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Turismo, gli operatori: "Se andrà bene lavoreremo a luglio e agosto"

Un mare di incertezze per l'extralberghiero. Gli imprenditori sono comunque al lavoro per preparare le strutture. Dalle associazioni di categoria parte l'appello: "Servono tempi certi per fare una programmazione adeguata".

si guarda al 2022

La Spezia - La stagione potrebbe partire a estate inoltrata, come è stato per il 2020. Partono da qui e da un mare di incertezze gli operatori dell'extralberghiero spezzino. Non ci sono date certe per l'apertura della stagione, resta al momento la zona arancione e tutto ciò che gravita attorno al turismo è congelato. Intanto le bollette arrivano e la campagna vaccinale cambia. Qualcosa però si muove: gli operatori fanno il tutto e per tutto per mantenere in ordine le strutture.
Ma in un clima di incertezza totale è difficile avere qualunque prospettiva. Ad avere il polso della situazione sono le associazioni di categoria Confartigianato, Cna, Confcommercio e Confesercenti che guardano con attenzione ai Dpcm e al cambio di stagione.
La voglia di ripartire c'è ma le uniche certezze restano i conti da pagare che comprendono anche la manutenzione delle strutture stesse. Da Confartigianato la Spezia Antonella Simone del settore Turismo spiega: "Gli operatori sono sfiniti e vorrebbero avere delle date certe. Ad esempio, nella navigazione ci sono delle richieste ma con i vincoli dei colori delle regioni non ci sono margini per organizzare nessuna attività. Emerge comunque la voglia da parte delle persone di potersi muovere. Alcune strutture hanno prenotazioni per i mesi più caldi, a partire da luglio. L'auspicio delle attività era di poter ricominciare a lavorare da giugno con l'avvento dei vaccini. Ma è chiaro che viviamo tutti nella più completa incertezza: dal lavorare, a poter chiamare il personale e accettare delle prenotazione. Un piccolo movimento c'è stato per gli spostamenti dovuti al lavoro, una percentuale minima. Le attività si stanno comunque impegnando per garantire elevatissimi standard di sicurezza nel momento in cui la stagione potrà ripartire".

Valentina Figoli funzionaria e referente di Cna Turismo racconta: "C'è chi è indeciso se riaprire e altri sono in difficoltà ma comunque lavorano, alacremente, per la manutenzione dei locali, aggiornano il sito per migliorare la proposta turistica. Tutto chiaramente dipende dalle disponibilità economiche e da quello che si prospetta per il futuro. La percezione è che una fetta del settore extralberghiero stia abbandonando questa strada, soprattutto chi ha più attività. Al momento non ci sono ancora state delle chiusure definitive, tra i nostri associati, ma se dovessimo fare un paragone con il 2020 c'era ancora interesse imprenditoriale per nuove attività. Quest'anno non ci sono state richieste per nuove aperture, è un chiaro effetto della pandemie. Ci sono piccolissimi movimenti in merito alle prenotazioni estive ma si parla di stagione inoltrata, quindi, nei mesi di luglio e agosto. Il 2021 pensiamo si avvicinerà moltissimo ai risultati dell'anno passato che per alcune strutture ha significato un cambio di rotta. Il margine di guadagno è stato molto basso e ha potuto garantire i pagamenti. Speriamo che a livello nazionale ci siano delle iniziative incisive e soprattutto tempi certi".

Riccardo Vernazzani del settore turistico di Confcommercio interviene in merito ai costi e all'adeguamento delle strutture, ricordandone anche i tempi. "Quando un'attività medio piccola vuole ripartire - spiega - spende indicativamente fino a 3mila euro per la manutenzione degli impianti, la verifica degli stessi, oltre ai piccoli lavori che comprendono i controlli del mobilio e che ci siano tutte le dotazioni per la sicurezza. Ragionando in termini di tempo e in base alle dimensioni della struttura il minimo corrisponde a un mese intensivo di lavoro. In questi tempi di totale incertezza si lavora per migliorare le strutture sempre che si decida di rimanere in questo settore. Diversi colleghi hanno fatto un cambio di rotta tornando al canone per affitti medio lunghi. E' chiaro che senza date certe si naviga a vista in un mare in tempesta. Il momento è quello che è e le prenotazioni ci sono, ma dobbiamo ricordare che alcuni siti di online travel agency hanno messo la cancellazione gratuita a 24 ore. Sono termini sui quali è molto difficile fare affidamento. Nell'extralberghiero nella zona della riviera ci sono delle conferme per quei turisti che passano le proprie vacanze sempre nelle medesime strutture, ma anche in questo caso parliamo di una piccola percentuale del totale che non sostiene l'intero settore. Tra gli associati è come se ci fosse un motto: 'se va bene andrà come l'anno scorso'. L'auspicio è anche quello che l'anno prossimo arrivi la ripresa".
Come detto una minima percentuale di entrate arriva dagli spostamenti e pernottamenti per ragioni lavorative. Ma il dato di fatto è che molte strutture, per andare avanti, si sono dovute indebitare.
"E' un anno che ci indebitiamo - spiega Andrea Massalongo Leoni referente di Aigo Confesercenti -, nel 2020 abbiamo lavorato due mesi. Ed è chiaro che su 12 mesi non basta. L'utile guadagnato poi va ridistribuito. Io ho anche un attività abbiamo investito per rafforzare la struttura. E' chiaro che c'è grande preoccupazione per i dipendenti, la situazione non è affatto facile senza dimenticare tutti i costi annessi a tutto ciò che è turismo. Cerchiamo comunque di essere positivi ma sembra che la spinta arriverà nel 2022, perché l'estate alle porte sarà una fotocopia di quella passata però potrà servire a cercare di limitare l'affossamento totale delle strutture".
Anche in questo caso a pesare di più è la mancanza di tempi certi. "A un imprenditore servono tempi certi - prosegue - per fare programmazione. Serve l'apertura dei confini regionali, indipendentemente dalla colorazione delle zone. Si fa davvero fatica a comprendere per quale motivo, a Pasqua con un tampone, si sia potuto andare all'estero e non potersi spostare di poche centinaia di chilometri nel proprio Paese. Si sarebbe potuto fare lo stesso anche qui. La sicurezza nelle nostre strutture è massima. Alla luce di questa situazione temo che una serie di attività extralberghiero non riapriranno. Sappiamo anche che molti hanno già fatto la scelta si rientrare nei sistemi di locazione 'classici'."

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