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Ultimo aggiornamento: Giovedì 29 Luglio - ore 22.29

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Consumo sul posto e al tavolo, c'è differenza. Ed è bene conoscerla

Un rilievo sfuggito ai più: rimane vietato dopo le 18 il consumo di cibi e bevande anche nei luoghi pubblici come strade e parchi. Ok ad un massimo di quattro persone sedute. Il cono d'ombra di mense e attività di catering. Proteste di Fipe.

nelle pieghe del decreto 'ripartenze'

La Spezia - Diciassette ore "teoriche" di aperture per cercare quanto meno di ripartire. Alla Spezia complice la giornata incerta il primo giorno in 'zona gialla', considerando che si trattava pur sempre di un lunedì, ha visto protagonisti soprattutto i bar che hanno "srotolato" in strada i loro tavoli per accogliere quante più persone possibili nella ritrovata ora dell'aperitivo: sempre con lo sguardo all'insu, visto che il cielo ha pianto più volte durante la giornata. Non sono mancati i sorrisi perché per molti sono stati mesi di chiusura totale e rivedere clienti, che spesso sono anche amici, è quanto meno il segnale di sopravvivenza. Per la ristorazione, al di là di una prima presa di coscienza del decreto, i veri e propri riscontri inizieranno a vedersi con l'approssimarsi del fine settimana quando i flussi di persone aumenteranno, anche in vista della giornata festiva del 1° maggio. Fino al 31 maggio funzionerà così, insomma. Con una precisazione basilare: relativamente agli esercizi pubblici di somministrazione di alimenti e bevande (in primis bar e ristoranti), il servizio al banco (ovvero la consegna del prodotto da consumare) rimarrà possibile in presenza di strutture che consentano la consumazione all'aperto. Ciò significa, secondo Confartigianato, che in questi locali non è consentito in alcun caso il consumo al banco. “E’ un attacco al “modello di offerta del bar italiano” – dichiara su questo punto Alessandro Cavo, Presidente Fipe Confcommercio Liguria – che si differenzia da quelli degli altri Paesi proprio perché basato sul consumo al banco. Un provvedimento punitivo senza che vi sia nessun fondamento scientifico sui rischi sanitari che si corrono. Anzi la scienza continua a sostenere che il rischio di contagio cresce con l’aumento del tempo di contatto”.

Ad ogni modo, stanti le regole attuali, il cliente che acquisti al banco i prodotti da consumare ai tavoli collocati all’aperto, all’esterno del locale, e trovi questi ultimi occupati dovrà allontanarsi dal locale, in quanto rimane vigente il divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze del locale (Dpcm 2 marzo 2021, art. 27, co. 2). Analogamente, anche per le citate attività artigiane dell’alimentazione, è consentito il consumo ai tavoli eventualmente disponibili all’aperto, all’esterno del locale, ma non il consumo sul posto all’interno del locale medesimo. Si ricorda, inoltre, che in ogni caso dopo le 18 è vietato consumare cibi e bevande anche nei luoghi pubblici come ad esempio strade, parchi, etc. (Dpcm 2 marzo 2021, art. 27, co. 1). Fermo restando la consegna a domicilio e l'asporto sino alle 22, il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone, salvo che siano tutte conviventi, ad un metro di distanza. Per i soggetti che svolgono come attività prevalente quella di bar, pub, birrerie, caffetterie ed enoteche (codice Ateco 56.3) l'asporto è consentito esclusivamente fino alle 18.

La circolare non fornisce ulteriori elementi rispetto alle attività di “mense e del catering continuativo su base contrattuale”. In attesa di ulteriori e opportuni chiarimenti, Confartigianato ritiene che tali attività rimangano consentite come previsto dall’art. 27, co. 4, del Dpcm citato (non espressamente modificato dal DL Riaperture), sempre nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro e nei limiti previsti dalle linee guida vigenti (ovvero quelle allegate al Dpcm del 2 marzo). La stessa Confartigianato è impegnata a sollecitare opportuni chiarimenti anche sull’esatta interpretazione delle disposizioni che si riferiscono al “consumo al tavolo all’aperto” e alle “strutture che consentano la consumazione all'aperto”, riportate rispettivamente all’art. 4 del DL Riaperture e dalla circolare in commento.

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