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Digestore: Popolari, Lerici e opposizione contro Peracchini

Il presidente non fa votare un ordine del giorno e una mozione sull'impianto di Saliceti: "Tema superato, l'iter è concluso". Ponzanelli: "Una figuraccia, ci saranno conseguenze politiche". Saisi: "Mancata chiarezza". Centrosinistra: "Uniti sul no".

"Nemmeno i fascisti facevano così"

La Spezia - “Se non votiamo è una brutta pagina, presidente”. Con questa battuta del consigliere provinciale Francesco Ponzanelli (La Spezia popolare) si chiude la diretta del consiglio provinciale. Parole rivolte al presidente Pierluigi Peracchini al termine di due ore di discussione sul biodigestore di Saliceti, o di discussione... sulla discussione sul biodigestore. Un dibattito che ha visto allargarsi una già serpeggiante frattura in seno alla maggioranza, non priva di legami con i trambusti locali del centrodestra. Tutto parte quando, trattati i primi cinque punti all'ordine del giorno, si arriva alla mozione del centrosinistra e all'ordine del giorno di La Spezia popolare, documenti che entrambi si oppongono alla realizzazione del biodigestore di Saliceti. Il presidente Peracchini spiega che, sulla scorta “della verifica fatta dagli uffici”, i due testi non possono trovare spazio né tantomeno votazione in consiglio perché “l'argomento è superato dalla presenza di un decreto autorizzativo dell'impianto. Il procedimento si è concluso. Ci troviamo a ripetere argomenti che sono superati e che tecnicamente e amministrativamente non ci competono”. Quindi la proposta di “fare una commissione di approfondimento, con gli esperti che vorrete contattare, per fare un lavoro serio. Ma l'iter amministrativo del digestore è concluso”. Il versante tecnico è stato poi illustrato anche dal dirigente dott. Casarino e dal segretario dott.ssa Priore. “Se i documenti ricevessero voto negativo, nulla quaestio - ha spiegato quest'ultima -. Ma, in caso di approvazione, per la Provincia sarebbe impossibile procedere oltre. Il procedimento è concluso, l'autorizzazione c'è stata”. “Una presa di posizione – così il dott. Casarino – deve essere funzionale a un risultato. Se questo è impercorribile o impossibile c'è un problema di nesso logico”.

Di qui lo scontento della maggior parte dei consiglieri presenti, uno scontento bipartisan. “Sappiamo che la Regione ha dato l'ok al digestore, ma noi vogliamo che se ne discuta qui in Provincia da un punto di vista politico. Lei presidente ogni volta ci chiude la bocca appoggiandosi sui pareri degli uffici”, ha aperto le danze dall'opposizione Dina Nobili di Italia viva. Poi, dalla maggioranza, la voce del capogruppo Popolare Francesco Ponzanelli: “Rimango un po' sconcertato, e mi riferisco al presidente. In ogni caso oggi si capisce chi è a favore e chi è contro il digestore. La Spezia popolare è contraria, gli altri della maggioranza sono favorevoli. E sono esterrefatto dal fatto che nemmeno stavolta sia possibile avere un confronto politico serio. Ognuno di noi ha una responsabilità civile e la facoltà di porsi contro direttive non buone per il territorio. Sbagliato l'approccio che dice che l'ultima parola spetta ai tecnici, quando si sa che è la politica che decide. I piani rifiuti li fa la politica... Qua si continua a ragionare, a livello ambientale, come quelli che c'erano prima di noi. È impossibile che ogni volta le multiutility arrivino e comandino. L'impianto a cui vogliono dar seguito Iren e Recos sarà devastante e non interessa solo la zona di insediamento. Vicino ci sono falde acquifere, e non abbiamo mai visto un piano di emergenza! Tutti vogliono cacciarci dalla maggioranza. Ma finché ci siamo ci restiamo e su queste situazioni non transigiamo. Il digestore sarà un boomerang e avrà riflessi su tutte le elezioni amministrative che verranno”. Valutazioni forti - tra queste anche l'accusa a Peracchini di non applicare adeguatamente “gli strumenti democratici” -, quelle dell'ex numero due di Via Veneto e consigliere comunale santostefanese, alle quali il presidente ha subito così replicato: “Il momento della discussione politica c'è stato. Voi nemmeno sapete come la pensi io, continuo a essere giudicato, neanche i fascisti facevano così. L'iter amministrativo dell'impianto, di competenza regionale, è chiuso, non è che sia una cosa da poter discutere. È chiuso. La legge regionale rifiuti risale al 2014, giunta di centrosinistra. Poi integrata dal centrodestra, con i Popolari in maggioranza, e penso ci siate ancora”.

“Sono basito dalla decisione di non discutere – ha osservato dal Pd Giacomo Cappiello -. Lei parla di fascismo, quando invece non discutere è una cosa che si avvicina al fascismo. Capisco che l'iter amministrativo sia chiuso e la decisione instradata, ma noi vogliamo fare una discussione politica e metterci la faccia. Oggi si decide di non discutere di un tema importante per il territorio. Non so come si possa dire che non è competenza della Provincia parlare del biodigestore”. “Lo spirito della nostra mozione – così il Dem Simone Regoli, vice sindaco di Vezzano - è vedere se c'è la volontà politica di riaprire la questione per evitare la costruzione dell'impianto. Ricordiamo che nel piano rifiuti provinciale approvato nel 2018 non c'è scritto di questo mostro”. Poi un'altra voce critica dalla maggioranza: dopo Ponzanelli, la consigliera comunale di Lerici Lisa Saisi: “Se ci sono mozioni sul biodigestore vuol dire che tutta questa chiarezza non c'è stata. L'ex consigliera Gianstefani (anche lei da Lerici, in Provincia fino al recente rinnovo, ndr) aveva posto domande tante volte, senza avere risposta. Si continua a non comprendere come inizialmente si parlasse di Boscalino e di 30mila tonnellate, poi diventate 90mila. E Recos ha vinto una gara a determinate condizioni, che ora sono cambiate, con una situazione nettamente migliorativa per la società”. La consigliera Saisi ha quindi sollevato interrogativi su risvolti tariffari, bonifica di Boscalino e “atti tecnici con cui la Provincia ha avallato il progetto di Saliceti”, ricordando altresì come il Comune di Lerici, assieme ad associazioni e comitati, abbia fatto segnalazioni ad Anac e Agcom in merito alla gara. “Nel consiglio provinciale del 14 ottobre 2020 – ha concluso – lei, presidente, si era impegnato a farci avere una relazione sul percorso che aveva portato al cambio della localizzazione dell'impianto. Credo non sia mai pervenuta”.

“La discussione sul digestore è tardiva proceduralmente ma anche politicamente – ha osservato Luca Ponzanelli di Cambiamo -. Rassicuro il collega Ponzanelli, che parla di direttive: non è solo lui che gode di libertà di pensiero, qua nessuno è schiavo. Svilente ridurre tutto al gioco per il quale chi è contro l'impianto è buono e chi non è contro o fa altri tipi di ragionamenti è cattivo. Così si finisce nella propaganda, senza intraprendere iniziative concrete. La mia posizione è chiara: cittadini al primo posto, meritano tutti gli approfondimenti e le rassicurazioni del caso. In questo senso sono intervenute molteplici autorità pubbliche, per non parlare dei tribunali, i quali, ad oggi, hanno respinto tutte le eccezioni presentate”. E ancora all'omonimo consigliere popolare: “Nessuno vuole escludere Ponzanelli dalla maggioranza. Può succedere ci siano sfumature diverse. E i cittadini sanno bene che la vicenda del digestore parte nel 2018. Oggi, nel 2021, forse alcune posizioni politiche sono cambiate, con tempistiche che lasciano un po' di curiosità”. Su simile lunghezza d'onda la sindaca di Follo Rita Mazzi (Cambiamo): “Garantisco a Francesco Ponzanelli che sono abituata a ragionare con la mia testa e né Peracchini né Toti mi dicono come pensare o votare. Ho chiesto in Provincia – dove la trasparenza non manca - quante più delucidazioni sul tema e sinceramente non trovato grossi elementi di contrarietà. Certo, se il presidente darà ancora più delucidazioni ne sarò felice, ma se l'iter oggi è chiuso penso che forse stiamo sprecando tempo”. A questo punto, il consigliere Massimo Lombardi ha osservato, anche alla luce del fatto che, in una certa misura, dei due documenti si era discusso - o quanto meno metadiscusso -, che “ci vuole un pronunciamento formale, altrimenti rischiamo di aver fatto aria fritta in un ente pubblico. Se è stata fatta discussione delle mozioni ora è necessario procedere col voto”. “Prima facciamo un approfondimento in commissione, poi riapriremo la discussione e voteremo”, ha detto Peracchini, auspicando “una commissione specifica fatta con cognizione, una cosa seria. Se dobbiamo fare un Far West non serve a nessuno”.

E qui si è fatta robusta la richiesta di chiudere la seduta col voto, subito, sui documenti, diversamente da quanto delineato dal presidente. “Qua passa il messaggio che il centrodestra è favorevole al digestore, una cosa scellerata – ha affermato Francesco Ponzanelli -. Nessuno prende posizione. L'amico Ponzanelli ha fatto un intervento da doroteo. No al gioco delle tre carte! Avendo discusso è giusto che ci sia votazione, altrimenti è una figuraccia per tutti, a partire dal presidente. Favorevoli e contrari: si esca dalla palude”. E ancora: “Il problema ce l'abbiamo in casa, perché al governo ci siamo noi. Parliamo di un problema che riguarda il territorio e la salute e le tasche dei cittadini. Se usciamo di qua senza votazione ci saranno logicamente delle conseguenze politiche”. “Il chiaro intento del presidente Peracchini – ha quindi osservato il consigliere riccolese Cappiello, numeri alla mano - è non andare al voto perché teme che i territori spezzini rappresentati da questi consiglieri provinciali votino contro il digestore, il rischio è palese. Ma votare è giusto. Non mettere le pratiche al voto è una scelta politica. Non so come si possa dire che non è competenza della Provincia discutere del digestore. In realtà la competenza non la stabilisce nessuno se non il consigliere stesso, che decide di iscrivere un ordine del giorno con un determinato oggetto, come da regolamento della Provincia”. “Il centrosinistra – ha aggiunto la consigliera Nobili - è chiaramente contro il digestore e si capisce come anche i consiglieri Francesco Ponzanelli e Saisi siano su questa strada, diversamente dal resto del centrodestra. Votiamo e facciamo chiarezza. Portare il tema in commissione? Sarà troppo tardi”. Ormai in chiusura, ecco Ponzanelli Luca incassare il doroteo “come un complimento” e osservare, rivolto ai proponenti dei due documenti, che hanno “proposto qualcosa di impercorribile e inutile. Io sono abituato a esprimermi su cose che si possono fare”. Quindi il sipario calato sulla seduta dal presidente Peracchini, senza voto - che probabilmente avrebbe visto la maggioranza andare 'sotto' - e con più di un mal di pancia e di uno scricchiolio, nonché con uno strascico nel consiglio comunale del capoluogo, tenutosi in serata.

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