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Inps vicina al collasso: "Alla Spezia in dieci anni persi 100 posti di lavoro”

Oggi nella sede di Viale Mazzini lavorano novanta dipendenti, due lustri fa erano il doppio.

Fp Cgil e Cisl Fp: “Servono assunzioni"
Il palazzo dell'Inps

La Spezia - “Il 2021 deve necessariamente essere l’anno del rilancio del Settore Pubblico – dichiarano Fp Cgil e Cisl Fp – attraverso un investimento serio sul piano delle assunzioni in tutti i comparti. Da troppo tempo infatti chiediamo al Governo, inascoltati, che si avvii una stagione di concorsi che aprano le porte della Pubblica Amministrazione a nuovo
personale e nuove competenze, per fronteggiare l'esorbitante numero di pensionamenti che ha letteratamente decimato tutti gli Enti. Caso emblematico è quello dell’INPS, istituto che svolge una funzione straordinariamente importante e che durante la pandemia è balzato agli onori della cronaca per l’imponente numero di pratiche che ha dovuto gestire,
acquisendo peraltro nuove funzioni. Basti pensare alle pratiche di cassa integrazione ordinaria e in deroga, nonché a quelle che riguardano il reddito di cittadinanza.

I numeri che raccontano lo spopolamento dell’INPS parlano da soli. A livello nazionale i dipendenti sono 25.0881 di cui 625 in Liguria. Nel luglio 2019 i dipendenti erano quasi 28.862, di cui 698 in Liguria. "Di fatto nonostante le nuove assunzioni, in un anno e mezzo si sono persi 3300 posti di lavoro a livello nazionale. I pensionamenti hanno totalmente
azzerato l’effetto delle assunzioni ed oggi ci troviamo in una condizione peggiore di due anni fa. Stessa cosa accade nel nostro territorio. Alla Spezia l’Istituto, da sempre molto efficiente e divenuto dal 2020 anche Polo nazionale Marina Militare, conta circa 90 dipendenti. Dieci anni fa lo stesso Istituto aveva 200 dipendenti, esclusi quelli che si sono uniti a seguito della soppressione dell’INPDAP. Nonostante la fusione tra i due istituti si sono persi 100 posti di lavoro in 10 anni, e negli ultimi tempi si sono assunte meno di 10 unità. Sono dati che non lasciano scampo ad alcuna interpretazione se non quella che gli attuali dipendenti stanno svolgendo con abnegazione il loro compito, istruendo un numero esorbitante di pratiche, lavorando anche nei festivi per poter dare riposte ai cittadini. La campagna di delegittimazione che ha investito INPS a causa dei ritardi con cui si sono erogate le casse integrazioni non rende merito e giustizia all’impegno di molti lavoratori che hanno sopperito con senso di responsabilità e competenza ad una carenza organica
che si sta cronicizzando gravemente. Basta veramente poco per mandare al collasso un sistema che ormai vede una sola persona addetta alla gestione di un servizio e se manca quella, il servizio rischia di saltare perché non c’è affiancamento.
Riteniamo che, in un’ottica di rilancio della Pubblica Amministrazione e di creazione di nuovi posti di lavoro in un momento così delicato, non si possa più perdere altro tempo e si debbano potenziare tutti i comparti in sofferenza, come quello emblematico dell’INPS ma in generale di tutti gli Enti.”

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