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Ultimo aggiornamento: Giovedì 29 Luglio - ore 11.36

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Due mesi in più di lavoro per il turismo spezzino, il sogno nel cassetto

Mentre l'Italia diventa tutta rossa, ci si potrà spostare verso altri Paesi. Con Marco Pasini di Federlaberghi La Spezia il punto della situazione.

pasqua

La Spezia - Per ricordare un ponte di Pasqua affollato bisogna fare un salto indietro al 2019 e quest'anno forse, gli albergatori potranno lavorare due mesi in più. Un sogno nel cassetto per gli operatori del settore spezzini che, adesso, devono fare i conti con mete turistiche dai centri semivuoti, richieste limitatissime per le Cinque Terre, tante difficoltà e la speranza che prima o poi arrivi un allentamento con l'aumento della copertura vaccinale. A tutto questo si aggiunge l'imminente zona rossa per Pasqua che azzera gli incassi qui e nel resto d'Italia, ma non in altri Paesi. Nel frattempo il ministro della Salute Roberto Speranza ha annunciato la firma di un’ordinanza che dispone, per arrivi e rientri da Paesi dell’Unione europea, tampone in partenza, quarantena di 5 giorni e ulteriore tampone alla fine dei 5 giorni. La quarantena è già prevista per tutti i Paesi extra Eu. È quanto si apprende da fonti del Ministero della Salute.

Per chi resta nel Belpaese scattano divieti e limitazioni, salvo eccezioni quali raggiungere la famiglia o le seconde case anche se in Liguria, giusto ieri è stata emanata un'ordinanza che vieta questo sposamento come previsto anche in altre regioni d'Italia. A far storcere il naso, soprattutto agli albergatori, è la possibilità, in base a una nota del ministero dell'Interno, di spostarsi anche tra regioni, per raggiungere l'aeroporto e recarsi in vacanza nei Paesi in cui è possibile arrivare.
In particolare, come riporta Ansa, per le vacanze pasquali sarà possibile raggiungere: Andorra, Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca Estonia, Finlandia, Francia (inclusi i Paesi d'oltremare), Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Paesi Bassi (esclusi i territori extraeuropei), Polonia, Portogallo con Azzorre e Madeira, Principato di Monaco, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera e Ungheria.
Una decisione che ha scatenato il commento anche di Federalberghi nazionale Bernabò Bocca: "Gli alberghi e tutto il sistema dell'ospitalità italiana sono fermi da mesi, a causa del divieto di spostarsi da una regione all'altra. Non comprendiamo come sia possibile autorizzare i viaggi oltre confine e invece impedire quelli in Italia". "Se è vero come è vero che le persone vaccinate o con tampone negativo sono a basso rischio di contagio - afferma Bocca - allora questa logica deve essere applicata anche ai viaggi in Italia, così come alla possibilità di frequentare terme, impianti di risalita, riunioni, congressi e manifestazioni fieristiche".

Dello stesso avviso anche il presidente di Federalberghi la Spezia Marco Pasini: "La critica che viene fatta è costruttiva. La condizione dei nostri albergatori e dei commercianti è critica, sono state fatte troppe promesse e la realtà è ben diversa. Se dovessimo fare un esempio semplicissimo, pensiamo al canone Rai speciale per le strutture: era stata annunciata l'esenzione, poi siamo passati alla riduzione del 30 per cento. Ora sembra che ci sia una nuova trattativa per escluderlo ma siamo quasi a maggio e non sono ancora state date indicazioni".
"Se pensiamo poi alla Tari - aggiunge Pasini - arriviamo quasi alla beffa: ai Comuni è stata data carta bianca. Una piccola riduzione è stata concessa ma solo sulla Tari variabile sulla quale è stato applicato uno sconto che varia dall'8 al 15 per cento. Si tratta di una piccola quota e viene indicata nei regolamenti comunali: arrivando a non più di un decimo della tassa totale. Ci sono state strutture che dovevano pagare all'incirca 40mila euro di Tari e hanno avuto uno sconto di poco più di 1.800 euro. Queste strutture hanno lavorato tre mesi in tutto l'arco dell'anno. Se poi pensiamo ai ristori: sono stati utilizzati per pagare Tari e Imu. Su quest'ultima tassa è stata fatta una propaganda al limite dello scandaloso: era stato detto che gli alberghi erano esentati dal pagamento dell'Imu, ma era esclusa solo nei casi in cui il gestore risultasse proprietario dell'immobile. Gli alberghi sono quasi tutte società, tanti anni fa, era diversa. Pensiamo che la situazione sia paradossale".

Nei giorni scorsi il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti ha annunciato che dopo Pasqua, in base ai numeri del contagio, si potrebbe fare largo l'ipotesi di qualche apertura. Facendo un punto sul presente e dando uno sguardo al futuro Pasini conclude: "Alcuni alberghi sono aperti e garantiscono servizi, mentre alle Cinque Terre le prime richieste sono a partire dal mese di giugno. In città come Spezia, Lerici, pochi alberghi hanno potuto lavorare ma in misura minima. Sarebbe importante che alcuni alberghi avessero la possibilità di consumare la cena per la presenza del ristorante al suo interno, ma rende necessarie delle spese notevoli. Sono situazioni difficili e bisogna essere dei gestori molto capaci per tenere per portare avanti la propria attività. Il nostro auspicio è che diventi certezza l'ipotesi che si possa lavorare almeno un paio di mesi in più rispetto al 2020. Lo speriamo tutti ed è necessario".

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