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Il Museo Navale si affida ai privati per spiegare le vele

Difesa Servizi pronta ad accogliere manifestazioni di interesse per gestire l'inestimabile patrimonio della Marina Militare. Un pezzo importante del futuro della Spezia come città turistica passa dalla valorizzazione della sua storia militare.

c'è il bando

La Spezia - All'appuntamento con l'apertura al mercato si arriva a pandemia ancora in corso. Dopo anni di proposte, dibattiti ed appelli, si compie un passaggio che potrebbe cambiare la secolare storia del Museo Tecnico Navale della Marina Militare. Difesa Servizi spa, società in house del Ministero della Difesa, ha pubblicato nelle scorse ore un bando esplorativo per valutare l'interesse dei privati a valorizzare il presidio di Viale Amendola "attraverso la valorizzazione dei cimeli storici, degli archivi documentali e fotografici, delle biblioteche, delle aree esterne e degli immobili stessi destinati a spazi museali".

Si cerca tecnicamente di mettere a frutto l'inestimabile patrimonio del polo di cultura tecnica marinara, approdato alla Spezia nel 1870 per volontà di Cavour. Una collezione che ha iniziato a formarsi nel 1570 a Villefranche-sur-Mer, prima base navale dei Savoia, e ha poi seguito la vicende politiche della casata passando da Cagliari e, brevemente, da Genova. Il valore testimoniale non si discute, quello imprenditoriale è ancora da inventare. Il bando parla esplicitamente di business museum per il futuro del Museo Tecnico Navale, da creare attraverso capitali privati e usando lo strumento della finanza di progetto. Ovvero, i cui futuri ricavi ripaghino con il tempo l'investimento iniziale.
L'avviso esplorativo, benché non costituisca "fase di preselezione per un possibile elenco di contraenti o invito ad offrire né un'offerta al pubblico", è un passaggio importantissimo. Si sonda il mercato per capire quanto reale interesse ci possa essere attorno alla collezione, un viaggio che parte dal Rinascimento e arriva fino alla Seconda Guerra Mondiale. Di per sé il potenziale è altissimo, ma in Italia questo tipo di turismo è ancora tutto da sviluppare a differenza di quanto succede in Regno Unito o Stati Uniti. L'idea è comunque di dare vita ad un vero e proprio brand, che oltre al Navale della Spezia metta in rete l'Istituto del Genio, il Museo dei granatieri e della fanteria ed il Museo storico della motorizzazione, tutti e tre di competenza dell'Esercito Italiano e con sede a Roma.

Per ora un assaggio del potenziale (e dei costi) si è avuto con l'Art Bonus, attraverso cui Sanlorenzo spa donò 100mila euro nel 2016 per creare la stupenda Sala delle Polene climatizzata. I paletti posti da Difesa Servizi sono che i musei militari rimangano di proprietà delle rispettive forze armate e che la proposta di concessione non abbia durata minore di 6 e maggiore di 12 anni. Oltre al "masterplan generale di riassetto della struttura museale e dei cimeli", si chiede al privato di stendere un piano di promozione, cosa che di fatto non è mai stata fatta fino ad oggi. In pochi oggi sanno che in Italia c'è uno dei musei tecnici navali più ricchi al mondo.

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