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Sommariva: "La madre di tutte le questioni è la risoluzione Contship"

Il presidente dell'Autorità di sistema portuale si presenta alla città: " A cascata andranno a posto tutte le altre problematiche. Penso a come tenere insieme la comunità portuale. Con il Recovery plan molo crociere pronto per il 2025".

Gioco di incastri
Mario Sommariva

La Spezia - Dalle finestre della nuova casa vede i container, prima ancora che il mare. "Controllo se ci sono navi e l'andamento dei traffici", ha scherzato Mario Sommariva, neo presidente dell'Autorità di sistema portuale del Mar Ligure orientale, nel corso della conferenza stampa di presentazione alla città.
Una scelta, quella dell'appartamento, che da un lato testimonia l'impegno full immersion tra le caratteristiche principali della fama che precede Sommariva, dall'altra fornisce l'assist per ricordare come attraverso il monitoraggio dei traffici e la verifica del rispetto degli impegni presi da parte dei terminalisti scorra uno degli incarichi più importanti dei prossimi quattro anni.

"Nel corso di tutti gli incontri che ho avuto con i rappresentanti della città e dell'economia - ha proseguito Sommariva rispondendo a chi ha chiesto di individuare il tema più toccato nei primi dialoghi - il filo conduttore è stato l'amore per il porto e per territorio. Ho notato un profondo attaccamento. La madre di tutte le questioni è, invece, la risoluzione Contship. A cascata andranno a posto tutte le altre problematiche, come in un gioco di incastri. Per tanti anni la città si è identificata in Lsct, che per tanto tempo ha rappresentato un modello, atipico ma vincete. Ora si sta osservando una fase di stallo, ci sono degli interrogativi. Il mio riguarda il modo in cui tenere insieme questa comunità portuale".

Sono numerose le domande che sono piovute su Sommariva, nonostante si fresco di nomina e sia in riva al Golfo da pochi giorni.
Impossibile non chiedere di approfondire la questione Contship: è possibile pensare a una riduzione della concessione nel caso in cui ci siano modifiche al piano industriale? "A Trieste è stata recentemente seguita questa strada, con l'accorciamento della concessione a fronte di una contrazione degli investimenti previsti. Concordo con il segretario Di Sarcina, che ha dichiarato che se bisognerà mettere mano al piano industriale, allora bisognerà rivedere anche la concessione. C'è un legame diretto tra le due cose. L'argomento è delicato: il dialogo è in corso, così come le verifiche interne. Vedremo cosa accadrà".
Ma il porto attende che le nebbie si diradino anche sugli interventi promessi dal Terminal del golfo: anche per l'ampliamento delle banchine del binomio Arkas-Tarros il tempo è diventato una variabile non più sottostimabile.
"Si tratta di un terminalista fortemente orientato verso il bacino di traffico del Mediterraneo e pertanto di grande importanza strategica. Bisogna fare chiarezza sui lavori, compresi quelli di dragaggio in capo dall'Adsp. Si tratta di un piano ampio, di una materia delicata. Gli interventi - ha spiegato il presidente - sono in fase di studio e si stanno concentrando sul canale di accesso, ma ci sono ancora alcuni aspetti da affinare".

Le crociere, stando all'ultimo Dpcm, potrebbero essere un mercato in fase di timida ripartenza, dopo un anno orribile, che avrebbe invece dovuto essere quello dei record.
Guardando alle infrastrutture del primo bacino, Sommariva ha spiegato: "Siamo riusciti a inserire il molo crociere all'interno del Recovery plan perché il lavoro progettuale era già fatto. Ora, avendo obblighi stringenti di impiego delle risorse verso l'Europa, saremo costretti a prendere decisioni in tempo certi, e con noi lo saranno anche i privati. Il Recovery plan scade nel 2026, pertanto tra il 2024 e il 2025 potrebbe esserci la conclusione dell'intervento". Date, queste, che non possono non mettere il sale sulla coda a Lsct, visto che sarà necessario liberare almeno una parte di Calata Paita dalle merci.

Sommariva ha poi aggiunto, sulla scia di precisi interrogativi, che sta pensando di creare una regia, "un soggetto che si occupi dell'interesse generale", per Santo Stefano Magra, affinché il nodo logistico si trasformi in un vero e proprio interporto. "Ci sono eccellenze assolute e l'invenzione della banchina lunga - ha continuato - è nata proprio qua, ma serve un salto di qualità. Allo stesso modo, forse, manca una visione d'insieme tra i servizi e il mondo del diporto".
In fatto di ambiente Sommariva, che aveva da poco incontrato le associazioni e i comitati locali, ha detto di aver spiegato il metodo di confronto e collaborazione da utilizzare e di aver trovato coincidenza di visioni con gli ambientalisti sui temi della decarbonizzazione e della mitigazione. "Dialogheremo con Snam, anche per i rifornimento di Gnl, ma credo che, coinvolgendo anche Enel, il Golfo della Spezia possa essere un polo di transizione energetica per l'immediato futuro. Ma non dimentichiamo le questioni delle emissioni (per cui ci sono soluzioni tecniche percorribili) e dei rumori".

Assicurato che i progetti impostati dall'amministrazione precedente saranno portati avanti, come quello della musealizzazione del sommergibile Da Vinci, il presidente ha concluso sostenendo di voler valutare al meglio il sistema di trasporto su ferro: "A Trieste in pochi anni siamo passati da 3mila a 10mila treni annui, portando la percentuale delle merci su binario ben oltre il 30 per cento. Introducendo politiche di sviluppo si può pensare di incrementare ulteriormente anche la quota su ferro alla Spezia. Come farlo senza che sia completato il raddoppio della Pontremolese? Dove ci sono grandi problemi di infrastrutture bisogna migliorare i servizi. Per esempio portando a termine la nuova stazione di La Spezia Marittima e ottimizzando l'utilizzo di Santo Stefano: tecnicamente si può fare, forse ci sono costi maggiori, di locomotori e di organizzazione... Per tanti anni lo scalo spezzino è stato il modello anche per quanto riguarda il trasporto su ferro: è venuto il momento di riprendere quel cammino".

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