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Meli bruciati dal freddo in Lunigiana: le imprese possono segnalare i danni

la ricognizione
Un melo bruciato dal freddo

La Spezia - I coloratissimi fiori del melo, pero e pesche “bruciati” dal freddo. L’ondata di gelo artico che si è abbattuta negli scorsi giorni sulla provincia di Massa Carrara toccando punte anche di tre-quattro gradi sotto zero non ha risparmiato nemmeno gli alberi da frutto. L’immagine è di quelle fanno male al cuore: i germogli piegati, i colori spenti. Il freddo sembra essersi portato via la primavera. A Pontremoli, così come in altri comuni della Lunigiana, i danni sono ingenti.

E’ quanto emerge dalla ricognizione della Coldiretti Massa Carrara che all’indomani della gelata del 7 e 8 aprile aveva prontamente chiesto alla Regione Toscana lo stato di calamità naturale. “Le imprese possono già segnalare i danni subiti attraverso il Sistema Informativo Artea mediante compilazione del modulo id 20402 fino alle ore 24:00 del 30 aprile 2021. – spiega Francesca Ferrari, Presidente Coldiretti Massa Carrara – In questa fase è molto importante che le aziende che hanno subito danni lo segnalino per consentire così di attivare successivamente presso il Ministero una misura di intervento straordinaria”. Il presidente di Coldiretti ha visitato personalmente alcune delle aziende colpite dalla gelata come l’azienda “I Sapori del Chiosi” di Pontremoli di Silvia Baldini. Il suo frutteto, composto da 350 meli, 300 peri e 300 peschi, è stato danneggiato pesantemente. “Almeno la metà della produzione di questa stagione – spiega la Ferrari – è andata persa. Per una piccola azienda che vive principalmente di vendita diretta e prossimità, questo evento, è come uno tsunami”. Lo tsunami si è abbattuto anche su “Il Bottaccio” di Villafranca. Le oltre 300 piantine di zucchine che aveva ripiantumato un paio di settimane fa sono morte. “Devo ripartire da zero. – spiega il titolare – Disseminare e piantumare altrettante piante o non avrò raccolto. Questa gelata ci è costata due settimane di lavoro e il costo delle piantine che fortunatamente erano nella fase iniziale”.

Oltre a frutta e verdura a rischio le coltivazioni più precoci di mais, che potrebbero dover essere riseminate ma fuori dal riposo invernale e, pertanto, più sensibili al gelo, ci sono anche l’ulivo e la vite. Preoccupa la situazione anche tra i filari del Candia dei Colli Apuani Doc dove la gelata ha colpito a macchia di leopardo danneggiamento i vitigni precoci ed i nuovi impianti.

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