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Federici: "Il waterfront è completamente da ripensare"

Ammissione-shock del sindaco che boccia il Masterplan e pensa ad un intervento graduale ma immediato. Poi la risposta a Burlando: "Le marine non ancora collocate vengano sul fronte-mare e diventino protagoniste. Il Comune non è solo mediatore".

La Spezia, la Marina del Canaletto (2011)

La Spezia - Galeotto fu il tweet. Un lampo in una giornata serena, con Oscar Farinetti in visita alla Spezia che conferma di volere un Eataly su Calata Paita e la città che si appresta ad accogliere la prima nave da crociera della stagione. Ci ha pensato Claudio Burlando ad incrinare l'idillio con cinque parole tramite cellulare: "Salviamo la Marina del Canaletto".
Ebbene sì, proprio quella marina del Canaletto dove il governatore aveva appena finito di saziarsi di un piatto di muscoli, quei moli che la Regione stessa aveva sistemato sommariamente votando a favore del piano regolatore portuale, proprio quando il Comune della Spezia si era astenuto. Improvvisamente tornati luogo da preservare in un giorno di primavera, senza alcun preavviso. Qualcosa più di un fastidio per l'Autorità Portuale e un gran trambusto in generale: anche perché senza terzo bacino e senza spostamento della gru da Calata Paita, non c'è nuovo waterfront e forse non c'è neanche Eataly. La riorganizzazione del porto - frutto di lungo lavoro e di forti tensioni - messa in discussione così con leggerezza, che ha portato oggi il sindaco della Spezia Massimo Federici a convocare una conferenza stampa d'urgenza.
Malgrado un'influenza a dir poco debilitante il sindaco non ha voluto procrastinare di un solo minuto la sua piccata risposta che, per la verità, contiene elementi straordinariamente nuovi ed interessanti. La premessa è già a dir poco significativa: "Tra le cose di cui ci stiamo occupando c'è anche in questo periodo la revisione dello stemma del Comune che vuole riprendere colore e vigore. Vedete il parallelo con la politica è chiaro: io ho sempre lavorato, fin dal primo mio mandato, per valorizzare e promuovere il consolidamento della squadra della città. Ho sempre rinunciato a forme di protagonismo e ho anche sempre sostenuto il fortissimo asse con la Regione alla quale va una gratitudine mai formale. Fondamentale anche il rapporto con Autorità Portuale e gli ultimi eventi credo lo dimostrino pienamente".
Poi Federici inizia ad attaccare, a mettere i puntini sulle 'i', replicando a distanza non solo al governatore ligure: "E' il momento di cambiare passo e il comune non può essere solo mediatore ma anche guida di quei processi che riguardano direttamente la vita della città. In una squadra, dove ci sono competenze e responsabilità chiare, non tutti devono occuparsi di tutto: credo che l'urbanizzazione di calata Paita e il waterfront sia roba nostra, del comune e della città. Ovviamente disponibili al dialogo ma ricordiamoci bene che la questione Marina del Canaletto è indispensabile per generare questo processo di cambiamento. Quelle aree sono fondamentali per liberare calata Paita. È, insomma, un processo ad incastro".
Fin qui la risposta a Burlando, poi però il sindaco anticipa una notizia che si porta dietro anni di polemiche, discussioni, illusioni e soprattutto rinvii: Sto ripensando al progetto waterfront in modo radicale. Il Prp è vecchio, non c'è altro termine per descriverlo. Il primo progetto vincitore, quello di Llavador avrebbe bisogno di interventi complicatissimo che richiederebbero 12 anni. Il masterplan, paradossalmente, è ancora più vecchio: Autorità Portuale, di concerto con l'Università Bocconi, ha fatto uno studio che dimostra l'infattibilità nonostante tutto. Alla fine quella variazione pensata per renderlo fattibile (si pensi ad edifici e il contestatissimo grattacielo) lo ha addirittura appesantito". Insomma dopo anni, il sindaco si ravvede e rimette un po' tutto in discussione con una variazione sostanziale: "Si deve smettere di discutere e si muovesse qualcosa: la visita di Farinetti é significativa: bisogna creare piano piano ma intanto partire. E questo nuovo inizio dobbiamo guidarlo noi".
Poi Federici chiarifica la questione dell'attrattore: "Non un museo ma una sorta di contenitore culturale che gioca tutto sul tema della subacquea. Al museo navale ci sono cose bellissime,noi dobbiamo approntare operazioni ardite, fare qualcosa di unico. Costituirò a breve un gruppo di lavoro, anche grazie alla disponibilità dell'ammiraglio Toscano e conto in 45 giorni che mi confezionino un'idea".
D'accordo ma la Marina del Canaletto e la polemica innescata? Anche su questo Federici spiega la soluzione: "Tra le attività presenti fra calata Paita e Malaspina (l'area del waterfront allargata), ci devono essere attrazioni e realtà significative per la città. I mitilicoltori e le attività delle borgate con le associazioni e i concessionari storici possono venire qui, al centro della nuova città sul mare. Una parte di loro è già stata ricollocata fra Mirabello e Fossamastra, per l'altro 30% (circa 250 imbarcazioni), la proposta è di entrare dentro il fronte mare e diventare protagonisti. Non sarà semplice ma con un accordo politico tutto è possibile".

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