Genova 24 La Voce del Tigullio Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Domenica 18 Aprile - ore 16.59

previsioni meteo la spezia
Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Instagram Città della Spezia

Cent'anni fa nasceva il Pci, le voci della politica spezzina

E l'iniziativa della Fondazione Amendola, che avvia una campagna per il recupero di documenti e testimonianze.

Livorno, 1921
Il congresso della scissione

La Spezia - Cent'anni fa a Livorno nasceva il Partito comunista italiano. Un anniversario che anche alla Spezia ha visto avvicendarsi i commenti di quelle forze politiche che, in un modo o nell'altro, hanno un legame con il partito che fu di Gramsci, Togliatti e Berlinguer. “È una storia lunga un secolo: quella del movimento di liberazione dell'umanità dal giogo della schiavitù. Oltre ogni frontiera, oltre ogni barriera di nazioni e stato. Il comunismo è stato ed è tutt'ora, infatti, l'esatto opposto del nazionalismo, oggi declinato in forma sovranista - commentano da Rifondazione comunista La Spezia - Non a caso l'inno dell'Internazionale, rivisitato in seguito dal grande poeta fiorentino (ma valdimagrese d'adozione) Franco Fortini, parla di 'futura umanità'. I comunisti nella storia hanno provveduto sempre a ricostruire sulle macerie prodotte dal capitalismo e che hanno pagato col sangue la violenza dominante del conformismo fascista. Poi sono stati gli autori fondamentali della Resistenza, per la liberazione dai nazifascisti e per la ricostruzione del Paese. La luce accesa nel 1848 nel Manifesto di Marx ed Engels, divampata nella rivoluzione bolscevica di Lenin dell'Ottobre 1917 e arrivata a Livorno nel gennaio 1921, continuerà a guidare chi vuole, nel mondo, superare lo stato di cose presenti”. Per celebrare il centenario Rifondazione spezzina organizza domani un'iniziativa online in collaborazione con l'Officina Rossa di Luni.

Il Pci Liguria ricorda l'evento di un secolo fa come "un punto di riferimento essenziale per l’oggi e per il domani. Non ci rassegniamo alle ricostruzioni mistificatorie che occupano, in questi giorni, i grandi giornali e i canali televisivi. Vogliamo collocare quella scelta nel quadro storico in cui avvenne, ricercando in essa le premesse di una vicenda straordinaria che, nella lotta antifascista, nella Resistenza e nelle lotte politiche e sociali dei decenni del dopoguerra, ha inciso profondamente nella storia d’Italia e ha rappresentato una delle più importanti esperienze del movimento comunista internazionale. In questi giorni, in queste ultime ore, abbiamo assistito a “spettacoli” indecenti, anche da quella pseudo sinistra che tenta di atteggiarsi ad erede di una storia che, in realtà, nel Parlamento Europeo, ha avuto il coraggio di equiparare al nazismo. Questa ricorrenza è nostra, è dei comunisti, è di chi, coerentemente, non ha mai abbandonato ne rinnegato le proprie idee e le proprie origin".

Non manca una riflessione da parte del coordinamento provinciale del Partito democratico. “Il Pc italiano, dalle origini fino allo scioglimento nel 1991, ha attraversato gran parte della storia italiana del Novecento costruendo il primo radicamento tra le masse lavoratrici nel tumultuoso biennio precedente l’avvento del fascismo, tenendo viva la rete clandestina attraverso la quale si formarono e operarono durante la dittatura i migliori quadri del futuro gruppo dirigente, giocando un ruolo decisivo nella liberazione dell’Italia dal giogo nazifascista, svolgendo in tutto il cammino della successiva storia repubblicana il ruolo di miglior interprete della speranza di riscatto sociale della classe operaia e del mondo del lavoro, e di primo motore del coinvolgimento delle masse popolari italiane, delle fasce sociali più deboli e dei ceti sino ad allora subalterni, nella vita democratica della nazione”. Un partito che è stato un “modello di organizzazione politica” e “non è esagerato dire che molte delle migliori menti del Novecento italiano hanno illuminato le fila del Partito comunista”. Ma, osservano dal Pd, “come tutte le umane cose, anche la vicenda del Pci non è stata esente da contraddizioni e ha dovuto in qualche modo fare anch’essa i conti con la storia e con i 'punti di non ritorno' che essa mette di fronte agli uomini e alle donne, e così pure alle comunità e alle organizzazioni che le donne e gli uomini costituiscono nel corso del tempo. La caduta del 'Muro di Berlino', il crollo dei regimi antidemocratici dell’Est Europa e della stessa Unione Sovietica, che all’ideologia comunista si erano ispirati, tradendone tuttavia, cammino facendo, l’ispirazione più autentica legata alla speranza di riscatto, uguaglianza e libertà per i popoli, trasformando l’ideologia in dogma e, troppo spesso, l’esercizio del potere in coercizione e soppressione delle libertà, hanno finito per travolgere l’esperienza peculiare e originale del comunismo italiano”. Ma guardare al Pci è ancora possibile: non andando a “ripercorrere nostalgicamente un’epoca che non tornerà” bensì stando “dentro, con le gambe e con il cuore, a questo XXI secolo, cercando tuttavia un riferimento autorevole e credibile nella vicenda collettiva più importante che il progressismo italiano abbia mai conosciuto in età moderna”.

Non manca il ricordo della Fondazione Giorgio Amendola La Spezia, che lancia anche un'iniziativa per coltivare la memoria. “Il Pci ha da sempre considerato essenziale per la propria identità e per la stessa azione politica la conservazione e l’uso dei propri archivi – si legge in una nota -. Tuttavia, la storia del Pci non passa solo attraverso le sue carte. Essa è ancora viva nell’esperienza e nella memoria di chi ha condiviso quella esperienza collettiva. Anche in questo caso possiamo richiamarci all’esempio del comunismo italiano, distintosi non solo per lo sforzo dedicato alla conservazione delle fonti prodotte dai suoi organismi dirigenti a ogni livello territoriale, ma anche per aver contribuito a sollecitare le memorie che testimoniassero il vissuto dei dirigenti, dei quadri e dei militanti del Pci”. La Fondazione lancia un appello a chiunque voglia “aderire alla nostra campagna per il recupero di documenti: volantini, manifesti, lettere, fotografie, filmati o audio, e testimonianze. Al fine di conservarli correttamente, inventariarli, metterli in rete con le banche date per i ricercatori di storia locale e nazionale. E per poterli rendere fruibili al pubblico. Solleciteremo poi dirigenti e militanti del Pci a ricordare con un videomessaggio o con un ricordo scritto, le ragioni del loro impegno politico, la loro vita nella comunità dei comunisti italiani. Una selezione delle fonti e delle memorie così raccolte confluiranno sul sito https://centoannidelpci.it/ che verrà aggiornato quotidianamente. Invitiamo tutti i compagni che vogliano aderire all’appello a inviarci il materiale contattando via mail la Fondazione Amendola all’indirizzo: fondazioneamendola.sp@gmail.com”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia

























Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy
Impostazioni Cookie

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News