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Ultimo aggiornamento: Venerdì 25 Giugno - ore 15.25

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Case popolari, nessun ricorso a legge regionale. Anche La Spezia va avanti

Nel corso di una seduta di commissione comunale a tratti imbarazzante l'assessore Giorgi ha spiegato che gli uffici stanno lavorando per predisporre il bando: "L'alternativa era non fare niente".

Insulti e minacce
Palazzo della Regione

La Spezia - Se il buon giorno si vede dal mattino gli spezzini si dovranno preparare a un anno di campagna elettorale di basso livello. I toni del dibattito che è andato in scena oggi pomeriggio in commissione Garanzia e controllo hanno infatti reso inascoltabile la seduta per una buona fetta del collegamento, coprendo con insulti, interruzioni, minacce e sfottò quel poco di discussione nel merito alla quale i consiglieri sono stati in grado di dare vita.
Che la politica sia lo specchio della società e che da anni il livello sia genericamente calato è noto da tempo. E se a questo si aggiungono le molteplici complicazioni della modalità telematica le probabilità che si tocchi il fondo aumentano drammaticamente. Ma oggi è andata bene così, visto che c'è anche chi ha velatamente lasciato intendere che in presenza le cose sarebbero finite in altro modo.
Insomma, uno spettacolo di cui andare davvero poco fieri, al quale per fortuna dei consiglieri hanno assistito davvero pochi spettatori in diretta (mediamente 2).

Sì, il tema era sentito, ovvero le modalità di assegnazione delle case popolari, ma il dibattito vero e proprio ha lasciato troppo spazio agli sgambetti e alle frecciatine e le logiche di schieramento hanno avuto la meglio sulle questioni tecniche, quelle che incasellano la tematica e forniscono gli elementi per fare questa o quella scelta.
Nella fattispecie a richiedere la convocazione della commissione alla presidente Dina Nobili è stato Guido Melley dopo aver letto il parere dell'Avvocatura civica.
"Questa pratica, sulla quale si sono espressi in maniera chiara anche i sindacati degli inquilini, ci ha visto in forte contrapposizione con la maggioranza, tanto che in Consiglio non partecipammo al voto, tra le altre cose anche perché avevamo chiesto il parere del segretario generale o dell'Avvocatura civica. Letto che in quel parere l'avvocato Carrabba parla di un "ente a rischio di soccombenza" in caso di ricorso, chiediamo chiarezza proprio sulle questioni amministrative", ha esordito Melley.
Dai banchi della maggioranza subito l'intervento di Paolo Messuri: "Stiamo parlando di una delibera già approvata, non vedo perché se ne debba riparlare oggi. La residenzialità è richiesta non come requisito di partecipazione, ma di valutazione, per il punteggio. Per questo la legge regionale non è anticostituzionale, come altrove. Il parere dell'avvocatura è preciso e puntuale e non dà adito a interpretazioni. Solo invita gli uffici a mantenere il criterio della residenzialità come punteggio e non come requisito di partecipazione".

Carrabba ha rivendicato di aver espresso il parere su richiesta del segretario generale e che fosse orientato esclusivamente alla struttura interna di Palazzo civico, con l'invito ai dirigenti e alcune precisazioni affinché potessero assumere l'atto, il bando, in maniera non impugnabile. E' escluso dal parere qualsiasi giudizio sulla costituzionalità o legittimità della legge regionale o del regolamento già approvato. La residenzialità - ha spiegato l'avvocato - è un criterio di valutazione, non di partecipazione, così come deve essere chiesta la stessa autocertificazione a tutti i partecipanti. Questo è quello che ho espresso e non intendo dire niente di più".

Mentre Federica Pecunia avanzava le sue rimostranze e ricordava di aver posto la pregiudiziale durante la discussione in Consiglio in quanto "il regolamento approvato dalla maggioranza fa riferimento a una legge definita incostituzionale dall'attuale ministro della Giustizia Marta Cartabia", si è assistito al primo "Poco edificante show" con l'interruzione continuata di Messuri e l'atmosfera che si andata gradualmente raffreddando con gli interventi di Fabio Cenerini, Donatella Del Turco, Massimo Caratozzolo, Emanuele Corbani e Massimo Lombardi, ma un piccato scambio di vedute tra Cenerini e Melley riguardo una casa a Porto Venere ha fatto degenerare definitivamente la situazione, con Nobili costretta ad ammutolire quasi tutti coloro che, senza motivo, prendevano la parola per lanciare strali verso gli avversari politici. E' così che si sono collezionate botte di "cretino", "malato di mente", "comunista", "mi fate ribrezzo", "me lo dica per strada e poi vediamo come va a finire", "lei come presidente fa pena", "lei anche come essere umano"...

A riportare il dibattito nei ranghi ci ha pensato l'assessore alle Politiche abitative Giulia Giorgi: "La legge regionale ha subito il vaglio della Corte costituzionale nel 2018 e a oggi non ha subito impugnazioni, nonostante a Savona e Genova siano usciti di recente i bandi per l'edilizia popolare. A Savona è stato chiuso l'iter e non c'è stato nessun ricorso, a Genova i termini scadono il 22 giugno. I regolamenti di questi Comuni fanno ovviamente riferimento alla solita norma ligure. Se ci saranno impugnazioni la Regione farà ciò che deve. Mi rendo conto che il dibattito ha una ricaduta a livello locale, ma non possiamo comunque contrastare eventuali effetti. Se il dibattito deve essere portato avanti politicamente deve essere fatto a livello regionale. Il Comune non può fare nulla: a oggi ci dobbiamo attenere a questo. Se andiamo avanti? Sì, gli uffici stanno proseguendo con l'iter per l'emissione del bando. Cosa si rischia se la legge regionale verrà impugnata? In Lombardia è stato chiesto di riammettere in graduatoria chi era stato scartato per motivi poi valutati non costituzionali ed è stato imposto il pagamento delle spese legali dei ricorrenti. L'unica scelta alternativa era quella di non fare niente e costringere gli uffici a far riferimento a una normativa di quasi 20 anni fa".

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