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"Non siamo usciti dalla maggioranza, è il sindaco che ci ha tenuto fuori dall'esecutivo"

Con la surroga di rito, Peserico ufficialmente assessore, Messuri in consiglio ma la discussione politica é tutta sulla frattura interna alla maggioranza. Costa ribadisce che "è una questione dignitá". Intanto martedi Grazzini incontra Tajani.

Cronache da consiglio comunale
"Non siamo usciti dalla maggioranza, è il sindaco che ci ha tenuto fuori dall'esecutivo"

La Spezia - L'antefatto è una conferenza dei capigruppo pomeridiana decisamente frizzante con qualche uscita di scena dalla videoconferenza e la decisione di riaggiornarsi ad altra data: giusto per capire l'antifona del momento. E' un lungo consiglio comunale quello che parte con la discussione della delibera che porta Giacomo Peserico nella giunta Peracchini e Paolo Messuri all'interno della consigliatura (e il contestuale abbandono della carica di consigliere di amministrazione in Acam Acque) visto che l'ultimo dei non eletti della lista di riferimento é Pietro Antonio Cimino, rimasto a far parte dello staff del sindaco.
Ma, al di lá del voto che appoggia comunque la nomina, l'atmosfera politica creatasi nell'utima incandescente settimana all'interno del centrodestra, diventa la prima sottolineatura della serata di consiglio comunale per bocca di Marco Raffaelli. Che non contesta Peserico come scelta in quanto tale (ma pone dubbi sulla possibilità di incidere su un bilancio al penultimo anno di legislatura) le circostanze con cui si è arrivati ad una scelta che ha provocato la ridda di commenti, non ultima la lettera aperta di Giovanni Grazzini che nel frattempo nella mattinata di domani, incontrerà Antonio Tajani, vicepresidente e commissario nazionale di Forza Italia per un punto della situazione sul capoluogo del Levante ligure.

Marco Frascatore, capogruppo di Cambiamo, contesta immediatamente l'attacco: "Non entro nel merito degli equilibri che si creano in altri movimenti politici e prima di tutto guardo casa mia. Il livello mi sembra veramente basso". Sulla stessa falsariga interviene Fabio Cenerini, uno dei protagonisti di questa settimana caotica: "Una sequela di banalità e assurdità era tanto che non sentivo: e' coraggioso Raffaelli, visto il simbolo che rappresenta, si commenta da solo, basti ricordare tutta la rumenta che c'era in strada quando il sindaco era Federici. Un commissario non decide gli assessori sui giornali, sono scelte che spettano al sindaco. Mi dispiace per il centrosinistra e comunque dopo decenni di disastri dovevamo sistemare tante cose a cominciare dal bilancio che abbiamo ereditato". "La maggioranza é assolutamente compatta", giura Enzo Ceragioli dagli scranni virtuali di maggioranza, che si dice stanco di tutti questi attacchi mentre Oscar Teja chiosa salutando Raffaelli con uno "stai sereno" di renziana memoria. Pecunia aggiunge il suo intervento: "Peserico avrebbe dovuto fare l'assessore al bilancio dall'inizio, ad ogni modo dovete dare una svolta a questa città a cominciare dal bilancio preventivo del quale non ci avete ancora detto niente. Ai consiglieri del centrodestra dico che possono fare tutti gli interventi che vogliono ma la maggioranza è in crisi e il sindaco è solo: nessun esponente sulla stampa, almeno fino a oggi ma giusto in zona Cesarini, ha preso le difese del sindaco". Tesi contestata dal consigliere Biagi che ribadisce come la maggioranza sia più salda che mai. Tocca poi a Guido Melley alimentare la polemica politica: "Si tratta dell'ennesimo rimpasto di giunta un fatto: ci sono due forze politiche che hanno chiarito di volersi allontanare da questa maggioranza: può darsi che si ricompatterá, vedremo. Non raccontiamoci però che c'è unione perché non è vero. Certamente in questo momento in piena pandemia avere un'amministrazione e un sindaco deboli e poco autorevoli aggrava la situazione del nostro territorio. Una guida sicura invece farebbe bene a tutti noi". Sarcastico Emanuele Corbani che parla di "tempesta in un bicchiere d'acqua, anzi di un 'gotino' come si dice a Spezia"; poi cita la contestazione per la nuova Piazza Verdi con cui si concluse il mandato della vecchia amministrazione: "Ricordo a tutti che nella classifica sul gradimento dei primi cittadini uscita su Il Sole 24 Ore in estate, il sindaco Peracchini si è piazzato settimo".

Cita Grazzini e le sue nette prese di posizione anche Lorenzo Forcieri: "Ci sono atti, fatti e dichiarazioni, attacchi interni, fuoco amico, non sono soltanto le critiche che arrivano dall'opposizione". Particolare attenzione alle parole che pronuncerá poi Andrea Costa, sottosegretario e, con Liguria Popolare, una delle due metá dei delusi (eufemismo) della maggioranza: "Il nostro contributo, che numericamente valse il 6 percento, è stato importante, abbiamo creduto ad un governo di discontinuità per la nostra città. Facemmo una lista per portare idee e valori, consapevoli che le diverse visioni sono un'opportunità per una coalizione. Anche quelle dell'opposizione, mi sento di dire. Non sono d'accordo coi metodi di rimpasto e non perché si doveva dare un assessorato ad Andrea Costa, nel frattempo rimasto solo... Sento parlare di maggioranza unita ma qui siamo di fronte ad una scelta del sindaco secondo cui una forza politica che ne fa parte non ha una rappresentanza. Non è una questione di poltrone ma di dignità: si può dire quel che si vuole ma qui c'è una decisione chiara in cui si è privilegiata la rappresentanza dei gruppi che si sono via via formati nel tempo, con diversi passaggi da un gruppo all'altro. Pertanto il mio giudizio d'ora in avanti verrà dato di volta in volta, sentendomi libero di prendere le posizioni che riterrò più utile. Non siamo usciti dalla maggioranza, é il sindaco che ci ha tenuto fuori dall'esecutivo comunale. Non so cosa succederà nelle prossime settimane, sono sempre per il dialogo. Ma confermo quello che è uscito sulla stampa anche questa sera in consiglio comunale". Il sindaco Peracchini nonostante tutto non interviene e non interverrà mai quanto meno fino a quando il parlamentino rimane su questa pratica. Risponde a Corbani, perché Massimo Baldino Caratozzolo si sente inevitabilmente chiamato in causa: "Ho dato battaglia a Federici per Piazza Verdi ma almeno lui ha portato avanti le sue scelte e la concluse: semmai fu carente nel dialogo, nel confronto coi cittadini. Le difese di queste sera a Peracchini me le aspettavo, intanto peró Forza Italia non riconosce l'assessore appena nominato e la confusione é palese: credo sia figlia della mancanza di rapporti umani fra il sindaco e i suoi alleati. Ci vuole rispetto". Cenerini apre un dialogo con Costa e manda un messaggio a Grazzini che "da dieci giorni é sulla stampa": "Peracchini non è affatto solo, la maggioranza é con lui. E alla mimoranza dico che se al capo della opposizione ci sono certi talebani é difficile essere aperti: e poi non avete mandato un emendamento in quattro anni come facevamo noi. Siete stati cacciati, vergognatevi!". Spiccioli finali della discussiome con il capogruppo leghista Lorenzo Viviani, chiamato in causa da Melley, che risponde a Raffaelli per ricordare la situazione nazionale e locale del Pd mentre Sauro Manucci battezza le nomine come adeguate.

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