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Ultimo aggiornamento: Lunedì 26 Luglio - ore 16.06

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Suez bloccato, Sommariva: "Il rischio più grande sarà la congestione"

Il presidente dell'Autorità di sistema portuale analizza la situazione e le possibili ripercussioni per lo scalo spezzino. E avverte: "Tutto ciò deve portare a una riflessione sul gigantismo navale".

Cosa accadrà?
Il blocco del Canale di Suez visto sulla mappa di MarineTraffic

La Spezia - Il blocco del Canale di Suez causato dall'incagliamento della Ever Given sta preoccupando gli operatori della logistica e gli imprenditori di mezzo mondo. Bloomberg stima perdite per 9,6 miliardi di dollari al giorno e se l'importo sembra eccessivo basta pensare che attraverso l'istmo transita il 12 per cento del commercio mondiale.
Un disastro (per fortuna solamente economico e non anche ambientale) che non può che incidere anche sull'operatività del porto spezzino.
"E' difficile quantificare quelle che potranno essere le ripercussioni per il porto della Spezia per un evento di portata globale, un incidente che interrompe una delle principali vie di comunicazione marittima. Inoltre - spiega a CDS il presidente dell'Autorità di sistema portuale, Mario Sommariva - è quasi impossibile prevedere i tempi di soluzione del problema: le autorità egiziane avevano parlato di pochi giorni, ma la convinzione diffusa è che saranno necessarie alcune settimane. Di certo la gestione di traffici irregolari, con tempi di arrivo e partenza che possono essere incerti complicherà molto la vita nei terminal".
D'altronde le rotte verso il Far East passano da Suez e un effetto a cascata non può essere impedito.
"Se nella prima fase ci sarà un rallentamento dell'operatività, il peggio potrebbe avvenire al momento dello sblocco del canale, con i flussi di merci in entrata che potrebbero sommarsi all'export del Nord Ovest del Paese, molto attivo in questo periodo. Di fatto - prosegue Sommariva - potrebbe esserci un rischio di congestione di banchine e piazzali e il nostro sarà quello di cercare di gestire al meglio la situazione".

Per evitare il problema nell'immediato non resta che arrendersi alla realtà e riprendere in considerazione la circumnavigazione dell'Africa. "Alcune compagnie stanno effettivamente puntando su Capo di Buona Speranza, come era già accaduto in altre occasioni, come per la Guerra dei sei giorni. Per quanto quello accaduto sia un incidente grave, la chiusura del Canale di Sueza non è una novità assoluta", commenta ancora il presidente dell'Authority.

Sommariva conclude puntando il dito verso quella che potrebbe essere una delle possibili ragioni di questo blocco e che è certamente il motivo dei tempi lunghi previsti per la rimozione della Ever Given.
"Da questo avvenimento deve scaturire una riflessione sul gigantismo navale e sulla sicurezza. Con navi di tali dimensioni organizzare i soccorsi è davvero complesso. E' significativa l'immagine dell'escavatore che opera al di sotto della murata della portacontainer, apparendo minuscolo al confronto con lo scafo, peraltro in un contesto desertico".

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