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Ultimo aggiornamento: Venerdì 23 Aprile - ore 19.30

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Il neo assessore Ivani: "I cluster in ospedale sono sotto controllo"

Intervista al primo nuovo assessore del rimpasto della giunta Peracchini. Sui vaccini: "Aspettiamo indicazioni dal governo". Errori in Asl 5? "Valuterà il nuovo direttore". Sulla sicurezza: "Con telecamere e droni non vogliamo spiare nessuno".

Leghista
Filippo Ivani

La Spezia - L'elezione in consiglio regionale di Gianmarco Medusei ha aperto la strada a un rimpasto che non si è ancora concluso. L'ex assessore leghista, oggi presidente dell'assemblea ligure, doveva essere sostituito e per alcune settimane si sono susseguite le ipotesi più svariate, messe a tacere con un comunicato stampa della Lega nel quale la senatrice Stefania Pucciarelli annunciava l'intesa con il sindaco Pierluigi Peracchini sul nome di Filippo Ivani, giovane esponente del Carroccio proveniente dalla Val di Vara.
A 28 anni Ivani lavora da anni nell'azienda di famiglia che produce software per il settore dentale ed è contemporaneamente consigliere comunale a Carrodano, motivi che lo costringono a svolgere l'incarico di assessore spezzino part-time (anche se, dice, un po' di tempo al lavoro ultimamente lo ha sottratto, tanto che le festività sono state un momento di recupero delle energie). Una laurea in Economia aziendale a Genova e un master in Marketing politico completano il curriculum di un ragazzo che gli spezzini hanno conosciuto soprattutto per le polemiche scoppiate al momento della comunicazione dell'accordo tra la Lega e Peracchini.
"Un polverone alimentato dalla minoranza - spiega Ivani a CDS - che cerca sempre di vedere i problemi anche dove non ci sono. Anche io sono un consigliere di opposizione all'interno del consiglio comunale di Carrodano, ma in maniera diversa... La comunicazione può essere avvenuta secondo un metodo non corretto o che non corrispondeva all'iter storico, ma la nomina è avvenuta in maniera assolutamente ordinaria: è stata fatta dal sindaco, non certo dalla senatrice Pucciarelli, come ha voluto dire qualcuno. Prima che questo avvenisse ci sono state diverse occasioni di confronto con il sindaco: anche se mi conosceva già ha scelto di andare più nel dettaglio, visto che intendeva affidarmi due deleghe importanti come Sicurezza e Salute, oltre a quelle a Polizia municipale, Servizi informatici e Servizi cimiteriali, che sono comunque tematiche fondamentali per l'amministrazione di una città come La Spezia. L'attesa di una settimana si è resa necessaria per consentire anche l'avvicendamento tra Paolo Asti e Maria Grazia Frijia, ma ero più che concorde".

Nel frattempo, però, era spuntata la targhetta col suo nome accanto alla porta di ingresso del suo ufficio...
"Si è trattato di un errore in buona fede fatto dalla segretaria che aveva letto della mia nomina sul giornale. Quello che mi dispiace è che ci sia stato qualcuno, tra il personale del Comune, che abbia voluto farle un torto fotografando la targhetta e rendendola pubblica. Sono abituato a lavorare in squadra e ritengo che questa debba essere unita. Così facendo, invece, la segretaria è anche stata raggiunta da una nota disciplinare...".

Che situazione ha trovato al momento del suo insediamento?
"Ho trovato una situazione chiara e limpida grazie al lavoro svolto dal sindaco e dal mio predecessore, Gianmarco Medusei. E' sotto gli occhi di tutti che dal punto di vista della sicurezza, per esempio, la situazione è decisamente migliorata. Per questo bisogna ringraziare le forze dell'ordine e la Polizia municipale, che anche nel corso del periodo Covid ha svolto un lavoro impressionante".

Che tempistiche ritiene siano necessarie per arrivare a individuare il successore del comandante Alberto Pagliai, giunto all'età della pensione?
"Sappiamo che c'è il ricorso presentato da una persona e quindi dovremo dare al Tar il tempo di esprimersi in merito e poi sarà il momento della dovuta selezione delle domande. Spero che per la fine di gennaio e l'inizio di febbraio si possa arrivare alla nomina".

Come mai la scelta di legare la nomina alla durata del mandato del sindaco?
"Manca solamente un anno e mezzo alla fine del mandato e l'amministrazione vuole consentire al prossimo sindaco, che mi auguro sia Peracchini, la possibilità di celebrare un concorso per il nuovo comandante".

Ha in mente delle migliorie da apportare o delle proposte da avanzare sul tema della sicurezza?
"Ci sono dei contributi stanziati per la videosorveglianza e abbiamo individuato due zone, in Via Veneto e in Viale Italia, dove ci sono meno telecamere o dove sono completamente assenti. Riuscire a incrementarle sarebbe una soddisfazione perché più la città è sicura e più le persone sono tranquille. Inoltre ci sono le telecamere in grado di leggere le targhe: ne sono state collocate due ma vorremmo metterle in corrispondenza di ogni strada di accesso alla città. E poi ci sono i droni, che possono essere utilizzati con telecamere a infrarossi o per individuare abusi edilizi o coperture in amianto da rimuovere. Non vogliamo controllare nessuno, vogliamo solamente che le famiglie si sentano sicure nel far uscire i loro figli da soli".

Anche se poi talvolta sono proprio i ragazzi i protagonisti degli episodi notturni per i quali le telecamere si rivelano tanto preziose...
"Per affrontare questo fenomeno credo possa essere utile un progetto di educazione. Ho letto dati che parlano di 12enni e 13enni che già fanno abuso di alcol. Quando le lezioni nelle scuole ritorneranno in presenza vorrei dare il via a una serie di incontri per spiegare che alcol e droghe non sono la soluzione per avere una bella vita e per non servono per divertirsi".

Per quanto riguarda invece la delega alla Salute, come è stato il primo impatto?
"Sono arrivato in un momento di enorme difficoltà per tutto il sistema sanitario italiano: tutti gli ospedali sono sotto pressione e dobbiamo davvero ringraziare il personale per quello che sta facendo. Il primo problema che è arrivato sulla mia scrivania è stato quello del day hospital oncologico: ne avevo letto sui giornali e ne avevo avuto esperienza diretta, ma non avevo mai lavorato per risolvere la questione. La minoranza ha fatto intendere di aver sistemato le cose con il suo intervento, ma non è così: la maggioranza ha lavorato compatta per farlo, senza sbandierare il suo operato sui giornali. Dicono che l'utilizzo della tenda è stata una loro idea, ma è stato il sindaco a chiederne lo spostamento. Quando è avvenuto il trasferimento sono stato tutto il giorno a seguire le lunghe operazioni, mentre i consiglieri di opposizione si sono presentati solamente per le foto. Il segnale che voglio dare è che sarò sempre presente per portare avanti questa delega, anche se il mio ruolo non è quello di impostare politiche sanitarie ma di controllo e dialogo con la Asl".

Ha già avuto modo di incontrare Paolo Cavagnaro, nuovo direttore generale della Asl 5?
"Non ho ancora avuto modo di incontrarlo, ma tutti me ne parlano molto bene. Spero di potermi presentare al più presto".

Come verrà strutturata la campagna vaccinale sul territorio spezzino?
"Attendiamo disposizioni dal governo. Quello che posso dire è che mi pare strano vedere altri Stati che corrono nel reperimento e nella somministrazione dei vaccini mentre in Italia tutto è fermo".

Però la Liguria non è certo tra le Regioni che brillano maggiormente, in fatto di vaccini somministrati. Come mai?
"Le percentuali stanno salendo rapidamente, ma il problema vero è trovare chi faccia i vaccini. Avevamo tutti letto delle promesse del governo per l'assunzione di nuovo personale proprio per questa emergenza, ma io non ho ancora visto nessuno. Siamo il Paese con più morti, meno vaccinati e che è economicamente messo peggio. Secondo me è stato fatto qualche errore da parte del governo".

Qualche errore è stato fatto anche all'interno di Asl 5, visti i recenti casi di positività tra infermieri, medici e pazienti di reparti come Ortopedia, Otorino e Medicina...
"I cluster sono sotto controllo, sono stati gestiti e la situazione si sta normalizzando. Purtroppo questo virus è difficile da contenere".

Ci sono testimonianze che parlano di un atteggiamento di minimizzazione da parte di medici e dirigenti...
"Mi farebbe dispiacere se fossero stati i medici o i professionisti del settore ad avere sbagliato. Quello che è accaduto dovrà essere valutato dalla nuova dirigenza. Quando ho visitato i reparti non ho visto nessuna negligenza, anzi: i medici mi sono parsi molto attenti. La situazione non è preoccupante. Quello che tutti dicono è che la dotazione di personale è sotto organico: dobbiamo essere pronti nel futuro immediato a fare tutto il possibile per recuperare il terreno".

C'è chi sostiene che lei sia troppo giovane per deleghe importanti come Salute e Sicurezza. Cosa risponde?
"Le deleghe sembrano meno importanti, ma non lo sono. A chi muove queste accuse rispondo che è vero, sono giovane, e che è vero, i temi sono complessi, ma lavoro ormai da anni in una grande azienda e pertanto non mi fanno paura. Quando il sindaco mi ha chiamato gli ho detto che la cosa che so fare meglio è imparare e di darmi un mese e mezzo o due per prendere coscienza della situazione. Mi è servito meno tempo: sono pronto per lavorare".

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