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"Modello d’irriconoscenza, rottura politica invece di allargare l’alleanza"

Il commissario di Forza Italia, Nanni Grazzini, scrive al sindaco: "Pronto a rappresentare una coalizione di moderati che non ti riconosce più come guida".

Lettera aperta
Nanni Grazzini

La Spezia - Sono passati ormai troppi giorni da quando, lunedì scorso, non rispondendo alla mia telefonata, mi hai scritto per messaggio “sono in riunione”. Giorni utili a un chiarimento, che forse avrebbe permesso di evitare la rottura completa dei rapporti con Forza Italia, il partito che rappresento su incarico di Silvio Berlusconi, consumatasi con la nomina di un nuovo assessore e l’ennesimo mini rimpasto di giunta, non concordato con due partiti alleati, Forza Italia appunto, e Liguria Popolare. Questa condizione mi impone, per dovere soprattutto nei confronti degli elettori che si riconoscono in un centro moderato, e più in generale dei cittadini tutti, di scrivere questa lettera in cui dire pubblicamente quel che ti avrei voluto dire personalmente.

A un vecchio democristiano come te, anche se transitato come fondatore, sottoscrittore del programma, dal Partito Democratico e poi giunto alla corte di Toti, dopo aver sostenuto nelle elezioni regionali del 2015 Sergio Cofferati, doveva essere evidente l’utilità di perseguire una visione d’insieme invece che favorire l’interesse particolare. Ma così non è stato, tanto è che si è giunti alla rottura. Una visione d’insieme infatti, ti avrebbe permesso di non perdere pezzi della tua maggioranza, sia sul piano numerico dei singoli consiglieri, che su quello politico dei singoli partiti. I segnali di una visione basata solo sul particolare si sono visti fin dal principio quando si è consumata la rottura con il consigliere Massimo Baldino Caratozzolo dopo averne spaccato l’asse di alleanza che vi univa insieme al presidente del consiglio comunale Giulio Guerri, frutto dell’accordo stipulato al momento del ballottaggio contro il centrosinistra. Per brillare di luce propria hai messo sotto inchiesta uno dei tuoi assessori più fedeli Paolo Asti che, dimostrata la sua specchiata onestà, non ha riavuto la delega alla cultura dopo essere stato indicato dai giornali di settore tra i più competenti del nostro Paese. Ripagandolo di una campagna elettorale condotta sul piano della comunicazione da vero professionista, già gli avevi tolto la delega di assessore alla comunicazione. Comportatoti come Bruto con Cesare, pugnalando Asti in nome di una richiesta del coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia, hai poi fatto esattamente il contrario con Forza Italia, quando, nominando assessore Giacomo Peserico, hai disatteso le indicazioni che ti arrivavano dal nostro partito.

Che dire poi del comportamento tenuto con Andrea Costa, apprendo da un’intervista che non lo hai neppure sentito per accertati delle sue condizioni dopo che è risultato positivo al Covid 19, capace di portare ben il 6% dei consensi utili alla tua elezione a sindaco? Perso il suo assessore di riferimento, accomodatosi come te alla corte di Toti, hai fatto squadra con Cambiamo per sottrarre a Liguria Popolare consiglieri, nel modo in cui farà luce il prossimo consiglio comunale. Dunque un vero modello d’irriconoscenza che, invece di creare consenso e allargare l’alleanza, ha perso pezzi consumando una rottura politica senza precedenti. La vittoria costruita nel corso degli anni, da uomini fedeli e coerenti, mentre eri tranquillo nel tuo ufficio di Corso Nazionale e nel consiglio di indirizzo della Fondazione Carispezia incassandone il gettone senza rischiare nulla, ora verrà meno per la volontà di chi crede di poter stare da solo al comando, alla periferia dell’impero. Solo, al punto da pensare di poter fare a meno del primo uomo della tua coalizione, Andrea Costa, che divenuto membro del Governo in un ruolo assai importante per il futuro della nostra Città. Le deleghe attribuitogli dal Ministro della Salute su Ambiente, quindi Enel, e Monitoraggio dell’Edilizia ospedaliera, quindi costruzione dell’Ospedale Felettino, dovevano porti nella condizione di considerarlo, non come un nemico, ma come un alleato indispensabile per questi mesi di fine mandato.

Ti sei isolato anche rispetto ad aree produttive importanti dell’economia cittadina come quella portuale. Hai attaccato senza precedenti la Marina Militare e le sue rappresentanze più alte, minando il rapporto della città che con la Marina senza ottenere nulla in cambio rispetto a quello ottenuto dal tuo predecessore Federici. Hai dimostrato di essere una frana nei rapporti poi con l’opposizione con cui, leggendo i resoconti di commissioni e consigli, troppo spesso sei andato oltre le righe che, un uomo adeguato al ruolo di Sindaco, deve saper non oltrepassare. Che dire poi della capacità di spesa degli introiti della tassa di soggiorno di cui mi parlano amici del comparto turistico alberghiero?

E’ ovvio che ad ogni azione, anche in politica, corrisponde reazione. Ma attenzione la nostra non sarà una reazione contro di te o di chi ti permette di operare in questo modo, ma a favore della nostra città e dei nostri cittadini che hanno bisogno di un uomo che, rappresentandoli, sappia guardare avanti, dando gambe alle idee realizzando opere pubbliche e non solo rendering con cui gettare fumo negli occhi, ma nulla nell’economia delle imprese che da troppo tempo sono in difficoltà. Arrivederci dunque alla primavera prossima, dove con tanti amici sarò pronto a rappresentare una coalizione di moderati che non ti riconosce più come guida perché da troppo tempo perso nell’oblio delle beghe di Palazzo.

Come sempre sinceramente,
Nanni Grazzini

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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