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Accordo tra sigle e azienda, prorogata cassa in Lsct per 243 lavoratori

Firmata oggi l'intesa tra i vertici del terminalista spezzino e i rappresentanti sindacali: aumenta l'indennità "una tantum Covid" e diminuisce il numero dei dipendenti. Traffici 2020: -19 per cento container, -33 per cento merci varie.

Sino al 31 marzo
LSCT

La Spezia - Altre undici settimane di cassa integrazione in Lsct. Dopo una trattativa articolata l'azienda, rappresentata dalla viceresidente, Cecilia Eckelmann Battistello, e dall'amministratore delegato, Alfredo Scalisi, e le parti sociali Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, con i segretari Stefano Bettalli, Marco Moretti e Marco Furletti e le Rsa hanno firmato oggi la proroga della cassa Covid a zero ore settimanali.
Il tutto all'interno di un quadro economico che vede Lsct perdere nel 2020 il 19 per cento in fatto di container e il 33 per cento in termini di tonnellate di merci varie.

L'intesa raggiunta prevede una riduzione del numero massimo di dipendenti collocabili in cassa pari a 243 (142 operai e 101 tra impiegati e quadri) rispetto ai 343 precedenti. Si tratta di un risultato che le sigle valutano in maniera relativamente positiva, anche in considerazione del fatto che il picco di personale non al lavoro è stato raggiunto a maggio, con 181 dipendenti in cassa, quando i traffici stavano patendo una riduzione del 50 per cento. Da marzo scorso la media di ricorso alla cassa integrazione è stata di 50 persone al giorno.
Nell'ambito dell'accordo, che sarà valido sino al 31 marzo 2021, viene confermata la cosiddetta "una tantum Covid", che prevede un'indennità di 20 euro per ogni giorno di cassa integrazione per i lavoratori full time e di 10 euro per i lavoratori con orario ridotto part-time. In precedenza l'entità variava dai 15 ai 17 euro per i dipendenti a tempo pieno ed era di 8 euro per quelli con orario ridotto.
Inoltre questa "una tantum Covid" sarà erogata mensilmente insieme alla retribuzione del mese successivo invece che al termine dell'anno.

"Non c'è mai soddisfazione quando si firma un accordo di cassa integrazione - commenta Bettalli, segretario Filt Cigl - perché si chiede a qualcuno di fare sacrifici economici. Abbiamo deciso di firmare perché le condizioni di carattere economico sono migliorative e ci sono meno vincoli. Grazie al lavoro di tutte le sigle abbiamo ottenuto indennità più alte e pagamenti più frequenti, senza dimenticare che in questo particolare situazione di pandemia l'azienda avrebbe potuto procedere unilateralmente a varare la proroga della cassa. Rimangono da superare - prosegue Bettalli, muovendo una critica a Lsct - le problematiche relative alla gestione delle risorse, all'organizzazione del lavoro, agli impegni presi con la città e agli investimenti promessi per il porto. Questa è una partita che il sindacato deve continuare a giocare coinvolgendo anche il nuovo presidente dell'Autorità di sistema portuale nel tentativo di ricordare al terminalista le sue responsabilità, anche per il sistema portuale spezzino".

Concetti che trovano conferma nelle parole di Moretti, numero uno di Fit Cisl: "Confidiamo che l'azienda e i nuovi vertici di Via del Molo procedano con un attento monitoraggio della situazione dei traffici anche nell'ottica degli investimenti e dell'occupazione. Per le prossime 11 settimane ci sarà questa condizione di cassa integrazione, poi speriamo possa essere il momento di entrare nel merito delle questioni che riguardano il futuro del porto spezzino".

"Avevamo chiesto più denaro e la maturazione completa della 13esima e della 14esima - ricorda Furletti, segretario provinciale Uiltrasporti - ma non siamo stati accontentati. Il giudizio sull'accordo è comunque buono perché si tratta di un passo in avanti, sono state migliorate le condizioni economiche e normative. E inoltre è stato liberato il campo da quella flessibilità aggiuntiva che era stata data all'azienda nei mesi precedenti".

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