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"Enel, fermiamo la Via o il cammino sarà molto più difficile"

Iniziativa del centrosinistra al Termo, no compatto a carbone e turbogas. La sindaca Paganini: "Dobbiamo parlare la stessa lingua di chi prende le decisioni".

L'iniziativa

La Spezia - Centrosinistra unito sul doppio no alla prosecuzione con il carbone e all'avvio del turbogas alla centrale Enel. Questo il messaggio levatosi oggi pomeriggio dall'area verde di Via delle Ville, al Termo di Arcola. “Siamo passati dalla speranza in un futuro diverso, quando nel 2015 Enel presentò il programma Futur-E per la conversione e riqualificazione dell'area, alla frustrazione più completa quando nel giugno 2019 è stata proposta la centrale a gas, per altro in contrasto con gli obbiettivi europei di una compiuta transizione verso le rinnovabili. Chiediamo alla giunta regionale e al suo presidente Toti che neghino l'intesa con lo Stato, bloccando il progetto e riaprendo il dibattito sulla conversione del sito”, ha esordito, di fronte ai circa cento presenti all'iniziativa, il segretario del Pd arcolano Carlo Canese. “Decarbonizzazione significa basta con il carbone ma anche con il metano. Sono fonti fossili: inquinano e sono responsabili del cambiamento climatico”, ha proseguito Renata Angelinelli del Forum ambiente del Pd spezzino, rammentando la proposta nel segno delle rinnovabili presentata dai Dem per Vallegrande: “Abbiamo voluto dimostrare che, se, come ci ha spiegato Terna, ci sono momenti di maggior fabbisogno energetico, questi possono trovare risposta anche in soluzioni diverse dal turbogas, ad esempio abbiamo immaginato dei pannelli fotovoltaici sui tetti dei capannoni, collegati ad un accumulatore”, ha affermato, aggiungendo un passaggio sul dato occupazionale: “La centrale a gas avrebbe una ventina di addetti e in futuro potrebbe diventare telecomandata”.

“Io sono cresciuto a focaccia e carbone – così Paolo Magliani per Rifondazione comunista -. La centrale deve essere smantellata, serve una battaglia nelle istituzioni e nelle piazze. E il lavoro, per quanto diritto sacrosanto, non deve essere di impedimento alla rimozione di un impianto che ha deturpato il nostro territorio”. “Mi chiedo cosa ci facciamo qui essendoci un accordo che a chiare lettere dice che entro il 31 dicembre 2021 Enel deve lasciare gli spazi occupati - ha detto il segretario provinciale Psi Giorgio Brero -. La salute non è un bene negoziabile. Respingiamo con forza la richiesta di Enel di trasformare l'attuale gruppo a carbone in un gruppo a turbogas. L'area deve essere bonificata da Enel e destinata ad attività compatibili con il territorio, sfruttandone la vocazione turistica e la collocazione logistica”. “I fossili non possono più rispecchiare la direzione presa dal mondo – ha affermato Luca Gazzano di Articolo uno -. La responsabilità del governo in questa vicenda? Sì, ma c'è anche quella della Regione. Inutile che Toti e Peracchini se ne lavino le mani. Al presidente regionale dobbiamo far presente che deve dire no, e così deve fare Peracchini, che continua a nascondersi. E la sinistra si compatti, con le sue diverse anime. Insieme possiamo cambiare questa storia”.

Spazio poi a interventi della giunta arcolana. L'assessore all'Ambiente Salvatore Romeo, esponente di Rifondazione, ha ricordato come in un recente consiglio comunale un ordine del giorno per lo stop al carbone e contro l'avvio del turbogas “è stato approvato, purtroppo non all'unanimità, perché il centrodestra si è astenuto. Un ordine del giorno che porta avanti una proposta alternativa di sviluppo dell'area tenendo conto delle esigenze dell'occupazione, dell'ambiente e della produzione energetica con fonti rinnovabili. Il nostro Comune c'è. Se come enti, assieme alla Provincia, al Comune capoluogo, riusciamo a parlare uno stesso linguaggio, per il governo centrale e il ministero dell'Ambiente sarà difficile andare contro i cittadini. L'auspicio è che tutte le istituzioni siano insieme in questa battaglia, senza guardare le bandiere politiche”. “Sul futuro dell'area Enel - ha continuato il vice sindaco Gianluca Tinfena, esponente di Italia viva - il Pd ha presentato un progetto; magari sul futuro noi possiamo avere un punto di vista diverso, ma prima dobbiamo raggiungere tutti insieme un altro grande obbiettivo, che è il no al carbone entro la fine del 2021 e il no alla prospettiva del turbogas e all'utilizzo in futuro di altri combustibili fossili. Ovviamente l'interesse di Enel di continuare a occupare il sito senza essere obbligata alla bonifica e a una riconversione è assolutamente inaccettabile, dobbiamo opporci in tutti i modi. L'area, che può diventare strategica per tutta la provincia, deve essere bonificata e riservata a usi anche diversi rispetto alla produzione energetica stessa". E ancora: “Su Enel il centrodestra da mesi ha assunto una posizione non chiara, sia a livello regionale, sia a livello locale. In consiglio comunale ha presentato un ordine del giorno e subito dopo per ordini di scuderia ha giocato a nascondino”. Tinfena ha infine rimarcato “la necessità di negare l'intesa Stato-Regione e di richiedere l'archiviazione del procedimento di Via sulla nuova centrale a turbogas. Una battaglia che sarà portata nelle istituzioni anche dal nostro sindaco”.

Parola quindi alla menzionata prima cittadina. “Siamo a un punto cruciale – ha rilevato Monica Paganini-. Domani (oggi, ndr) scadono i termini per la presentazione delle osservazioni dei portatori di interesse in merito al procedimento di Valutazione di impatto ambientale della nuova centrale a gas. Io per prima oggi (ieri, ndr) ho mandato via le osservazioni, lo ha fatto anche il Comune di Spezia, lo ha fatto la Provincia, non sappiamo se lo abbia fatto la Regione. E c'è un appuntamento importantissimo: il procedimento di Via, che si potrebbe concludere a breve. Una dimensione che è importante fermare, perché una volta che la Via viene autorizzata, il cammino diventa più difficoltoso. Non dico impossibile, ma più difficile. E allora? Concentriamoci su poche cose, che è importante diventino un tormentone... su alcune parole chiave: Liguria, Toti, negare l'intesa. Nel procedimento lo Stato chiederà alla Regione di esprimersi attraverso l'intesa. La Liguria dicendo no metterebbe quantomeno in crisi il governo che dovrà aprire un procedimento davanti alla Presidenza del consiglio. Questo è l'obbiettivo che ora dobbiamo raggiungere, altrimenti possiamo dire di no a carbone e gas, ma se non agiamo sui procedimenti amministrativi, il solo no rischia di non bastare”. La sindaca ha poi fato menzione del “tavolo tecnico politico che abbiamo ottenuto in Regione per il 4 giugno per rimettere al centro la discussione sul futuro del nostro territorio in materia energetica”, sottolineando la necessità di “attivare tutti gli strumenti tecnici e giuridici per uscire più velocemente possibile dalla impasse dell'essere legati all'idea che non ci sia alternativa al fossile e al gas nella fase intermedia verso la rivoluzione green”. Accolte le proposte del Forum ambiente Pd (“sono acquisibili all'interno del nostro futuro in campo energetico”), la sindaca ha evidenziato come “la vera forza nel dire no è parlare con la stessa lingua di chi prende le decisioni”: in linea con questa convinzione, ha distribuito alla platea un vademecum sulla questione energetica che tocca aspetti tecnici e burocratici, lanciando anche l'idea di un ciclo di incontri a tema con la popolazione. Infine una puntura ad Enel: “Investe nel mondo 14 miliardi per il green ma a Spezia aspetta un finanziamento statale per costruire la centrale a turbogas”.

“Diversamente che ad Arcola – ha dunque affermato Davide Natale, consigliere regionale Pd -, a Spezia non ci sono un sindaco e un'amministrazione che si prendono sulle spalle una battaglia di futuro e speranza. E in Regione si ricomincia a parlare di questo tema grazie al lavoro di istituzioni, partiti, consiglieri. È fondamentale far capire che un progetto alternativo si può e si deve fare. Giusto il ritornello 'Toti nega l'intesa', è da lì che si passa. È vero che, lo dice la normativa, l'intesa può essere superata dal consiglio dei ministri... però intanto il consiglio si deve riunire! Nel passato è già successo: la giunta Burlando bloccò l'intesa per il raddoppio di Panigaglia e non ci fu nemmeno ricorso. Intanto sino ad oggi la giunta Toti è stata silente”. Convinto che “dobbiamo portare sulle nostre posizioni anche l'amministrazione comunale della Spezia, perché l'unione fa la forza”, Natale ha definito “vergognoso il progetto del turbogas presentato da Enel, perché non tiene conto del futuro e di quel che può esprimere il territorio. Il presidente degli industriali Gozzi ha detto che Genova può diventare la cittadella della transizione energetica, io dico che la Liguria intera può diventarne la capitale”. Quindi la considerazione che “come sistema Paese abbiamo 40 miliardi da impiegare sulla transizione energetica. Le risorse ci sono. Quel che serve è il progetto, un progetto che guardi davvero al futuro. Non come quello avanzato da Enel, che guarda al massimo all'oggi, in una società in cui l'oggi è già ieri”. Ha concluso l'incontro l'intervento di Alberto Balderi, il 'sindaco' di Melara: “Sono cinquant'anni che combatto. Se continuano con la ciminiera mi ci lego. I cittadini hanno pagato troppo”.

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