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Ristoranti, scontro fra i ministeri sul limite di quattro persone al tavolo

Niente tavolate, è ancora in vigore la disciplina del Dpcm di marzo. La puntualizzazione del ministero della Salute non convince Gelmini, titolare del ministero degli Affari regionali.

"regola incomprensibile"
Ristoranti, scontro fra i ministeri sul limite di quattro persone al tavolo

La Spezia - Mentre da inizio settimana gli spezzini riassaporano il gusto del caffè e della colazione al bancone e i primi giorni di pranzi e cene all'interno di ristoranti, trattorie e pizzerie, proprio il settore della ristorazione nei giorni dell'agognata ripartenza si trova obbligato a muoversi nella confusione generata dall'interpetazione delle norme. Il ministero della Salute ha infatti chiarito che il consumo al tavolo è sì consentito ma per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi. Limite che resta sia nelle zone gialle, sia in quelle bianche. Niente tavolate o cene di gruppo, insomma. La disciplina rimane infatti quella stabilita nel Dpcm del 2 marzo, richiamata nel decreto sulle riaperture e nelle Linee guida per la ripresa: al comma 1, si legge che "il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi".

Tutto ciò ha generato la protesta delle regioni ma non solo. Quello di Speranza è un richiamo che non convince Maria Stella Gelmini, titolare del ministero degli Affari regionali, tanto meno la Fipe nazionale. "L’articolo 7 del Dpcm del 2 marzo stabiliva, per le zone bianche, una deroga delle limitazioni quindi la precisazione del ministero, che le equipara alle zone gialle, non regge, non è equa rispetto a quanto deciso per teatri o stadi, è irrispettosa nei nostri confronti". Diverse interpretazioni ma al momento rimane il mimite, resta da vedere se cambierà qualcosa con le prossime interlocuzioni.

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