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La frattura nel centrodestra spezzino può essere contagiosa

Il coordinatore regionale di Forza Italia ha incontrato il collega di Fratelli d'Italia e nei prossimi giorni vedrà i vertici della Lega. Bagnasco: "Abbiamo reagito a continui attacchi e provocazioni".

Come finirà?
Carlo Bagnasco

La Spezia - L'uscita di Forza Italia dalla maggioranza del centrodestra spezzino potrebbe non rimanere un caso isolato. Di quanto accaduto a Palazzo civico e dell'addio ufficializzato nei giorni scorsi dal commissario azzurro Nanni Grazzini e dal coordinatore di La Spezia popolare Alberto Turini nelle ultime settimane si parla anche lontano dal golfo, sino nei salotti romani. E non potrebbe essere altrimenti: ha fatto scalpore la frattura che si è consumata nel secondo comune della Liguria, regione in cui nel 2015 era rinato il centrodestra unito, vero e proprio schiacciasassi nelle tornate elettorali successive. La coalizione che ha sconfitto il centrosinistra dopo 40 anni ha perso alcuni pezzi pregiati dopo nemmeno quattro anni di governo.
"Sono esterrefatto da questa situazione che si è concretizzata a un anno dalle prossime elezioni", dichiara Carlo Bagnasco, coordinatore regionale di Forza Italia raggiunto telefonicamente da CDS nel corso di una giornata di incontri genovesi con gli alleati.
"Non siamo certo stati noi - prosegue - a determinare questa situazione: ci siamo limitati a chiedere di essere considerati, come nel resto d'Italia, e abbiamo reagito alle continue provocazioni che abbiamo ricevuto in risposta. Oggi ho incontrato il coordinatore di Fratelli d'Italia Matteo Rosso e poi sarà il turno degli alleati liguri della Lega".
Il dialogo è di respiro regionale, dunque, così come potrebbero essere le scelte riguardo ai nuovi equilibri politici. Non va dimenticato, infatti, che il malcontento di Forza Italia nasce nell'autunno 2019 con la cacciata di Giancarlo Vinacci e Arianna Viscogliosi dalla giunta Bucci e che i mal di pancia sono proseguiti all'indomani delle elezioni regionali, condivisi con Andrea Costa e Liguria popolare, finendo per diventare rottura proprio in riva al golfo. Le ripercussioni potrebbero seguire il cammino inverso e spingersi anche sino a Savona, prossimo capoluogo al voto in Liguria.

"Il nostro partito sta rispondendo agli attacchi subiti, come quello della nomina di Peserico in giunta, senza coinvolgerci e tagliandoci così fuori dal consiglio comunale. Siamo ritornati centrali, anche grazie al lavoro di Giovanni Grazzini, che sta conducendo la partita in prima persona, ma manteniamo la volontà di costruire, non di distruggere. Il centrodestra unito - conclude Bagnasco - ha dimostrato la sua forza, ma occorre uno spirito diverso. Lo ribadiamo: non è una questione di poltrone, ma di essere rappresentati: dalle giunte dei Comuni e delle Regioni di mezza Italia sino al Governo, siamo presenti ovunque. Ora stiamo facendo un cammino insieme a Liguria popolare, che peraltro esprime un importante sottosegretario, con entusiasmo e una organizzazione maggiore rispetto a prima. Fare politica significa prima di tutto unire, ma vedremo dove ci porterà questo percorso. Talvolta può essere più conveniente restare per conto proprio".

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