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Confartigianato Trasporti: "Per le imprese una giusta retribuzione, De Micheli mantiene l’impegno"

Costi di esercizio
Stefano Ciliento

La Spezia - Confartigianato Trasporti La Spezia comunica alle imprese che il MIT ha finalmente provveduto all’attesa pubblicazione del decreto Decreto direttoriale n. 206 del 27 novembre 2020 sui “Costi indicativi di riferimento dell’attività di autotrasporto merci” contenente i valori di riferimento dei costi di esercizio dell’autotrasporto. Lo aveva annunciato in anteprima, durante i recenti lavori del Consiglio direttivo nazionale di Confartigianato Trasporti, la ministra dei Trasporti Paola De Micheli.

“E’ una gran bella notizia per l’autotrasporto, ringraziamo il Ministro per aver mantenuto l’impegno con la categoria su una misura fondamentale per il recupero di competitività e la tutela della dignità delle imprese di autotrasporto”: così commenta con soddisfazione il Presidente di Confartigianato Trasporti La Spezia, Stefano Ciliento. “Da anni perseguiamo questo obiettivo e adesso le nostre imprese tornano ad avere uno strumento che, se utilizzato correttamente, permetterà loro di ricevere la giusta retribuzione per i servizi svolti. Siamo convinti che l’applicazione dei valori andrà a vantaggio della regolarità del mercato e della concorrenza leale tra operatori del settore, oltre che a salvaguardia della sicurezza sociale e stradale”.

La pubblicazione avviene a conclusione di una vicenda che ha visto il decisivo contributo della Corte Costituzionale e dell’Autorità Antitrust, con il coinvolgimento delle Associazioni di categoria e che ha impegnato il MIT in una procedura complessa di rilevazione dei valori di riferimento dei costi che definisce un sistema di forcelle con aggregate le singole voci di costo omogenee. Il nuovo sistema riprende il concetto della “forcella” che contraddistingueva le vecchie tariffe obbligatorie, ossia con un doppio valore minimo e massimo. Il ministero precisa che si evita di “individuare valori dettagliati per ogni singola voce di costo medio, provvedendo invece ad aggregare le singole voci di costo omogenee”.

Il Decreto divide i veicoli in quattro categorie sulla base della massa complessiva (fino a 3,5 tonnellate, oltre 3,5 e fino a 12 tonnellate, oltre 12 e fino a 26 tonnellate, oltre 26 tonnellate). Per i veicoli con massa complessiva fino a 3,5 tonnellate, che sono usati in prevalenza nella distribuzione nell’ultimo miglio in ambito urbano e con percorrenza inferiore a 100 chilometri, la remunerazione potrebbe essere riferita al tempo e non al chilometraggio.

La tabella riporta il costo chilometrico unitario e mostra tre sezioni. La prima riguarda il veicolo e comprende non solo quelli motorizzati, ma anche rimorchi e semirimorchi. I valori comprendono acquisto, manutenzione, revisione, pneumatici, bollo, assicurazione e ammortamento. La seconda sezione riguarda gli altri costi, divisi in costi del lavoro (stipendio, trasferte e straordinario dell’autista) e carburante. La terza sezione comprende il pedaggio autostradale. I costi sono calcolati sulla base di una percorrenza media di 100 mila chilometri l’anno.

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