuole chiuse e la cancellazione degli eventi culturali lo hanno permesso. Poi c'è il capitolo relativo all'avanzo vincolato: abbiamo 3,8 milioni da parte che non si possono spendere l'anno successivo. E questo perché siamo un ente in disavanzo dal 2015: ci sono dei crediti di dubbia esegibilità ancora da sistemare anche se ci stiamo lavorando. Tutto questo perché in passato il problema era poco considerato: si parlava di dover recuperare 14 milioni secondo il metodo del calcolo semplificato. Ma col ricalcolo fatto con metodo ordinario sono emersi altri 8 milioni di crediti di dubbia esegibilità. E così fino al 2044 ogni anno 1,1 milioni non sono spendili. Ma il recupero è accelerato, siamo tre anni avanti rispetto alla tabella di marcia".

Inevitabile che la discussione riporti le lancette dell'orologio alla sera prima quando il tema era sì il bilancio, ma preventivo. "Ieri sera - attacca per primo Guido Melley alludendo al consiglio di mercoledì - abbiamo perso un'occasione e si è consumata una brutta vicenda. Non v'è rispetto del confronto, anche perché noi avremmo voluto proporre, a proposito dei ristori, un impegno da parte dell'amministrazione comunale. E' stato un anno difficile e ne abbiamo tenuto conto ma mai una nostra proposta è stata accettata: ha prevaldo una dinamica culturale fatta di steccati. E il problema più evidente è che in questa città dopo quattro anni di amministrazione Peracchini non è partito nulla, a maggior ragione se si parla di gestione sanitaria. E nel frattempo sono venuti meno i rapporti con le persone, sono peggiorati quelli interni a palazzo civico, sono saltati i tavoli con Enel, porto e Marina Militare e niente si è più saputo sulle bonifiche ambientali. Per quanto riguarda i crediti esegibili voglio ricordare che se oggi è possibile portare avanti certe istanze è perché al tempo fu creata yuna società come Spezia Risorse che voi, al tempo sui banchi di minoranza, non volevate". Spetta al consigliere comunale Massimo Baldino fare l'elenco delle mancate promesse: "Sono stati spesi centomila euro per la progettazione della nuova piazza Cavour che però non si farà, per non parlare di quelli che sono serviti per il progetto della Piazza Sospesa che non si farà. E che dire dello studio per il recupero del tunnel di Monesteroli o dei 50mila euro pagati allo studio d'architettura per lo stadio "Picco"? Se poi andiamo indietro di qualche mese troviamo i 300mila euro dell'Estate Spezzina, un conto altissimo servito al consenso personale del sindaco. E infine la nomina della dottoressa Ghirri, non compresa dai più all'interno di Palazzo civico. Ecco, questi sono esempi di come sono stati buttati via i soldi". Federica Pecunia fa invece riferimento all'inerzia progettuale: "Da candidato sindaco, Peracchini parlava di voler una città più solidale, più sicura e con una sanità migliore. Ebbene, la sicurezza non dipende soltanto dalle telecamere ma è una questione di welfare, di integrazione. E poi ci diceva del porto, del waterfront di cui non ha più proferito parola. Parlava di illuminazione ai giardini pubblici, di pulizia dei canali, di nuove case popolari e invece ho visto solo inaugurazioni di opere impostate da altri. Non dimentico icinque grandi progetti saltati: la già citata Piazza Cavour, la spiaggia spezzina di Monesteroli, il rifacimento di Piazzale Kennedy, la pista ciclabile la Spezia-Cinque Terre e il sommergibile alla Calata Paita. Niente di tutto questo ma ha invece pensato bene di tagliare il tpl per 300mila euro. Non è girando le spalle ai comuni limitifosi che Spezia diventa l'hub delle Cinque Terre. Avete svuotato la città di tutti i contenuti".

"Adesso basta - tuona Emanuele Corbani, spezzando il soliloquio delle opposizioni - ho sentito parlare di ogni cosa dopo che nel consiglio comunale di mercoledì siete stati zitti. I fatti dimostrano che si è lavorato bene, basti pensare che abbiamo le tasse più basse della Liguria. Almeno non stracciatevi le vesti se, quando ve ne siete andati, abbiamo votato il bilancio: siamo andati avanti per senso di responsabilità". Aggiunge Fabio Cenerini: "La parte nord del centro città è un ricovero di immigrati. Colpa della politica scellerata della sinistra, sono i centri d'accoglienza a creare questi problemi. Noi non siamo per l'impunità classica di certa magistratura rossa". Poi punzecchia Melley: "E' in perenne campagna elettorale, si vuole candidare ma mi sembra che l'altra volta gli sia andata proprio male. E' lei che è convinto che le sue proposte siano condivisibili... Le oss? I sindacati inizialmente ci hanno raccontato cose diverse dalla realtà, ci hanno preso in giro, perché qui siamo di fronte a persone dipendenti di aziende private e quindi per essere assunte devono fare un concorso altrimenti continuano ad essere dipendenti di un privato. E' l'ora di smetterla di essere dalla mattina alla sera in campagna elettorale".

La discussione proseguirà per un'altra mezz'ora prima che problemi di natura tecnica rallentano le procedure di voto: il blackout della rete occorso nella tarda serata di ieri, peraltro comune a migliaia di cittadini, porta così il consiglio comunale ad un voto complicato al quale non riusciranno a partecipare tutti i consiglieri che si erano collegati ad inizio seduta (quasi tutti raggiunti comunque telefonicamente per l'espletamento della formalità) ma la maggioranza è comunque garantita dai numeri e il bilancio consutivo si archivia.

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