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Bar e ristoranti, dalle proteste alla ripresa: "Non molliamo"

"Basta stare in silenzio" e "Fermi noi, fermi tutti" hanno portato avanti le lotte del settore alla prese con la pandemia. Le restrizioni si allentano e tornano a lavorare: "Luce in fondo al tunnel. Ci rincontremo per discutere dei ristori".

"Molti di noi non hanno ottenuto i dehor"
Via del Prione

La Spezia - Sono stati i volti della protesta di baristi e ristoratori. Adesso, anche per loro, si intravede uno spiraglio di luce in fondo al tunnel, ma dopo le proteste la strada da percorrere è ancora lunga. Riparte da qui l'esperienza degli oltre 100 operatori che hanno aderito alle mobilitazioni della Spezia e Sarzana che si sono uniti sotto un'unica azione. Sono i comitati "Basta stare in silenzio" e "Fermi noi, fermi tutti".
Con i suoi rappresentanti Sandro Baudoni e Paola Melis Città della Spezia prende in analisi cosa è successo negli ultimi mesi, con quella che si spera possa essere un'estate di ripresa per tutto il settore. Con la possibilità di poter consumare e usufruire dei servizi, anche da seduti, solo all'esterno del locale, molti operatori hanno fatto delle scelte.
Sandro Baudoni fa un primo punto della situazione: "Dai colleghi del collettivo, alcuni hanno avuto difficoltà perché non hanno avuto la possibilità di mettere i dehors. Chi ha pochi posti non ha lavorato, le temperature sono state troppo rigide. Ne ho sentiti molti e il centro storico di Sarzana ha sofferto molto di questa situazione, ma era così anche prima del Covid. Alla Spezia ci sono stati problemi minori. Prospettiamo comunque, come collettivo, di organizzarci e vederci in vista dei 40miliardi di ristori annunciati in questi giorni".
"Io non sono partito subito di sera - spiega -, sia per il clima che per l'orario legato alle 22 perché era troppo limitativo, ho deciso di riaprire dopo un mese. Il fine settimana appena passato è stata un banco di prova: ho lavorato venerdì sabato e domenica. Farò lo stesso anche per il prossimo week end. Come collettivo ci siamo concentrati soprattutto per le questioni amministrative, per i permessi sui dehors e per ottenere riduzioni sulla Tari. Su Santo Stefano abbiamo avuto ad esempio un buon riscontro".
"Con il clima favorevole, la gente risponde - ha proseguito -. La strada è ancora lunga, è stato un fine settimana interessante. Io ho due attività e al momento, visto che la seconda si concentra solo su asporto e domicilio, richiede ancora molto impegno. L'altra attività (Ristoro dell'aia, NdR) è stata aperta solo sabato e domenica per i pranzi. E abbiamo cominciato a lavorare anche la sera. Ci sono una serie di elementi, che hanno contribuito a partire dai vaccini".
A fare un punto sulle attività presenti in centro storico è Paola Melis, anche lei è stata una delle voci principali delle manifestazioni che si sono tenute in città.
"E' una ripartenza con 'r' minuscola - spiega - ma comunque riusciamo a vedere una luce in fondo al tunnel. Non per questo come gruppo di baristi e ristoratori ci fermeremo. Anche se notiamo maggiore movimento in città, scontiamo ancora l'assenza del turismo a partire dal fatto che i crocieristi non possono sostare nelle attività. E' una ripartenza lenta, sicuramente qualcosa è cambiato. Poter allungare l'orario serale permette ai bar di fare gli apertivi e ai ristoratori le cene. E' uno spiraglio non da poco, nei fine settimana si riesce a vedere la luce".
I clienti tornano al bar e al ristorante molto rispettosi, attenti. "Recentemente - ha proseguito Melis - abbiamo avuto anche due compleanni e non c'è stato alcun problema di gestione. Anzi, molti clienti ci hanno chiesto cosa potessero o non potessero fare. Siamo stati molto contenti di questa attenzione. Arriviamo da un fine settimana positivo anche parlare di normalità è un'altra cosa. 'Basta stare in silenzio' e il fronte sarzanese di 'Fermi noi, fermi tutti' hanno lavorato molto bene, i colleghi della Val di Magra hanno dato una bella spinta. A breve ci riuniremo per lavorare assieme sui ristori".

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