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Azione e + Europa Levante: "Dismettere Enel non è attualmente possibile: si elabori progetto su energia del mare"

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La Spezia - I comitati di La Spezia in Azione, Sarzana in Azione e + Europa Liguria di Levante sono concordi nel sostenere che la questione Enel alla Spezia sia molto significativa e, in quanto tale, richiede studio, approfondimento e un confronto serio. "Abbiamo appreso dalla stampa che nessuno schieramento politico approva la presenza della centrale in città. Sicuramente anche noi siamo a favore della dismissione della centrale a carbone e della transizione ecologica. Concordiamo con gli altri partiti politici nell’affermare che ad oggi utilizzare il carbone per produrre energia non presenti giustificazioni: il primo passo è quindi decarbonizzare" - si legge in una nota congiunta.

"Siamo consapevoli che il nostro obiettivo sia attuare un’infrastruttura complessa che funzioni prevalentemente ad energia rinnovabile, ricordando però che l'erogazione di energia rinnovabile non risulta continuativa. Quindi occorre creare una rete che sia intelligente, capace di gestire le necessità energetiche in funzione delle contingenze. Tutto questo non può essere fatto in tempi brevi: la transizione ecologica richiede tempo. Per la nostra città, Enel ha previsto e richiesto la dismissione della centrale a carbone. La centrale Eugenio Montale (funzionante al 100% con carbone) ad oggi non può essere totalmente dismessa senza un’autorizzazione governativa che consideri anche le esigenze del piano energetico europeo. Al contempo Enel - per mitigare i picchi di richiesta di energia e per completare la transizione alle rinnovabili - intende costruire una centrale turbogas di ultima generazione che, a differenza di quanto erroneamente si può intuire dal nome, potrebbe essere alimentata anche con altri combustibili e, nel particolare caso spezzino, attraverso il metano. Di conseguenza, si otterrebbe un drastico abbattimento, a parità di utilizzo, di tutti gli inquinanti (alcuni azzerati, altri diminuiti di 18 volte sotto le soglie consentite dalle norme) e azzeramento delle temibili polveri sottili causa di tante malattie".

E ancora: "Dismettere Enel non è attualmente possibile e la transizione ecologica deve essere, come abbiamo già affermato, affrontata in modo graduale. Riteniamo auspicabile intavolare un serio dibattito sulla questione, analizzando le reali possibilità per il nostro territorio. Per esempio, potrebbe essere avviato un progetto di ricerca con Enea o con l'Università di Pisa per individuare il tipo di fonte rinnovabile più adatta al nostro territorio. Potremmo inoltre augurarci che l'area che Enel destinerà al mercato possa essere utilizzata affinché Enel stessa elabori un progetto sull'energia del mare che già in svariati Paesi è vista come la nuova frontiera dell'energia pulita, per poter convertire realmente la centrale stessa in ottica green. In conclusione, siamo a favore dell'utilizzo di energie pulite, ma anche di una progettualità che possa essere declinata sul nostro territorio in modo realistico".

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