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"Lavoratori Coopservice, avevamo ragione noi"

da nobili e pecunia
Federica Pecunia

La Spezia - "La Corte Costituzionale si è espressa e con una sentenza rigetta il ricorso del Consiglio dei Ministri che aveva bocciato la Legge Regionale per la costituzione di una Azienda in house per internalizzare i 158 lavoratori di Coopservice. Quella proposta venne dai consiglieri Michelucci e Battistini e come Italia Viva abbiamo sempre sostenuto fosse la strada più giusta per risolvere l'anomalia presente, solo nella nostra Asl5, del servizio esternalizzato in appalto da anni.
Oggi vorremmo e dovremmo festeggiare per aver creduto fermamente a quella soluzione, dopo che la Corte Costituzionale ha ritenuto inammissibili le questioni di legittimità costituzionale della legge regionale 2019 avanzate dal Consiglio dei Ministri. Invece non festeggeremo e vorremmo anche spiegare il perché.

Spesso nel cammino della proposta di legge regionale non tutti erano d'accordo, non tutti lo hanno ritenuto un percorso credibile e realizzabile. Abbiamo appoggiato i lavoratori da subito, pensando dapprima che fosse corretto dare loro stabilità e in seguito, con la pandemia in corso, addirittura doveroso. Oggi che scopriamo che quella legge non ha profili di incostituzionalità, dobbiamo anche prendere atto che negli ultimi mesi la politica regionale, tutta, ha fatto scelte profondamente sbagliate e miopi. La battaglia che andava sostenuta in Regione era quella di non indire alcun concorso fino a quando la Corte non si fosse espressa. Invece si è addirittura accelerato, fino all'uscita del bando.
L'interessamento della sottosegretaria Zampa da parte di Italia Viva ha consentito che almeno venisse tenuto conto degli anni di anzianità di servizio in un ente pubblico e si potesse evitare almeno la preselezione. Bene oggi cambia tutto. Toti non è stato incoerente! Tutt'altro. Semplicemente non ha mai dimostrato di voler davvero stabilizzare i lavoratori, perché se così fosse non avrebbe permesso l'indizione del bando di concorso senza attendere un giudizio così importante, che pendeva su una proposta alternativa per il loro futuro lavorativo.
Alcuni mesi fa dunque avevamo capito bene e le critiche che ci sono state mosse, anche da una parte dell'opposizione in Regione, erano improprie e ingiuste quando contestammo loro di aver votato e firmato un ordine del giorno che di fatto sanciva la richiesta di accelerare il concorso. L'unica battaglia da fare era invece quella di cercare strade legittime, costituzionali ma alternative al concorso. Oggi Toti dovrebbe prendere atto davanti ai lavoratori di non averci mai creduto. Per questo confidiamo che riparta immediatamente secondo le forme previste il ragionamento sulla applicazione della legge regionale e si strutturi al più presto il percorso necessario per costituire l'azienda in house".

Federica Pecunia
Dina Nobili

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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