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Un motore fatto di volontari, Magazzini del Mondo si racconta

'Equo di Liguria' fa tappa nello Spezzino, il presidente Emilio Bufano ripercorre storia e peculiarità della cooperativa.

"La festa di Bolano? Enclave del mondo che vorremmo"
Magazzini del Mondo Sarzana

La Spezia - Approda a levante il sesto incontro online di Equo di Liguria - Storie ed esperienze di fair trade con uno sguardo al futuro. Protagonista la realtà di Magazzini del mondo, nata come associazione culturale negli anni Novanta e costituitasi cooperativa sociale nel 2004. Con punti vendita alla Spezia e a Sarzana (in passato anche uno a Lerici), Magazzini del mondo è un pilastro del commercio equosolidale provinciale. A parlarne nel corso dell'incontro, moderato da Federica Rolandi de La Bottega solidale di Genova, il presidente Emilio Bufano, che ha ripercorso la storia quasi trentennale dei Magazzini, illustrandone le peculiarità. “Una caratteristica della nostra realtà – ha spiegato -, nel rispetto di chi adotta scelte differenti, è aver mantenuto la nostra autonomia rispetto alla centrale del commercio equosolidale, contando sempre sulle nostre forze ma avendo anche la piena facoltà di decidere su quali progetti puntare – a volte sbagliando – nel tentativo di essere fino in fondo noi stessi. Questo fattore da anche il vantaggio di poter ripensare spesso gli spazi delle botteghe, che cambiano aspetto nel corso dello stesso anno, ora rassomigliando a un Suq, ora più a una boutique”. Tra i gli elementi di rilievo, i volontari, una trentina in tutto: “Sono il motore dell'organizzazione, con cui siamo orgogliosi di aver superato negli anni le avversità che a volte abbiamo incontrato nella gestione delle botteghe. Non abbiamo mai avuto la forza di offrire occasioni di lavoro, e per questo c'è un po' di rammarico”. Sul fronte volontari, Bufano ha portato la video testimonianza del senegalese Madiaw, che si è avvicinato alla bottega tramite percorsi di integrazione della Caritas nonché con Garanzia Giovani e Servizio civile, arrivando, appresi strumenti e conosciuta la sensibilità dei Magazzini, a promuovere iniziative di cooperazione con il suo paese di origine. Altra video testimonianza quella della volontaria Manuela, anima dei corsi di formazione che la cooperativa ha portato nelle scuole spezzine di ogni ordine e grado.

Altro tema è il fitto intreccio con associazioni e realtà con le quali giocoforza c'è del terreno ideale comune. Caso emblematico quello di Libera - con le video testimonianze di Marco Antonelli e Francesco Baruzzo –, un relazione che, tra le varie cose, attraverso il consorzio Libera terra ha fatto arrivare nelle botteghe le mozzarelle della cooperativa intitolata don Peppe Diana e le arance di Libera Terra. Senza dimenticare la stretta collaborazione per il Quarto piano, l'appartamento sarzanese confiscato e dedicato ad attività di rilievo sociale. E poi ci sono “quei compagni di viaggio che, usando le categorie merceologiche a noi note, potremmo definire solidale italiano a chilometro zero, realtà della nostra zona con le quali abbiamo la fortuna di collaborare e i cui prodotti ospitiamo nelle botteghe”, ha spiegato Bufano. Tre gli esempi raccontati: Liberart, laboratorio di pelletteria, pvc e cartotecnica allestito nel carcere della Spezia, illustrato da Gian Carlo Saccani; Diversamente mobili, laboratorio di falegnameria dell'Umbertino che avvia professionalmente ragazzi con disabilità (guidato da Francesco Frassinelli; sua la testimonianza video); Amaro partigiano (ne ha parlato Flavio Catalano), nato dall'intesa tra gli Archivi della Resistenza fosdinovesi e la fabbrica lombarda Rimaflow, occupata e gestita dagli operai rimasti senza lavoro; un liquore quindi realizzato fuori zona, ma con ingredienti chiave pescati sulle resistenziali colline della Val di Magra. Impossibile poi non fare un riferimento a Pace e diritti in festa a Bolano, storico evento estivo nato nel 2003 e organizzato all'ombra dei castagni del Parco Giangarè. Un'iniziativa che vede Magazzini del mondo tra i suoi massimi promotori. “La festa – ha osservato Bufano – è una sorta di enclave del mondo come ce lo immaginiamo. Consumo critico, sviluppo sostenibile, dignità del lavoro, pace, il tutto in un clima di collaborazione”. Infine una doverosa conclusione: “Il fatto di essere qui, di avere una cooperativa del commercio equo e solidale a Spezia, poggia su molte ragioni, e su tante persone che negli anni si sono date da fare. Tutte persone importanti e fortunatamente nessuna indispensabile. Però quasi indispensabile è stata una volontaria che ha gestito come responsabile la bottega di Sarzana, quasi dalla sua apertura nel 2006, fino a quando, lo scorso anno, è scomparsa. Questo incontro lo dedichiamo a lei, a Maria Luisa”.

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