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Come diventare un consumatore consapevole ed informato

Come diventare un consumatore consapevole ed informato

La Spezia - L’epoca che stiamo vivendo è quella del capitalismo e del consumismo sfrenato, dove tutto ha un prezzo, tutto si compra e si vende, tutto si consuma e si butta via. È un modello di società discutibile, coi suoi pregi e i suoi difetti, e ben difficile da scardinare da un giorno all’altro.

Ciò che il cittadino singolo può fare, però, è informarsi ed acquisire consapevolezza di fronte a tale fenomeno, per non subirlo in maniera passiva bensì essere soggetto attivo e coscienzioso. Come procedere?

Il modo più semplice è affidarsi a coloro che già hanno avuto esperienze simili nei confronti di un determinato bene o servizio, ovvero ascoltare le opinioni dei consumatori. In questo modo avremo feedback reali e autentici. Leggere le recensioni online è un metodo è piuttosto rapido e diretto, ci permette di farci un’idea del bene in oggetto e, se siamo fortunati, di trovare le informazioni di cui abbiamo bisogno. È sempre importante, però, non dare troppa importanza a recensioni troppo negative o troppo positive, perché potrebbero essere finte e imparziali, ed è importante leggerle con occhio critico. Questo perché si tratta, alla fine, sempre di opinioni altrui che non rispecchiano necessariamente la realtà delle cose.

Inoltre, per essere un consumatore informato e non acquistare con superficialità, è prima necessario essere consapevoli della realtà che ci circonda, così d’avere uno spirito critico più profondo e sapersi porre le giuste domande. Serve partire dal presupposto che il mercato capitalistico crea i bisogni e induce il cittadino a comprare. E serve partire dal presupposto che ogni nostra azione ha un impatto sul mondo e sul territorio che abitiamo, e che quest’ultimo è sofferente a causa di complesse questioni come i cambiamenti climatici, l’inquinamento, lo sfruttamento ed abuso delle risorse naturali.

Informandosi ed acquisendo consapevolezza del mondo e delle sue complessità potremo vedere con occhi nuovi gli acquisti che facciamo e le modalità di consumo di beni che adottiamo ogni giorno, così da ridimensionare le nostre azioni ed avere un minor impatto possibile. Per dare alcuni consigli concreti, vediamo ad esempio i due principali mercati d’acquisto, quello tessile (fashion industry) e dei generi alimentari (food industry).

In entrambi i mercati si è avuta, nel XX secolo, la svolta ‘fast’: con fast fashion identifichiamo la rapida realizzazione di abiti a basso costo, di qualità mediocre (è implicita la necessità di un rapido deterioramento degli stessi) e con lo scopo di un utilizzo molto limitato. Con fast food, parallelamente, si intende una rapida produzione e consumazione di pietanze, a basso costo, che impedisca “perdite di tempo”.

Prendere consapevolezza delle materie prime utilizzate, sia che si parli di tessuti che di prodotti alimentari, è il primo passo. Prima dell’acquisto di un capo di vestiario, dunque, chiediamoci di cos’è fatto: fibre naturali (lana, cotone, seta), sintetiche (nylon, elastan), artificiali (viscosa)? Sono materiali riciclati, saranno riciclabili in futuro? Dove è stato prodotto? Un indicatore infallibile è, ahimé, il prezzo; se è troppo basso, sarà sicuramente a causa dello sfruttamento di manodopera, o dell’utilizzo di materiali di scarsa qualità.

Stesso discorso possiamo applicarlo ai prodotti di genere alimentare. In questo caso, soprattutto per quanto riguarda il consumo di prodotti di origine animale (carne, latticini, uova) è necessario partire dal presupposto che gli allevamenti intensivi hanno un impatto altissimo sul territorio, e sarebbe meglio evitarli, preferendo prodotti di piccoli produttori. Chiediamoci, quindi, la provenienza del cibo che mangiamo, se esiste un’alternativa più etica e salutare (per noi e per la Terra!), se è biologico e se garantisce i diritti dei lavoratori. A questo proposito, i GAS (Gruppo d’Acquisto Solidale) sono un’ottima opzione, esistente in ogni città, per vivere in modo più etico e salutare, sostenere le realtà contadine locali e risparmiare del denaro.

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