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Ultimo aggiornamento: Martedì 15 Giugno - ore 23.05

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Provincia, colmati 9 milioni di disavanzo in due anni

L'Assemblea dei sindaci approva il bilancio di previsione dell'ente. 282mila euro di manutenzioni stradali, 666mila euro per quelle scolastiche. Previste 17 nuove assunzioni in Via Veneto.

"Sbloccheremo risorse"
Provincia della Spezia

La Spezia - Bilancio di previsione 2021/2023 della Provincia della Spezia approvato oggi pomeriggio dall'Assemblea dei sindaci, con tutti i voti favorevoli eccezion fatta per quelli contrari di Arcola e Levanto e per le astensioni di Bolano e Vezzano. “L’impegno di questi ultimi mesi, il lavoro costante e le politiche accorte, anche con indispensabili sacrifici – ha affermato nel corso della seduta il presidente Pierluigi Peracchini -, ci hanno premiato ed oggi abbiamo portato all’Assemblea dei Sindaci un bilancio sostenuto dalle determinazioni positive del Ministero degli Interni circa l’approvazione del Piano di riequilibrio 2014/2023. Abbiamo quindi avviato la procedura definitiva per l’uscita dell’ente dalla gravosa condizione economica del pre dissesto che da un decennio vincola la gestione amministrativa della stessa amministrazione provinciale spezzina. È palese a tutti la situazione di grave emergenza finanziaria in cui il comparto delle Province si ritrova a seguito della Legge di Bilancio 2015 che ha fissato un contributo degli enti di area vasta, a favore del bilancio dello Stato a decorrere dal 2015, per 1 miliardo di euro, raddoppiato nel 2016 e a regime dal 2017 per 3 miliardi. Tale manovra ha pesato sulla Provincia della Spezia, inizialmente, per oltre 21,3 milioni, importo definitivamente stabilizzato a 9,4 milioni. Si tratta di prelievo che subiamo e che è, in rapporto alle entrate dell’ente, assolutamente insostenibile e non permette il pieno finanziamento della spesa corrente. Questo con gravi ripercussioni nella capacità di pianificare interventi e programmazioni. Ad oggi, con una politica di forte rigore e con una gestione attenta delle risorse, siamo riusciti a garantire quei servizi ordinari di manutenzione delle infrastrutture che abbiamo in patrimonio, scuole e strade in prima istanza, siamo anche riusciti a sviluppare programmi in gradi di fare fronte ad interventi di emergenza, compresi quelli della messa a norma dei locali per l’emergenza Covid in atto. Le nostre scuole sono state rese sicure dal punto di vista delle norme sismiche, stiamo lavorando sul programma di messa in sicurezza delle strade, dei ponti - si prevedono interventi su tre anni per 8 milioni di euro - e delle opere viarie provinciali, questo solo per fare degli esempi”.

Per quanto concerne le strade provinciali - in tutto oltre 550 chilometri -, il presidente ha evidenziato un investimento ordinario di 282mila euro di manutenzioni e spese in conto capitale per oltre 14 milioni di euro. Mentre sulle scuole ha sottolineato i 666mila euro dei costi delle manutenzioni ordinarie annue e gli investimenti in conto capitale per oltre 1,1 milione di euro, a cui si somma la spesa corrente di oltre 1,3 milioni di euro per il pagamento delle utenze, in gran parte a carico degli edifici scolastici. Ogni anno l’ente deve poi garantire un onere di trasferimenti allo Stato ed ad enti terzi rispettivamente per 9,4 milioni e di 24,5 milioni di euro. A fronte di questo, ha affermato il presidente, si rileva una spesa per il personale di 5 milioni di euro, “un dato che comprende anche le 17 nuovi assunzioni previste dal piano fabbisogni di personale richieste alla Commissione Ministeriale, ingressi che permetterebbero di fare fronte alle carenze di organico più volte evidenziata dal Collegio dei Revisori dal 2017 e rappresentata dal raffronto tra dotazione organica al primo gennaio 2021 di 127 unità a fronte dei 106 posti coperti. Ed al personale della Provincia deve andare un sentito ringraziamento per l’impegno quotidiano che, con grande abnegazione, sopperisce al deficit strutturale derivato dalle difficoltà di bilancio”.

Nella politica di rigore rientra anche la volontà di non contrarre nuovo debito. “Sono previste ancora spese per ammortamento mutui pari a 3,8 milioni e 770 mila euro per interessi – ha spiegato Peracchini -. Il debito residuo al primo gennaio 2021 è pari a 24,5 milioni. Ma ancora questo non ci ha impedito di portare avanti progetti infrastrutturali strategici, come la costruzione del nuovo Ponte di Ceparana che garantirà un’alternativa fondamentale per il traffico viario in mezza provincia”. Sul fronte delle entrate, ha aggiunto il presidente provinciale, figurano voci standard quali Tefa, IPT, RC auto, Fondo sperimentale riequilibrio “che sui livelli ante Covid potevano garantire circa 16,4 miliardi di euro, ma che oggi risentono già della crisi dovuta alla pandemia”. Ci sono poi i menzionati trasferimenti statali a finanziamento spesa corrente, che si stabilizzano sui 5 milioni, e trasferimenti regionali a finanziamento della spesa corrente che si aggirano sui 24,5 milioni, “di cui oltre 21,2 milioni sono però destinati alla gestione contratto del Trasporto pubblico locale”. Tra le voci di entrata ecco anche quelle extra tributarie - diritti sismica, verifica impianti termici, concessioni -, che non superano i 2 milioni, mentre le entrate in conto capitale, a finanziamento della spesa, sono di circa di 14,7 milioni. “Una voce che in questo bilancio è comprensiva delle alienazioni di immobili per quasi 2,5 milioni e di alienazioni di partecipazioni finanziarie per 400mila euro, quindi non ripetibili in futuro”, ha precisato Peracchini.

“Dal 2019 si sono visti importanti risultati nelle politiche di gestione economica dell’ente – ha concluso - e proprio questo porterà anche a sbloccare risorse economiche che erano a disposizione, ma che la condizione finanziaria di pre dissesto non consentiva di utilizzare. Negli ultimi due piani di bilancio dell’ente, a fronte di scelte impegnative e di importanti sacrifici, hanno poi garantito una copertura di una quota importante del disavanzo, oltre 9 milioni di euro. Nello specifico nel corso del 2019 è stata colmata una parte del disavanzo pari a 7 milioni e 741 mila euro e nel 2020 è stata colmata una parte del disavanzo pari ad 1 milione e 470 mila euro. Mi ero prefissato l’obiettivo del risanamento del’ente quale primo punto del mio mandato ed oggi, grazie ad un lavoro costante e rigoroso che ho voluto fosse prioritario, è stato raggiunto il traguardo fondamentale per uscire del disastroso stato finanziario in cui avevo trovato la Provincia a causa della cattiva gestione delle giunte di sinistra che ci hanno preceduto. Proprio sulla necessità di rimettere mano al ruolo delle Province, in particolare alla loro struttura amministrativa, mi sono espresso più volte, quale delegato dell’Unione delle Province Italiane, in sede nazionale, anche in audizione davanti alle commissioni bilancio di Camera e Senato. Serve riformare la gestione di questi enti, garantendo risorse certe da poter utilizzare sul territorio per opere pubbliche strategiche, in particolar modo in questo momento storico. Credo che da oggi la Provincia della Spezia possa guardare ad un futuro più sereno, questo ci consentirà di intervenire con maggiore concretezza sulle tante opere pubbliche primarie e su tutti quei programmi, dalla gestione dei rifiuti al ciclo delle acquee, dall’ambiente alle politiche sulla pubblica istruzione, dal rapporto con l’Europa alle opportunità per garantire ai nostri giovani opportunità lavorative, che i cittadini attendono da noi”.

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