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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 21 Aprile - ore 09.07

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"Non si possono mettere le ambizioni personali davanti alla pandemia"

Iacopo Montefiori, membro della segreteria regionale del Partito democratico, commenta la crisi politica romana e traccia la strada per l'avvicinamento ai prossimi appuntamenti elettorali locali.

Il commento
Iacopo Montefiori

La Spezia - Una crisi annunciata, alla quale però in molti non hanno creduto sino all'ultimo, sino alla convocazione della conferenza stampa in cui Matteo Renzi, da leader assoluto di Italia viva ha spiegato i motivi delle dimissioni delle ministre Bellanova e Bonetti.
E' così che il Conte bis arriva alla fine dei suoi giorni, con Pd, M5S e partiti dell'area Leu ancora a sostegno di un premier che sta decidendo in queste ore quali mosse compiere. Mentre l'opposizione di centrodestra si dichiara pronta alle urne o a un governo di responsabilità nazionale, a seconda delle rispettive posizioni.
Abbiamo chiesto un commento del momento politico a Iacopo Montefiori, ex consigliere comunale Pd e attuale membro della segreteria regionale, tra le figure in maggior rilievo nel panorama locale del partito.

Partiamo dall'attualità politica: 24 ore fa Matteo Renzi e Italia viva hanno dato il via a una crisi di governo per molti casi inaspettata. Cosa pensa in proposito?
"Siamo ancora in una situazione in cui le persone sono ancora bloccate in ospedale per settimane, con centinaia di decessi e molti casi in cui non si può vedere, parlare o salutare un proprio caro, anche quando che se ne va. Credo che in questo momento ci si potesse aspettare di tutto tranne una crisi politica. E' di queste ore la notizia dello stanziamento di risorse per l'elettrificazione delle banchine del porto spezzino, previsto nel Recovery plan. Da una parte c'è la crisi, dall'altra si mettono i mattoni per ripartire. Non si capisce davvero il perché di questa crisi, peraltro annunciata via social network...".

La spaccatura si è concretizzata nonostante che il governo abbia accettato molte delle richieste avanzate da Italia viva sul Recovery plan...
"Conte a oggi è il miglior presidente del consiglio di cui potesse dotarsi il Paese in una fase così diversa da tutte le altre stagioni della storia della Repubblica. Credo anche che le modifiche al Recovery plan siano fisiologiche. Quando una maggioranza ha a che fare con uno strumento così importante è normale che ci siano discussioni e riscritture. Non c'è niente di scandaloso: è logico ponderare e calibrare. Sul fatto che la crisi sia stata nobilitata con la rinuncia alle posizioni di potere da parte delle ministre di Italia viva, invece, è una lettura alla quale ritengo credano in pochi".

Dopo l'addio al Pd, Renzi ha dato una spallata anche al centrosinistra. Che ripercussioni ci saranno per l'alveo politico guidato dal Pd?
"La crisi è stata aperta da Renzi, ma non è ancora stata scritta la parola fine. Siamo preoccupati per i motivi già espressi, ma non possiamo impiegare il tempo su argomenti di dubbia utilità. Sul piano locale guardiamo con preoccupazione al comportamento di Italia viva: abbiamo costruito le condizioni per una alleanza unitaria di centrosinistra alternativa al centrodestra di Toti e Peracchini. Sarà necessaria una linea regionale alla quale uniformarci".

L'appoggio a Massardo delle scorse Regionali da parte di Italia viva, in alternativa al candidato principale del centrosinistra, potrebbe non rimanere un caso isolato?
"Non sta a me dirlo. La nostra priorità è lavorare perché, anche a livello provinciale, sono troppe le categorie sociali in sofferenza, sia nel breve che nel lungo periodo. Abbiamo visto che dal nazionale arrivano segnali di importante sostegno, come quello alla portualità. Il nostro interesse, oggi, è proseguire su questa strada".

E il Pd? Come si avvicina il vostro partito ai prossimi appuntamenti, a partire dalle amministrative spezzine del 2022, ormai imminenti?
"Il partito sta facendo un'opera di riorganizzazione interna, sta cercando di proseguire nell'attività politica secondo le modalità permesse dalla situazione sanitaria, attraverso piattaforme multimediali, e si sta preparando a celebrare i passaggi necessari alla prima finestra utile. Appena ci saranno le condizioni di svolgere il congresso siamo certi che questo sarà lo strumento con cui rilanciare l'attività e confermare la presenza del partito sul territorio".

Dopo l'addio dei renziani le occasioni di scontro interno e le ormai famose correnti sembrano essersi sopite. Il Pd si muove in maniera unitaria?
"Credo che il Pd stia dando prova di comprendere la situazione in cui trovano purtroppo moltissimi italiani. Non ci sono isole felici e il Pd in tutte le sue articolazioni sta tenendo un atteggiamento conseguente. Non si possono mettere le ambizioni personali e le divergenze davanti a una pandemia mondiale. Ci sono sentimenti diffusi di preoccupazione, difficoltà e sofferenza. E' necessario rispondere con altro senso di responsabilità e sono convinto che il Pd non si sottrarrà. Il nostro impegno è volto alla costruzione di una piattaforma forte e credibile, nonostante le difficoltà. Non possiamo fuggire agli appuntamenti importanti che ci attendono in futuro per dare risposte alle esigenze di territori abbandonati, sia sul piano locale che nazionale".

Nemmeno una settimana fa sono state archiviate le Provinciali, con un risultato politicamente positivo, frutto dell'unità del centrosinistra...
"Tutti i nostri candidati hanno dimostrato di saper raccogliere fiducia e consenso in maniera omogenea su tutto il territorio. Abbiamo eletto due rappresentanti e questo non era scontato, così come non lo era il fatto di allargare lo sforzo di tutto il centrosinistra unito al gruppo consiliare della Provincia".

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