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Ultimo aggiornamento: Giovedì 29 Luglio - ore 20.10

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Agenzie di viaggi ferme ed è sempre più dura dormire sonni tranquilli

Eugenio Bordoni di Assoviaggi e Confesercenti: " Il blocco dei licenziamenti, fino a questo momento ha permesso di congelare grossa parte delle spese, in attesa della ripresa della domanda".

"operatori in balia della furia legislativa"

La Spezia - Agenzie di viaggi "congelate" alla Spezia e provincia, in attesa che la situazione migliori. Mentre nel resto del Paese serpeggia il dato, preoccupante, sulle potenziali chiusure: una stima che si avvicina al 20 per cento. Un'altra conferma che il turismo italiano è messo a dura prova per l'emergenza sanitaria.
A fornire uno spaccato della situazione è Eugenio Bordoni referente di Assoviaggi la Spezia e Confesercenti Turismo. Anche dai viaggi per lavoro arriva solo una minima percentuale di entrate per gli operatori. "Piccoli movimenti - spiega - ci sono per il porto e la nautica, ma sono incassi marginali. Per quanto riguarda le chiusure formali, delle agenzie di viaggi in provincia della Spezia, non ce ne sono state per il momento. Il blocco dei licenziamenti, fino a questo momento ha permesso di congelare grossa parte delle spese, in attesa della ripresa della domanda. Certamente se oltre ai ristori, fermi al 31 luglio 2020, ne arrivassero altri la situazione potrebbe essere più serena. Quest'anno si lavorerà ancora con il turismo interno e gli arrivi dall'estero saranno limitatissimi".
"Il mondo dei tour operator e delle agenzie di viaggi è variegato - prosegue -. Anche lavorando solo con gli italiani un'altra stagione potrebbe reggere, ma chi è specializzato nell'outgoing potrebbe averne una quasi azzerata".

Facendo una panoramica del turismo in generale emerge che nelle ultime settimane sono stati avvistati anche degli ospiti francesi, in particolare, giovanissimi sui vent'anni. "Ci sono state anche richieste dalla Svizzera - aggiunge Bordoni - ma prima di maggio non si prevedono grossi spostamenti, è stata annunciata un'apertura a partire dal periodo di Pentecoste e quindi abbiamo avuto già delle richieste per le prenotazioni: è tutto legato all'attualità. Il segnale da cogliere è che le persone hanno voglia di viaggiare, ma in base alle decisioni governative tutto può cambiare. Tutte le attività ricettive sono in preda ad una 'furia legislativa'".

L'emergenza sanitaria è in corso da un anno e tra un dpcm e l'altro gli operatori hanno imparato una lezione. "Abbiamo imparato sulla nostra pelle - conclude Bordoni - che dobbiamo cercare di non farci delle illusioni. Per quanto riguarda la mobilità e gli indennizzi siamo sempre in sospeso e la politica ha la sua parte, partendo dal presupposto che in Italia la coperta è corta. Se però da un giorno all'altro siamo esposti a continui cambi la situazione diventa sempre più difficile da gestire, soprattutto in zone come le nostre. Sappiamo bene che la partita si gioca oltre la sola struttura turistica: ad esempio sono sparite tutte le forme di viaggi di gruppo. In tutta Italia ci sono 11mila operatori: se non c'è la domanda non si può costruire l'offerta e il rischio è che possa insinuarsi la criminalità organizzata per riciclare denaro".

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