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Il biodigestore rimbalza su Palazzo civico. Contenzioso con Vannetti: escono 35mila euro

La seduta di consiglio
Piazza Verdi

La Spezia - Si è risolto in un nulla di fatto il tentativo dell'opposizione di portare all'interno del consiglio comunale del capoluogo il tema del biodigestore proposto da Iren a Saliceti. Sin dalla risposta del sindaco alla presentazione della mozione da parte di Massimo Caratozzolo è stato chiaro che i margini di manovra per trasferire il tema in commissione erano inesistenti. E così è stato: lo stesso Peracchini, Giacomo Peserico ed Emanuele Corbani hanno rammentato come si tratti di una pratica già approvata e come la contrapposizione con l'ambito territoriale genovese sia da valutare anche attraverso l'utilizzo della discarica di Scarpino per il conferimento dell'indifferenziato spezzino.

Pochi scambi anche sul primo argomento affrontato nel corso del consiglio comunale di ieri, ovvero il question time nel corso del quale Guido Melley ha chiesto lumi sulla mancata istituzione da parte della Regione delle restrizioni specifiche per le zone del Ponente ligure alla vigilia del ritorno della Liguria in arancione. "La task force ligure aveva chiesto al ministro Speranza restrizioni circoscritte al Ponente, confermando il giallo per il resto della Liguria, ma la proposta è stata bocciata", ha replicato l'assessore alla Salute, Filippo Ivani, incontrando lo scetticismo di Melley sull'affidabilità della risposta.

Preso atto, sempre su sollecitazione di Melley e del collega Roberto Centi, che l'amministrazione comunale, tramite il vice sindaco Genziana Giacomelli e l'assessore Kristopher Casati, si sta occupando dell'istituzione della Zona logistica semplificata per il porto spezzino e delle opportunità di sgravio o facilitazione per palestre e associazioni sportive, i lavori si sono portati sull'unica delibera all'ordine del giorno, quella in cui sono esposte le soccombenze legali che hanno cagionato un costo per il comune.
Tra quelle illustrate dall'assessore Manuela Gagliardi, per un totale di 82mila euro in sei mesi, spiccano un credito vantato dal progettista della nuova Piazza Verdi, Giannantonio Vannetti, che, dopo l'opposizione all'ingiunzione presentata, si è ridotto da 46mila a 35mila euro totali (28mila più Iva e spese accessorie). Decisamente più contenuta la somma versata alla Monte Montada da parte di Palazzo Civico: 1.750 euro che non sono stati compensati nonostante il Comune fosse creditore nei confronti della società che aveva la gestione di una delle discariche presenti sulle colline di Pitelli.

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