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Ultimo aggiornamento: Venerdì 18 Giugno - ore 21.32

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Enel, il Pd avanza una proposta per l'area e guarda ai fondi Ue

Il Forum ambiente di Via Lunigiana ha elaborato una alternativa al progetto presentato dall'azienda. Natale: "Chiesto di inserire l'area tra quelle che possono utilizzare il Just transition fund".

Sabato il gazebo e la raccolta firme

La Spezia - Il Pd riapre il dibattito sul futuro dell'area Enel e lo porta fuori da Palazzo civico. Il Forum ambiente di Via Lunigiana ha infatti elaborato una proposta alternativa al progetto presentato dall'azienda e avvierà una campagna di sensibilizzazione e una raccolta firme per dar voce direttamente alla cittadinanza.
"Abbiamo in mente un futuro diverso da quello proposto dall'azienda e che l'amministrazione comunale ha debolmente contrastato. Oltre alle questioni ambientali preoccupano anche quelle occupazionali, vista la contrazione cui si assisterebbe con una centrale a tubogas. Rappresentare gli interessi di un territorio - ha dichiarato in apertura Iacopo Montefiori, membro della segreteria regionale Pd - significa avere una visione e noi l'abbiamo. Abbiamo presentato atti e fatto la nostra battaglia e da pochi giorni c'è una novità, ovvero la presidenza di Davide Natale della commissione per la gestione del Recovery plan. E noi siamo convinti che il futuro dell'area Enel può passare anche da lì. Questa è una sfida per tutta la città, e riteniamo che la politica non debba andare avanti da sola".

A guidare il Forum ambiente, gruppo di lavoro composto da iscritti e non, è Renata Angelinelli.
"Il destino dell'area Enel è cruciale e abbiamo condensato le idee emerse nelle discussioni che abbiamo svolto in questi mesi, proponendo un'alternativa al progetto presentato da Enel nel 2018 e confermato nei suoi contenuti anche recentemente in commissione regionale. Solo che in tre anni gli stravolgimenti sono stati molti, dal punto di vista sanitario, sociale ed economico e anche l'Unione europea ha rivisto i target della decarbonizzazione chiedendo una riduzione del 55 per cento entro il 2030", ha spiegato Angelinelli.
L'alternativa proposta dal Pd (clicca qui) è stata battezzata Parco energie rinnovabili e oltre a non prevedere l'impianto a gas e l'utilizzo di fonti fossili, punta sulla tecnologia green e mira a creare centinaia di posti di lavoro.
Il Forum ha considerato di poter installare a Vallegrande una serie di aziende, ma anche e soprattutto un parco tecnologico, la produzione di elettrolizzatori e di idrogeno e un campo di pannelli fotovoltaici che proseguirà anche sulle coperture dei capannoni e che sarà collegato a un accumulatore. Spazio anche alla formazione e all'università, con l'ipotesi di un corso di laurea dedicato alle rinnovabili, e a serre e orti botanici.
"Bisogna investire anche nelle smart grid e mettere in rete le conoscenze degli enti di ricerca presenti sul nostro territorio. La nostra - ha proseguito Angelinelli - vuole essere una proposta fluida, anche perché sino a ora è mancata la partecipazione. Ed è per questo che sabato saremo in città con un gazebo per parlare della nostra idea con gli spezzini e accanto a questa iniziativa avvieremo una raccolta firme insieme alle associazioni e ai comitati che da sempre si impegnano per un futuro senza la comcustione di fonti fossili, dando così una voce unica da parte di tutta la città".

"E' proprio perché il progetto di Enel incide su tutti che è necessario che il dibattito si estenda il più possibile, anche per cercare le migliori energie. Bisogna ripartire dalla città - ha aggiunto Marco Raffaelli, capogruppo Pd in consiglio comunale - e cercare coinvolgimento e condivisione totali su una proposta che vuole essere da stimolo. Lo ribadiamo con forza: vogliamo che Enel resti alla Spezia, ma in una veste diversa da quella che ha indossato per 60 anni, con l'approccio che aveva avuto quando siedeva al tavolo di confronto con il Comune e parlava esclusivamente di produzione da fonti rinnovabili e bonifiche. Anche perché nei processi green ci può essere il coinvolgimento di aziende di caratura nazionale. La variante al Puc è evidentemente un atto non risolutivo, gli spezzini si aspettano di più".

Particolarmente agguerrito Davide Natale, che dal suo ruolo di presidente della commissione per la gestione del Recovery plan intende fare leva sul Just transition fund messo sul piatto dalla Ue.
"Il progetto di Enel non è un progetto. Ci aspettavamo più attenzione per una città in cui produce energia dal 1962 e un investimento per il futuro di uguale importanza di quello fatto nel passato per la produzione. È una vergogna, e per questo rilanciamo. Dobbiamo superare ogni steccato e costituire un fronte comune: nessuno può difendere la realizzazione della proposta Enel. Nelle scorse settimane ho presentato un ordine del giorno per inserire anche la provincia spezzina, quella di Genova e quella di Savona, che hanno ospitato o ospitano tutt'ora centrali a carbone, per l'utilizzo del Just transition fund. Il documento è stato approvato all'unanimità e ci aspettavamo da Enel che ci fosse un ripensamento, che venisse varato un progetto più ampio. Invece in commissione regionale l'azienda ha portato la solita paginetta, un progetto di basso profilo con 12 ettari di pannelli. Ma così il territorio viene martoriato un'altra volta. Serve un cambio di passo, il turbogas è già superato. Ci sono 907 milioni di euro a disposizione dell'Italia, possibile che si guardi solo al Sulcis e a Taranto e che Enel non voglia usare quei soldi per il futuro della Spezia? E la Regione e il Comune che fanno? Si girano dall'altra parte. Qua invece serve tenere alta l'attenzione, progettare e proporre alternative".

Montefiori ha annunciato che il Pd lavorerà su questa pista con tre punti fermi: occupazione, transizione energetica e utilizzo del Recovery plan. "Sappiamo dove vogliamo arrivare: vogliamo che la città discuta per tirare fuori le idee migliori".

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