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Ultimo aggiornamento: Martedì 13 Aprile - ore 09.55

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Case popolari in vendita, il piano triennale da 57 alloggi va in consiglio

La delibera di giunta sarà emendata per tutelare gli inquilini degli appartamenti occupati in via di alienazione. L'opposizione mette in dubbio le scelte dell'amministrazione e promette battaglia.

Ok in commissione
Panorama della città

La Spezia - Il piano di vendita di alloggi popolari da parte del Comune per il triennio 2021/2023 passa al consiglio dopo il licenziamento con approfondito dibattito nel corso dell'ultima commissione Bilancio presieduta da Giacomo Peserico, nominato poche ore dopo assessore dal sindaco Peracchini. Nelle intenzioni della collega Manuela Gagliardi e degli uffici c'è l'alienazione di 57 appartamenti, di cui 47 occupati e 10 da ristrutturare.
"Dopo l'approvazione in giunta abbiamo ricevuto telefonate da alcuni degli inquilini interessati e ovviamente chi vive in un alloggio avrà il diritto di prelazione. In caso di vendita a terzi sarà necessario un accordo condiviso con l'amministrazione per il trasferimento in un immobile sostitutivo. In caso contrario l'appartamento non verrà venduto", ha esordito l'assessore Gagliardi, illustrando l'emendamento che era stato richiesto nei giorni scorsi dall'opposizione.
Il totale delle case libere ma in attesa di corposi interventi di ristrutturazione è di 154 immobili e il Comune spera di ristrutturarne 71 con le entrate derivanti dalla vendita di una parte del patrimonio di edilizia popolare. "Non vogliamo mandare fuori di casa nessuno, ma solo reperire le risorse per offrire una risposta più ampia e forse una parte degli assegnatari attuali non ha la necessità di rimanere in un alloggio popolare", ha aggiunto.

Federica Pecunia, che ha girato la città per osservare le condizioni degli stabili degli appartamenti in procinto di essere messi in vendita, non è parso che la vetustà degli immobili richiesta dalle normative sia tale, si è chiesta come abbiano fatto i cittadini a sapere di essere gli inquilini delle case in vendita e ha sottolineato il lavoro dei sindacati degli inquilini per arrivare a modificare la delibera.
A muovere critiche all'amministrazione per la scelta di alienare questi alloggi si è unito Massimo Caratozzolo chiedendo un emendamento scritto in maniera più chiara e sostenendo che un privato che volesse compiere un'operazione come quella della giunta Peracchini sarebbe considerato pazzo per il valore del patrimonio.
Concorde Guido Melley, che non ricorda vendite di tale importanza, con il Comune che stima un introito totale di 2,5 milioni di euro. "Questa somma non poteva essere reperita tramite altre forme di finanziamento come il Fondo strategico regionale, invece di lasciarla ferma per progetti come Piazza Cavour?".

Gagliardi ha difeso la formula dell'emendamento, studiata con gli uffici, che hanno anche selezionato gli immobili secondo i criteri previsti dalla legge regionale.
Sul fronte finanziario: "La scelta di andare verso un'alienazione è anche politica, poiché riguarda come spendere le risorse a disposizione. Ma in un momento del genere la situazione è complicata. Se invece pensate che le risorse possano essere trovate nel bilancio potete proporre emendamenti, ma occorre la copertura per gli altri servizi. Infine - ha proseguito - partecipiamo al bando per la qualità dell'abitare e abbiamo effettuato interventi in partenariato con la Fondazione Carispezia.

Dietro sollecitazione di Lorenzo Forcieri, che ha messo in dubbio la ratio della delibera per un saldo positivo incerto, il dirigente Massimo Curletto è intervenuto per chiarire che nella migliore delle ipotesi ci sarebbe un aumento di 61 alloggi disponibili e nella peggiore molto pochi, se, come ipotizzato dall'ex senatore, nessuno dei 47 inquilini attuali volesse acquistare o traslocare.
Insoddisfatti delle risposte Melley e Pecunia hanno ripreso la parola ribadendo la contrarietà alla strada dell'alienazione scelta dall'amministrazione, tanto più per gli appartamenti in uso. "Con lo sblocco di sfratti e licenziamenti esploderà un'emergenza abitativa che non si risolverà con questa scelta", ha detto l'ex segretaria Pd.

A difendere l'operato del centrodestra è intervenuto Emanuele Corbani, secondo il quale quella in discussione è operazione che va sicuramente a saldo positivo, mentre Curletto è nuovamente intervenuto per chiarire un ultimo punto: "E' la legge che incentiva l'alienazione degli alloggi occupati perché hanno esaurito la loro funzione e perché la spesa di manutenzione in un alloggio sfitto mi farà soddisfare una esigenza abitativa in più. Per questo i 10 appartamenti inagibili saranno gli ultimi ad andare in vendita, nel 2023, e lo faranno solamente perché si tratta di singoli alloggi in proprietà private. Questo è l'iter, il piano potrà funzionare o meno in base a come andranno le vendite".

Al voto la pratica ha ricevuto 18 sì e 10 no, con Melley già offline. Ora la palla alla conferenza dei capigruppo per la calendarizzazione in consiglio dove si preannuncia una lunga discussione sul tema.

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