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Convegno Foibe saltato, lettera al ministro Bianchi

"Intervenga per ripristinare il corretto rapporto tra pubblica istruzione e cittadino".

Giorno del ricordo
Oscar Teja

La Spezia - Lo scorso febbraio si innescò un certo dibattito attorno allasospensione di un convegno studentesco a tema Foibe in occasione della Giornata del Ricordo. A tale tema è dedicata la lettera inviata in questi giorni al ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi. Tra i firmatari, il consigliere comunale Oscar Teja (Cambiamo). Di seguito la lettera:

Egr. Sig. Ministro,

Con la presente desideriamo portare alla Sua attenzione l’increscioso episodio accaduto il 9 Febbraio u.s. alla Spezia, quando un Organo periferico dipendente dal Suo Ministero ha impedito per evidenti motivi ideologici che si tenesse una conferenza informativa verso gli studenti, riguardante le tragiche vicissitudini della popolazione italiana sui confini orientali nel periodo 1945-1947.
A fronte di questa unilaterale decisione di annullare una conferenza già indetta, nell’ambito dei principi ispiratori dalla Legge n. 92 del 30 Marzo 2004 sulla Giornata del Ricordo, dalla Consulta Studentesca, hanno preso posizione circa 600 cittadini che hanno firmato una petizione affinché la conferenza avesse luogo.
Al responsabile dell’Ufficio Scolastico della Spezia, Dr Peccenini, alcuni rappresentati dei firmatari hanno inviato la lettera sotto riportata (nella quale si legge: "Siamo quindi disponibili ed aperti ad un eventuale confronto preliminare con le SS.VV. per impostare nuovamente la conferenza secondo quanto sopra esposto, ma siamo altresì determinati nel chiedere che detta conferenza venga riproposta e tenuta in tempi brevi, per rispetto verso i Giovani e verso Coloro che ebbero a soffrire nelle tormentate vicende dei nostri confini orientali", ndr) con la quale nel più ampio spirito di collaborazione si offrivano possibilità di concordare modi e tempi per organizzare nuovamente l’evento, garantendo il rispetto della pluralità e del democratico confronto.
A questa lettera non è stata data risposta né considerazione, il che, se fosse avvenuto da parte di un privato non avrebbe suscitato commenti essendo chiunque libero di fare ciò che vuole nel rispetto della Legge, ma se posto in essere da un Ufficio pubblico al servizio del Cittadino, non può essere giustificato nè passivamente accettato.
Una risposta, positiva o negativa che sia, è sempre dovuta; il non darla denota invece ignoranza sui pubblici doveri o volontaria arroganza.
Quindi chiediamo, Sig. Ministro, un intervento del Suo Dicastero, perchè sia ripristinato il corretto rapporto tra Pubblica Istituzione e Cittadino, tramite l’invio di una seria risposta ai 600 cittadini che hanno firmato la petizione e che ne hanno buon diritto.
Certi della Sua attenzione alla presente, auguriamo buon lavoro e future professionali soddisfazioni,

Oscar Teja
Stefano Foti
Leonardo Marino
Gian Matteo Giannasi

In proprio ed a nome dei 600 firmatari della petizione

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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