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"Centrodestra capoluogo a pezzi, scricchiolii anche in provincia"

Intervento di Paolo Bufano, membro Comitato provinciale Pd.

Rottura popolare
Comune della Spezia

La Spezia - La maggioranza di centrodestra che regge le sorti di Spezia e della Provincia sta cadendo a pezzi. E il suo uomo simbolo - Pierluigi Peracchini - vede di giorno in giorno logorarsi la sua immagine pubblica, frantumarsi la sua coalizione, palesarsi la assoluta inadeguatezza delle sue Amministrazioni, sia in Comune che in Provincia.
Dopo che frustrazioni, insoddisfazioni e gelosie si sono manifestate in un primo tempo sordamente all'interno della maggioranza, sfociando in travasi di consiglieri, campagne acquisti, dimissioni indotte di assessori, disimpegni,  imbarazzanti distinguo e furiose polemiche all'interno di ciascun gruppo, le contraddizioni sono inesorabilmente esplose dilagando all'esterno e generando roventi polemiche, senza esclusione di colpi.
Ha cominciato il neoresponsabile provinciale di Forza Italia, Nanni Grazzini, ma il suo intervento è stato solo il primo segnale di un disastroso smottamento. A stretto giro il coordinatore comunale di La Spezia Popolare (il movimento civico del neosottosegretario Costa) Turini ha definitivamente rotto con Peracchini e con il centrodestra spezzino e dichiarato che lavorerà per l'individuazione di un candidato alternativo a Peracchini in vista delle amministrative del 2022.
Il sindaco è accusato espressamente di "fare l'elemosina" agli alleati in modo "denigratorio ed offensivo" e di "tendere spasmodicamente ad indebolirne alcuni (...)con comportamenti al limite della correttezza istituzionale (...) scippando assessori" e praticando "una vergognosa campagna acquisti".
E per di più con i più potenti alleati (Lega e FdI) nervosamente in attrito fra loro sul piano nazionale (anche lì questioni di poltrone) ma entrambi scontenti con Peracchini - anche se loro non glielo hanno ancora detto espressamente - perché si è trasformato da grigio indipendente garante degli equilibri della coalizione a soggetto di parte, pasdaran arancione-acceso di Toti.
Di fronte a questa grandinata Peracchini ha replicato che perdere Liguria Popolare è una quisquilia, perché i moderati spezzini restano rappresentati nella maggioranza dalla sua lista civica (che lui ha abbandonato a se stessa e non ha più neanche un consigliere) e da quella del consigliere Guerri.
Chissà se questo cataclisma si riprodurrà nelle altre coalizioni di centrodestra (la Provincia, Santo Stefano, Sarzana...) dove si sono già avvertiti sinistri scricchiolii...

Paolo Bufano, membro Comitato provinciale Pd

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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