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Ultimo aggiornamento: Domenica 16 Maggio - ore 21.30

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Vaccini per gli operatori e le incertezze della stagione turistica

Marco Pasini di Federalberghi Confcommercio La Spezia e Fabrizio Dalla Croce di Asshotel Confesercenti analizzano la situazione in vista della riapertura della stagione. L'auspicio: lavorare due mesi in più. Al momento ancora poche richieste.

si comincia?
Albergo

La Spezia - Il 27 aprile segnerà un nuovo capitolo nel secondo anno della pandemia. Se da un certo punto di vista ci sarà uno scatto in avanti nelle aperture per le zone turistiche, compatibilmente con i colori dovuti all'andamento dei contagi, si potrebbe tirare un sospiro di sollievo ma non è tutto oro quello che luccica. A conti fatti a chi lavora sulla programmazione annunciare le aperture non basta.
Ogni settore del turismo ha la sua specialità e in ambito alberghiero sono molte le domande che si pongono gli operatori e non nascondono una certa perplessità. A questo si aggiunge anche una richiesta avanzata da Federalberghi La Spezia che in queste settimane ha chiesto ad Asl la possibilità di una spinta per le vaccinazioni destinate agli operatori turistici.
Sullo sfondo l'auspicio che a livello di flussi, quest'anno, si possa lavorare un paio di mesi in più, senza dimenticare che nel 2020 la stagione turistica durò 90 giorni è bastò, non per tutti, a coprire le spese vive e pochi stipendi.
Ad approfondire questi temi sono Marco Pasini di Federalberghi Confcommercio La Spezia e Fabrizio Dalla Croce di Asshotel Confesercenti.
Per Federalberghi un buon punto sarebbe velocizzare sull'accordo nazionale, siglato nel mese di gennaio, per richiedere alle autorità competenti l’accesso tempestivo al programma vaccinale anti Covid-19 per i lavoratori del settore turismo.
"Sarebbe un importante scatto in avanti se ci fosse la possibilità di velocizzare l'accordo con gli operatori del turismo e del commercio per promuovere i vaccini sul territorio - spiega Pasini -, mettendo a disposizione delle strutture ad hoc purché ci siano i vani necessari nella fase pre e post somministrazione. Questo permetterebbe di vaccinare localmente gli operatori, di entrambi i settori, in modo da consentire e far capire al turista che si lavora in sicurezza. In merito abbiamo scritto all'Asl, abbiamo ricevuto una risposta ma un sollecito sarebbe importante perché potrebbe portare beneficio a tutti".
Per quanto riguarda invece il tema delle riaperture, c'è grande cautela. "E' ancora troppo presto per fare delle previsioni sull'andamento della stagione - precisa - a questo aggiungiamo un altro dato: il ponte del Primo maggio potrebbe essere blindato e quindi potrebbe portare a un'altra chiusura dopo quattro giorni. Dando uno sguardo oltre i nostri confini, queste riaperture, anche se fortemente richiesta, potrebbe anche mettere in discussione l'inizio della stagione. Stando comunque alle previsioni non è da escludere che potremmo lavorare uno oppure due mesi in più, rispetto al 2020".
"La nostra paura è che comunque non potremmo lavorare a pieno ritmo - aggiunge - perché gli italiani si muovono soprattutto nei fine settimana, invece la permanenza degli stranieri era anche nei giorni feriali. Poi quando comincerà la stagione, noteremo dei cambiamenti positivi".
Anche sulle prenotazioni si avanza nel campo delle ipotesi. "Le richieste che vengono fatte sono fatte come ipotesi del periodo - prosegue -. Per la maggior parte arrivano dagli italiani, gli americani per fine settembre oppure per la fine di ottobre. Sono pochissime le richieste per giugno. I connazionali chiedono per ora giugno, luglio e agosto. Qualcuno sta chiedendo le prime settimane di settembre. Anche noi però non riusciamo a dare delle conferme: in città gli hotel, soprattutto per chi viaggia per lavoro, sono sempre stati aperti ma in altre aree, le Cinque Terre, il turismo è diverso. In questi casi il turista vuole vivere un'esperienza particolare. Ma se non ci sono richieste non possiamo riaprire perché le spese sono molto alte con costi fissi fino a 3mila euro al giorno, l'extralberghiero ha modalità operative differenti e in parte più flessibili, sono strutture ridotte".
Servono massima cautela e lucidità in periodo economico difficile. "Questo è il secondo anno in cui perdiamo la stagione - spiega Fabrizio dalla Croce di Asshotel Confesercenti -. In alcuni casi il lavoro è proseguito e chi ha chiuso, lo ha fatto per la mancanza cronica di clienti senza dimenticare i costi elevatissimi legati alle spese fisse. Al momento non vediamo una particolare spinta per la prossima stagione, si può dire che è praticamente fermo. Pensando all'anno scorso, abbiamo lavorato due mesi perché non potendo andare all'estero, gli italiani hanno scelto la prossimità dandoci una mano. Quest'anno c'è qualche timore in più: i paesi vicini come Spagna, Grecia e Baleari sono 'Covid free' e non è da escludere che gli italiani scelgano quelle mete. Se poi ci fosse la possibilità di dare una spinta sulle vaccinazioni per gli operatori turistici sarebbe un aiuto importante: più sicurezza e garanzie per noi che per i turisti".


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