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Ultimo aggiornamento: Lunedì 14 Giugno - ore 22.00

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Cosa resterà... della pandemia? Ripartire da nautica e turismo con occhi nuovi

La Spezia ha pagato di più perchè ha aziende piccole, è destinazione per visitatori stranieri ed esporta nei mercati più colpiti. Per darsi un futuro deve diventare un hub di collegamento. E un nuovo modello di sviluppo per le Cinque Terre.

Un anno sotto lo scacco del Covid
I giardini

La Spezia - "Deve essere molto chiaro che non usciremo da questa crisi sanitaria, finché anche coloro che sono accanto a noi, non ne saranno usciti. Con diverse varianti del virus che si diffondono in tutto il mondo, sarebbe un'illusione pensare il contrario". Lo scorso aprile fu il presidente del Parlamento europeo David Sassoli nel discorso di apertura della nona sessione di Euronest, forum interparlamentare dei Paesi del Partenariato orientale dell'Ue, a chiarire un aspetto assai dirimente, in special modo in questo momento dell'emergenza dove i diversi pezzi di mondo affrontano in modo diverso le varie fasi della pandemia. L'impressione è che, al netto dei sistemi di governo più o meno efficaci, pensarsi un sistema chiuso, isolato dagli steccati fisici e non, è una follia e a conti fatti, le esperienze vissute in questo anno pandemico un po' di pregiudizi li ha smascherati settimana dopo settimana. Prima o poi ne usciremo e se la campagna vaccinale farà il suo percorso e durante l'estate dovrebbe aiutare a raggiungere i numeri necessari per una copertura significativa, i territori devono costruire una ripartenza sulla base dei dati raccolti con una consapevolezza latente che non si può disconoscere: non tutto potrebbe tornare al suo posto come lo avevamo lasciato prima della propogazione del virus.

Fatta questa ineludibile premessa c'è poi un riverbero sui territori con differenze sostanziali fra metropoli e megalopoli, province economicamente forti ma anche territori marginali, paesi, entroterra. The European House Ambrosetti ha isolato una serie di punti strategici per valutare gli impatti possibili sul sistema socio-economico spezzino partendo dagli elementi di cosidetta fragilità: la dimensione inferiore delle imprese rispetto alle altre province liguri fa sì che siano più esposte allo shock derivato dalla pandemia. Altro aspetto non positivo è la forte presenza di turismo straniero (27,8%) conprensibilmente impattato dalla crisi del Covid19 e, di conseguenza, la forte dipendenza del settore commerciale dall'andamento turistico, soprattutto straniero. Infine la Spezia storicamente esporta in modo significativo in quelli che sono i mercati più in difficoltà nell'uscire dall'emergenza, in particolare l'America Centro Meridionale. Di contro però ci sono elementi di resilienza che fanno ben sperare: in primis il settore della nautica che presenta una quasi assenza di commesse annullate da inizio crisi. Connesso a questo la presenza di importanti aziende che lavorano in settori strategici e che hanno mantenuto l'operatività aziendale. Altro plus il fatto che l'estremo levante della Liguria registra aziende con solidità finanziaria migliore rispetto al resto della regione.

Nello studio, Ambrosetti prova a dare anche qualche soluzione "pompando" la duplice vocazione nautica e turistica che è nelle corde del Golfo dei Poeti e di tutta la provincia. La Spezia è sull'ottima strada per diventare uno dei poli leader nel mondo per costruzione e refitting di imbarcazioni da diporto, a partite da quelle di lusso. La stessa presenza di un Polo di formazione d'eccellenza come il "Marconi" può allargare i confini senza dimenticare la possibilità di veder nascere un vero e proprio Polo della subacquea anche con ricerca in campo medico. Senza dimenticare la centralità del porto e le potenzialità della futura area Enel, sempre legando il tutto a nautica ed energia. Per quanto riguarda invece la vocazione turistica nel focus si fa riferimento alla possibilità di assurgere al ruolo di hub per luoghi e città d'arte nelle aree limitrofe con circuiti integrati di turismo d'esperienza e valorizzazione del patrimonio presente. La Spezia può diventare anche un polo sportivo per tutta la parte settentrionale del Tirreno, magari coinvolgendo proprio la subacquea. Si rende necessario, non certo da oggi, un nuovo modello di sviluppo per le Cinque Terre. Infine molto peso viene dato alla possibilità di istituire un'Alta scuola internazionale degli studi sul turismo visto come polo d'eccellenza e di attrattività. Se son rose fioriranno, intanto però pubblico e privato prendano appunti. Non è mai troppo tardi...

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