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Baldino: "All'Umbertino serve un presidio militare fisso"

dopo gli ultimi fatti di cronaca
Carabinieri all'Umbertino

La Spezia - E’ da molto che lo invoco in ogni modo, scrivendo a Questori e Prefetti e proponendolo nelle commissioni consiliari. O rivolgendomi direttamente agli amici che hanno ricoperto la carica di assessore alla sicurezza: Medusei prima e Ivani oggi: nell’Umbertino serve un presidio di Polizia e Carabinieri fisso. Le immagini impietose dell’ultima rissa, avvenuta come sempre in pieno giorno sotto gli occhi sconcertati e impauriti dei passanti e di alcuni bambini, non fanno che riaffermare quanto più volte detto". A proposito degli ultimi fatti di cronaca che vi abbiamo raccontato, Massimo Baldino Caratozzolo, consigliere comunale ma anche residente nel quartiere, è sicuro: "Non è con il “fantastico via vai” delle forze dell’ordine chiamate più volte dai residenti o che vi transitano facendo la ronda cittadina, che si combatte la criminalità presente nel quartiere ma attraverso un presidio militare fisso che funga prima di tutto da deterrente, andando ad intervenire in tutte quelle situazioni che generano le risse; iniziando dagli immancabili assembramenti sempre presenti tra Via Milano/Corso Cavour/Via Venezia che rendono impraticabili i marciapiedi e spesso anche gli incroci stradali di quella zona".

"I delinquenti devono capire che quello non è più il loro territorio - continua Baldino -, visto che nel corso degli anni,
grazie al lassismo di molti che avrebbero dovuto fare e non hanno fatto, se lo sono conquistato. Come altri hanno messo radici nella attigua Piazza Brin. Presidio militare: Polizia e Carabinieri, non i Vigili Urbani che non hanno mezzi e preparazione specifica per intervenire su queste problematiche. Non lo scrivo certamente per sminuire la categoria ma se mai per proteggerla da un uso improprio che di essa si sta consolidando nel tempo. Qui non abbiamo a che far con i soliti teppisti di strada ma con una forma di malavita organizzata. Chi agisce infatti lo fa in modo reiterato e intimidatorio in un contesto urbano ormai degradato e rispettando gerarchie anche etniche ben precise. Perché è bene dirlo e mi piacerebbe sentirlo dire qualche volta anche dalla sinistra. I razzisti non sono gli italiani che non ne possono più di questa situazione, ma i delinquenti che spesso tentano di sottomettere altre etnie o nazionalità (italiani compresi) fregandosene di quel minimo di rispetto che si deve a una nazione ospitante e ai suoi residenti. Se vado in Cina e mi metto a spacciare, urlare, urinare al muro, apostrofare i residenti e menare tutti in mezzo alla strada chi è che il razzista io o i cinesi? Chi manca di rispetto a chi? Chi vuol sottomettere altre etnie?"

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