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Distribuzione gas, i sindacati: "I numeri della gara non tornano"

Seduta congiunta delle commissioni III e V, preoccupazioni sulla continuità occupazionale.

72 unità
Fornello a gas

La Spezia - Scadranno il prossimo 9 luglio i termini della gara per l'affidamento fino al 2033 della distribuzione del gas nell'ambito territoriale spezzino. Una prospettiva che, pur in presenza della clausola sociale, suscita qualche timore sul fronte sindacale in merito alla continuità occupazionale degli addetti Italgas. Del tema si è parlato oggi pomeriggio nel corso di una seduta congiunta di III e V Commissione, convocata su richiesta del consigliere Guido Melley e del sindacalista di Cisal Federenergia Andrea Grando. “In soldoni la gara parla di un numero di lavoratori, 72, inferiore a quelli presenti, 75. Come mai? E il fatto che sui servizi centrali ci siano due persone 'innestate', non riconducibili al personale della Spezia, ci fa pensare che il numero dei lavoratori esclusi possa essere 5”. Il sindacalista ha osservato che “l'unità tecnica spezzina Italgas ha un doppio Atem (Ambito territoriale minimo, ndr), non solo Spezia, con 111.500 punti di riconsegna (identificabili come i contatori, ndr), ma anche Carrara, con oltre 50mila Pdr. Se Italgas vincesse le cose potrebbero restare così, ma dovesse perdere, la società vincitrice assumerà i 72 lavoratori indicati nel bando, mentre gli altri, che resterebbero con Italgas, come minimo dovrebbero affrontare un percorso di trasferimento verso Carrara, sede per altro prossima alla chiusura, oppure Chiavari”. Da Grando anche perplessità sui tempi di assegnamento in servizio delle 50 unità che si occupano di distribuzione: “32 lavoratori a ottobre 2018, altri 15 a giugno, poi uno a novembre, uno a gennaio e uno a luglio”.

“C'è preoccupazione in quanto nel bando i numeri non coincidono. Da parte dei lavoratori c'è apprensione. Occorre dare risposte e i tempi sono abbastanza stretti”, ha sottolineato Salvatore Balestrino (Uiltecliguria). Preoccupazione anche da parte della Cgil: “Siamo di fronte a un'anomalia – ha detto Stefano Bettalli –, di norma le unità territoriali delle aziende corrispondono alla provincia, ma in questo caso no. Indipendentemente dal numero di lavoratori indicato nel bando, ci chiediamo se la clausola sociale vada a tutelare tutti i lavoratori dell'unità Liguria Sud di Italgas, cioè Spezia ma anche Carrara e parte della lunigiana”. Ilaria Delcaldo (Cisl) ha ricordato che “l'inserimento della clausola sociale ha ritardato il rinnovo del contratto nazionale di settore nel 2019, questo la dice lunga su come la parte padronali abbia in tutti modi cercato di rendere difficili le tutele”, aggiungendo che “in altri territori dove c'è stato cambio di gestore, i dipendenti sono stati assunti con una sorta di continuità di anzianità di assunzione, nel senso che non è stato applicato il contratto a tutele crescenti, ma sono stati inseriti nelle aziende subentrate con l'anzianità di servizio. Negli altri territori è stato fatto, quindi magari avere un occhio di riguardo qualsiasi cosa succeda affinché anche i lavoratori del nostro territorio abbiano la stessa tutela”.

Quindi il funzionario comunale Massimiliano Curletto, responsabile unico del procedimento della gara per la distribuzione del gas, ha spiegato come i numeri contenuti nel bando derivino dai dati certificati trasmessi da Italgas. “Se i dipendenti fossero più di 72 ci sarebbe un problema, perché il rapporto minimo tra lavoratori e clienti (gli 111.500 menzionati in precedenza, ndr) non deve essere inferiore a 1.500. Se è sotto questo valore, occorrono da parte dell'azienda delle motivazioni”, ha spiegato, aggiungendo che, in caso di discrepanze tra la situazione reale e quanto riportato in gara, c'è la disponibilità a operare modifiche, arrivando all'allungamento dei termini o alla sospensione della procedura. “Ma devono esserci ragioni motivate, nel merito”, ha osservato, dicendosi quindi disponibile a farsi recettore di quanto eventualmente dovesse emergere da un confronto tra forze sindacali e Italgas. Non molti gli interventi dei commissari. Pecunia (Italia viva) ha chiesto chiarimenti sui numeri di lavoratori a rischio, Baldino (Forza Italia) ha domandato delucidazioni sulla gara, mentre Melley (LeAli), che aveva introdotto la seduta, ha suggerito ai sindacati di “andare al confronto diretto con Italgas per capire quali numeri siano in gioco e quali scelte ricadranno sui lavoratori”, auspicando altresì una audizione di Italgas in una futura seduta di commissione. E proprio su questo orizzonte si è salutata la congiunta, con i presidenti Costantini e Cenerini che hanno concordato, in linea con il generale orientamento della commissione, sull'opportunità di sentire la parte aziendale.

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