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Ultimo aggiornamento: Lunedì 26 Luglio - ore 22.27

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Rapine, truffe e taccheggi: un vademecum a tutela delle attività spezzine

Dalla collaborazione tra prefettura, forze dell'ordine e associazioni datoriali.

Sicurezza
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La Spezia - La prefettura spezzina, unitamente alle forze dell’ordine ed in collaborazione con le associazioni provinciali di Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato e Cna, ha redatto il Vademecum per la sicurezza delle attività commerciali, un documento che fornisce una serie di informazioni generali e di consigli utili agli esercenti sui corretti comportamenti da adottare per evitare situazioni di pericolo in occasione delle rapine o di fronte ad altre tipologie di reato. La guida si compone di cinque paragrafi, dedicati a reati predatori, rapine, furti e taccheggi, altre tipologie di reato e legittima difesa. Il Vademecum dà anche risalto alla normativa di sostegno alle vittime del racket e dell’usura, che prevede forme di ristoro per tutti coloro che abbiano subìto danni a causa di attività estorsive o di usura e abbiano deciso di denunciare e collaborare con le istituzioni per combattere il racket o smettere di pagare il 'pizzo'. “Si tratta di un primo risultato del cammino che le forze di polizia stanno compiendo insieme alle associazioni di categoria in un’ottica di sicurezza sempre più partecipata. Abbiamo voluto dare particolare risalto agli strumenti previsti dalla legge per fronteggiare fenomeni di usura perché, anche se non si registrano denunce, si tratta di un rischio che non si può escludere in questa difficile congiuntura economica, rispetto al quale occorre agire in prevenzione, attivando tutte le misure possibili”, afferma il prefetto Maria Luisa Inversini.

“Riteniamo che questo vademecum possa contribuire a evitare situazioni di pericolo e ridurre al minimo i rischi derivanti dalle azioni violente e intimidatorie di malintenzionati e organizzazioni malavitose – osserva Gianfranco Bianchi, presidente di Confcommercio La Spezia – Il tavolo organizzato dal prefetto su queste tematiche ha dato ottimi risultati, grazie anche alla preziosa collaborazione tra la prefettura, le forze dell’ordine e le associazioni di categoria. Ci teniamo a sottolinearlo perché solo attraverso questa sinergia è possibile lavorare al meglio e anticipare eventuali necessità”. Per Angelo Matellini, direttore della Cna spezzina, “Il coinvolgimento delle associazioni rappresenta una opportunità per la diffusione delle iniziative istituzionali. Nelle fasi di tensione acuta le associazioni ricevono anche critiche da parte degli operatori, ma questo metodo rappresenta comunque un canale di dialogo utile tra istituzioni e cittadini. In questi mesi si è dimostrato indispensabile anche per la tenuta sociale messa a dura prova dalla riduzione importante dei ricavi delle imprese e conseguentemente della sopravvivenza delle stesse”. “Questo vademecum - l'opinione di Alessandro Ravecca, presidente provinciale Confesercenti - è uno strumento prezioso che aiuta ed aiuterà le imprese a lavorare in sicurezza in questa fase di emergenza ed anche successivamente. Apprezziamo gli sforzi messi in atto dal prefetto per sensibilizzare il governo rispetto alla difficile situazione nella quale versano gli operatori del settore della ristorazione e dei pubblici esercizi. Auspichiamo che la nostra disponibilità a discutere circa l’adozione di protocolli anti contagio più severi, a fronte di un allentamento delle misure che soffocano le nostre attività, venga accolta”. “Il protocollo predisposto dalla Prefettura, assieme alle Associazioni di categoria – commenta Giuseppe Menchelli, direttore di Confartigianato La Spezia – corrisponde alla necessità di unire le forze per avviare una normalizzazione di questa fase pandemica, coinvolgendo i corpi intermedi, nel comune intento di fornire univoche modalità di comportamento, condivise con gli operatori, che permettano di lavorare in sicurezza e creare un clima positivo fra i cittadini”.

Uno sguardo vademecum

Nella sezione inaugurale, dedicata alla prevenzione dei reati predatori, si consiglia di allestire le vetrine e gli arredamenti in modo da non creare “zone d'ombra”, cosa che, unita a un'adeguata illuminazione, in modo da scoraggiare eventuali malintenzionati, le cui azioni criminose non passerebbero quindi inosservate a chi è all'esterno. Si consiglia anche “un bancone abbastanza largo perché “garantirebbe maggiore sicurezza in quanto consentirebbe di mantenere un’adeguata distanza tra rapinatore e vittima”, segnalando altresì che “le superfici degli arredi, se lisce, renderebbero più agevole il reperimento di eventuali impronte digitali lasciate dal rapinatore, necessarie per il buon esito della successiva attività investigativa”. Si rammenta poi che “mantenere in cassa una quantità di denaro ridotta non aiuta a prevenire fatti criminosi, ma consente di limitare i danni economici, costringendo però l’esercente ad effettuare più spostamenti per i versamenti”. Spostamenti da effettuare, si legge, variando orari e percorsi, oppure, in caso di grosse somme, affidandosi alla vigilanza. Tra i consigli ovviamente c'è l'installazione di un impianto di videosorveglianza – con cartelli che lo segnalino – e ancora vetri antisfondamento, inferriate, saracinesche rinforzate e allarmi sonori, perché no collegati con il centralino delle forze dell'ordine.

Per quanto riguarda le rapine, il documento invita “ad assecondare il malvivente senza opporre alcuna resistenza indicando ove sia riposto il denaro” e poi, una volta in sicurezza, contattare le forze dell'ordine fornendo già telefonicamente più particolari possibile. No assoluto all'alterazione della scena del crimine: tutto quel che il malvivente può aver toccato, può risultare decisivo per ottenere elementi utili a rintracciarlo. Per quanto riguarda taccheggi e furti, il vademecum fornisce una numerosa serie di dritte, tra cui lasciare una luce accesa anche di notte, avere una vetrina blindata fatta a regola d'arte, “prestare particolare attenzione ai comportamenti anomali delle persone, quali, ad esempio: la ripetuta presenza senza acquisti, l’eccessiva fretta, la richiesta di oggetti molto diversi tra loro, soprattutto da parte di soggetti non conosciuti”, o ancora installare sistemi d'allarme ricordando che “sempre più spesso una sirena non viene ascoltata da nessuno, ma è molto più utile un collegamento di tele allarme con le forze dell’ordine o la richiesta di un servizio ad un istituto di vigilanza”. E attenzione: “nel caso di cali di tensione non 'giustificati' o ripetuti falsi allarmi, occorre far verificare attentamente l’impianto d’allarme e prestare maggiore attenzione: potrebbe essere una prova di manomissione dell’impianto stesso”. Il documento illustra poi quali sono i compiti della vigilanza privata, con la precisa sottolineatura dei limiti degli operatori nello svolgimento delle loro mansioni di controllo e sorveglianza. Spazio anche alla difesa dalle truffe, con l'illustrazione di qualcuno tra gli esempi più gettonati dai malintenzionati, dalle banconote false (con tutti i suggerimenti per smascherarle), alle truffe del vino e della ricarica, o ancora a quelle perpetrate da falsi rappresentanti delle forze dell'ordine o da operai Enel farlocchi. Per non parlare di frodi informatiche o con carte di credito. Infine tutti gli strumenti per difendersi e avere sostegno in caso di racket e usura, e ancora alcuni passaggi dedicati alla legittima difesa. Il documento completo è consultabile sul sito della prefettura.

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