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Ultimo aggiornamento: Martedì 27 Luglio - ore 13.57

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Dal convegno Uiltec si alza un sì al turbogas

Le questioni energetiche hanno calamitato l'attenzione durante l'evento sull'economia del mare organizzato dal sindacato. Sommariva: "Non è che una volta che andrà via il carbone il giorno dopo possiamo pensare di installare una ruota panoramica".

Come produrre?

La Spezia - Dall'economia del mare alle questioni energetiche, il passo è breve. E soprattutto in entrambi i comparti si parla del futuro prossimo della città. E' così che questa mattina, durante il convengo "Il miglio blu e l'economia del mare" organizzato nell'auditorium dell'Autorità di sistema portuale dalla sezione spezzina della Uiltec Uil, la discussione ha finito per concludersi con un messaggio forte e chiaro: la Uiltec è favorevole alla realizzazione di una centrale a turbogas nell'area Enel. E allo stesso modo la pensa, in linea di massima, la maggior parte degli interlocutori che erano presenti al tavolo. Peccato che non si sia potuto svolgere il confronto con il sindaco Pierluigi Peracchini, che è invece schierato dall'altra parte della barricata. Il primo cittadino, infatti, aveva già dovuto lasciare l'auditorium quando gli interventi hanno iniziato a concentrarsi sui temi della transizione energetica.

Dopo i saluti iniziali di Alfredo Scalisi, amministratore delegato di La Spezia Container Terminal, l'intervento del sindaco e la relazione del segretario generale della Uiltec Liguria, Salvatore Balestrino, è stato il cavalier Massimo Perotti il primo ad accennare alle questioni legate all'energia: "Stiamo lavorando alla progettazione e alla costruzione di mega yacht con propulsione ibrida o a fuell cell. Ma come sistema Paese siamo indietro se poi l'energia elettrica necessaria viene prodotta col carbone. E allora mi rivolgo anche ai sindacati: quando la carboniera che rifornisce la centrale entra in porto bloccatela, non fatela scaricare". Una provocazione che ha fatto calare il silenzio in sala.
A ruota ha preso la parola Massimo Derchi, chief industrial assets officer di Snam, che ha illustrato quanto la società punti sull'impianto di rigassificazione presente a Panigaglia. Dal Golfo dovrebbero partire infatti le bettoline che riforniranno la virtual pipe line in fase di realizzazione in Sardegna, mentre un'altra parte di Gnl sarà caricato a bordo di autobotti criogeniche che raggiungeranno le banchine portuali a bordo di una nave ro-ro per imboccare poi imboccare l'autostrada.

Ed è proprio sul progetto energetico per la Sardegna che il presidente dell'Adsp, Mario Sommariva, ha sottolineato la presenza di un problema politico da risolvere, con Enel e Snam che si fronteggiano. "La transizione è un concetto complesso e di fondamentale importanza - ha aggiunto il presidente dell'Authority - che richiede impegno e processi articolati. Non è che una volta che andrà via il carbone il giorno dopo possiamo pensare di installare una ruota panoramica".

Se il presidente di Confindustria Mario Gerini e il segretario regionale della Uil Mario Ghini hanno concentrato i rispettivi interventi sulla blue economy, diversamente hanno fatto Balestrino e Paolo Pirani, segretario nazionale della Uiltec. Il sindacalista spezzino ha ribadito la contrarietà al voto unanime della commissione regionale per lo stop al progetto del turbogas a Vallelunga, mentre il numero uno della categoria ha guardato all'ambito nazionale ed europeo: "Ci vogliono contenuti certi sulle misure da mettere in campo nella fase di transizione energetica, perché, al momento, anche dai vertici europei non ci giungono indicazioni su scelte di politica industriale da attuare, ma, invece, scelte di politica regolatoria basate su divieti. Rischiamo la desertificazione industriale - ha ammonito Pirani - anziché affrontare in modo competitivo la fase di transizione energetica di cui tanto si parla. Il prezzo lo pagheranno persone e sistema industriale. Al Paese viene indicato di elettrificare i consumi senza definire come l’elettricità occorrente possa essere prodotta. Secondo le recenti disposizioni europee non potremo usare né gas, né idrogeno blu, mentre la Francia sta costruendo centrali nucleari nell’Europa dell’Est e la Germania fino al 2038 potrà contare sulla produzione energetica di centrali a lignite. L’Italia non potrà certo fare affidamento su energie alternative dipendenti da sole e vento. Allora che fare? Rispondere a questo quesito significa evitare il disastro".

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