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"Fincantieri prende miliardi ma non riesce a dare pausa pranzo dignitosa a operai"

L'intervento di Rifondazione comunista sulla situazione del Muggiano. Interpellanza urgente del consigliere Lombardi.

"Che fine ha fatto proposta Paoletti?"
Operai a pranzo fuori dal cantiere, interviene la Municipale

La Spezia - Fincantieri Muggiano al centro del dibattito politico. Nelle scorse l'intervento del sindaco di Lerici, Leonardo Paoletti, che ha incalzato lo stabilimento sia per le condizioni in cui gli operai consumano i pasti, ritenute dal primo cittadino inadeguate e contrastanti con i diritti dei lavoratori, sia per il rapporto tra il cantiere e le sue maestranze, da un lato, e la vita della frazione muggianese (che è al confine tra Spezia e Lerici); tema sollevato già oltre un anno fa, in particolare in merito ai parcheggi, e poi acuitosi con lo scoccare della pandemia. E stamattina il consigliere comunale spezzino Massimo Lombardi, capogruppo di 'Spezia bene comune', ha presentato un'interpellanza eloquentemente nominata 'Problematiche inerenti la mensa degli operai di Fincantieri e delle ditte in subappalto'.

“Abbiamo appreso dagli organi di stampa l'incresciosa e invero assurda situazione che ha riguardato, o per meglio dire colpito, gli operai che lavorano all'interno della Fincantieri e delle ditte in subappalto – scrive il consigliere dell'opposizione spezzina -. La notizia del loro pranzo consumato in strada, a causa della non agibilità della mensa in forza dell'emergenza epidemiologica, lascia increduli. Lo stupore aumenta nell'apprendere che chi lavora non solo è costretto a pranzare in strada ma è costretto a creare assembramento con conseguente rischio per la salute. La dignità della classe operaia, il rispetto del loro lavoro e della loro quotidianità è il frutto di decennali percorsi di lotte per condizioni occupazionali più giuste e più eque. Il momento della cosiddetta pausa pranzo è, e deve essere considerato, a tutti gli effetti, come parte integrante della giornata lavorativa, dovendosi rilevare come deve essere connotata da dignità e rispetto al pari di ogni minuti del turno di lavoro. Il diritto alla pausa deve necessariamente estrinsecarsi in condizioni tali da permettere effettivamente, concretamente, un sostanziale momento di riposo, non potendo dunque essere oggetto di svilimento ovvero scarsa considerazione. Al contempo, in forza di tali considerazioni, non appare tollerabile che, per ragioni totalmente estranee ed indipendenti dalla loro volontà, gli operai debbano effettuare tale momento di riposo senza le condizioni di sicurezza ed addirittura in presenza del rischio di incorrere in contravvenzioni a causa del mancato rispetto delle norme sul distanziamento sociale. La situazione concreta impedisce di fatto di potere rispettare tali norme, in quanto a bordo strada non vi sono gli spazi fisici per rispettare quanto prescritto dalle disposizioni di legge. Gli operai, dunque, oltre a vedere calpestata la propria dignità, vedono minata anche la propria sicurezza”. Per queste ragioni quindi Lombardi interpella sindaco Peracchini e assessore competente “al fine di risolvere tali problematicità, ravvisandone il carattere di urgenza”.

Interviene anche la Federazione provinciale di Rifondazione comunista, partito di riferimento di Lombardi che a lungo ne è stato segretario. Secondo il Prc spezzino, “le polemiche sulle condizioni dei lavoratori di Fincantieri del Muggiano, costretti a mangiare sul bordo della strada, evidenziano uno dei tanti paradossi del nostro Paese, in particolare rispetto al tema della distribuzione della ricchezza prodotta. Fincantieri, che ha ottenuto l’attenzione dei mercati registrando un salto in borsa dovuto all’acquisizione di nuovi ordini per 4,5 miliardi di euro, alla conferma del carico di lavoro complessivo che supera i 35 miliardi ed alle 97 navi con consegne fino al 2029, non sembra, nonostante tutto ciò, avere la disponibilità per consentire una pausa pranzo dignitosa ai propri operai. Così, mentre l’amministratore delegato si dichiara molto soddisfatto per il consolidamento nel settore militare in ambito nazionale ed internazionale, i cittadini del Muggiano protestano per i disagi dovuti alla mancanza di una mensa e di parcheggi. Una bella contraddizione”.

“Noi crediamo che una riflessione vada fatta sulle condizioni di lavoro in quei cantieri – prosegue la nota di Rifondazione -, dove la jungla dei subappalti fa sì che quei lavoratori non abbiano neanche la dignità di 'un posto a tavola', ma anche su cosa si produce nel nostro territorio, quale ricchezza ricade su di noi, la presenza di queste fabbriche di sommergibili, navi ed altri armamenti, venduti spesso a Paesi come l’Egitto che non rispettano i diritti umani. Bisogna decidere da che parte stare, se da quella dell’amministratore delegato o da quella dei lavoratori venuti spesso loro malgrado da Paesi lontani. Una cosa è certa, né i lavoratori né i cittadini traggono alcun giovamento dalla crescita delle quotazioni azionarie delle imprese miliardarie. Il Muggiano è peraltro terra di confine tra due Comuni, Spezia e Lerici. Il sindaco di quest'ultimo comune peraltro aveva offerto nella stagione autunno/inverno la disponibilità del parcheggio della Venere Azzurra per cercare di alleviare almeno il dramma del parcheggio. Non sappiamo che fine abbia fatto questa proposta”.

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