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Il paradosso: il turismo riparte ma non c'è personale

Le associazioni di categoria analizzano una situazione surreale. All'appello mancano gli stagionali: dove sono finiti camerieri, barman, personale per le pulizie, lavapiatti, chef, conducenti?

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Il paradosso: il turismo riparte ma non c'è personale

La Spezia - L'estate è alle porte. Se in molti non vedono l'ora di potersi godere una cena oppure un aperitivo al tramonto, oppure soggiornare in una struttura da sogno, tra le associazioni di categoria non mancano le preoccupazioni: perchè non si trova personale nonostante il comparto del turismo e l'indotto offrano posti di lavoro nella ristorazione, noleggio con conducente. Questa carenza, in alcuni settori, si lamentava già prima della pandemia ma in questa fase di ripresa sembra acuirsi. Ad analizzare la situazione sono Cna, Confartigianto, Confcommercio e Confesercenti. La questione però non sarebbe locale ma nazionale.
Lo Spezzino negli ultimi dieci anni ha puntato molto sul turismo e l'indotto. Per Giuliana Vatteroni coordinatrice provinciale di Cna: "Il tema ci tocca direttamente ma è di peso nazionale. Sul turismo è il primo anno che notiamo questa carenza, non è però un fenomeno di oggi. C'è però il paradosso. Il problema è trasversale e profondo che tocca il turismo: mancano camerieri, barman, personale per le pulizie, lavapiatti e anche chef. Le imprese sono anche disponibili a pagare di più ma non si trova personale. Il tema tocca tutte le categorie e, attenzione, non solo quelle che hanno a che fare con la manualità ma anche a livello impiegatizio. Ci sono una serie di concause e a mio avviso è un problema legato alla formazione scolastica, anche se ci sono offerte formative mirate non c'è risposta da parte di chi la riceve. E' un tema culturale più profondo. Se ne parla da sempre ma non c'è, a mio avviso, un dialogo esaustivo tra le parti. Ci auguriamo che al termine di questa fase pandemica possa esserci veramente un salto di qualità. A questo tema si aggiunge quello dell'autotrasporto per il quale servono delle azioni mirate. Un'ipotesi per sbloccare la situazione potrebbe essere individuare le esigenze settore per settore, tradurle in azioni concrete sulla base di quanto raccolto. E' complicatissimo e le risposte arrivano solo da un'azione strategica".

Sara Bocchia del settore formazione di Confartigianato spiega: "Tra gli elementi che hanno portato a questa situazione va inclusa anche la chiusura dei corsi di formazione che richiedono anche laboratori pratici. Come Confartigianato abbiamo anche richiesto l'attivazione dei voucher formativi. La pandemia, le chiusure, lo stop del comparto e il timore che il turismo non ripartisse hanno spinto molte persone a cambiare settore lavorativo. A questi aspetti si aggiunge anche il tema dei contratti di lavoro: molti saranno ridotti perché la stagione è più corta. Entra in gioco però anche un tema culturale: l'impegno richiesto per determinate tipologie di lavoro non invoglia le categorie più giovani".
Per Roberto Martini direttore di Confcommercio: "Le difficoltà di trovare professionalità in questo momento sono legate anche agli ammortizzatori sociali e al reddito di cittadinanza. Sia chiaro: il sostegno del lavoratore in difficoltà e deve essere garantito quando il lavoro non c'è. Non siamo contro all'Anaspi e al reddito di cittadinanza, ma deve esserci la disponibilità da parte di chi riceve questi aiuti a lavorare. Un altro problema è legato alla mancanza di professionalità e non ci sono nemmeno i tempi tecnici per fare formazione perché richiede tempo. Quindi sono richiestissime persone che hanno già esperienza in settore".
Fabrizio Capellini direttore di Confesercenti La Spezia sottolinea: "E' un problema nazionale. Una buona fetta del personale che era impiegato nel settore turistico, durante l'emergenza sanitaria, ha cercato un altro mestiere. La mancanza di mobilità nel settore non favorisce né i lavoratori né le aziende. E' un paradosso. Ogni azienda cerca di risolvere la situazione come meglio può".

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