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Ultimo aggiornamento: Lunedì 14 Giugno - ore 22.00

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A scuola di turismo, perchè la buona volontà non basta

Mentre la questione su scala nazionale è di piena attualità fra i desiderata dei datori di lavoro e i sempre meno potenziali interessati, alla Spezia si studiano i bisogni reali: le professioni più richieste in città secondo la “Rete per il Lavoro”.

lingue, digitale e soft skills
A scuola di turismo, perchè la buona volontà non basta

La Spezia - Per le professioni legate al turismo, servono competenze digitali, linguistiche, soft skills e tanta creatività. È questo quanto emerso dal secondo webinar organizzato pochi giorni fa dal Comune della Spezia per l’azione pilota “La Rete per il Lavoro” che fa capo al progetto strategico “Ma.R.E. -  Marché transfrontalier du travail et Reseau des services pour l'Emploi”. Webinar centrato sul binomio “scuola-turismo” affrontato nell’ottica di far conoscere agli studenti spezzini quali opportunità ci siano alla Spezia in ambito turistico. Perché “sapere cosa offre il mercato del lavoro nella propria città è il primo passo”, come ha dichiarato Genziana Giacomelli, assessore al Lavoro, allo Sviluppo Economico e alle Politiche Comunitarie del Comune della Spezia. Nel corso del seminario online, rivolto principalmente ai docenti delle scuole spezzine – i primi a orientare le scelte formative e professionali dei ragazzi – sono intervenuti relatori di primo piano legati al settore turistico. Primo fra tutti Giovanni Berrino, assessore regionale al Turismo e al Lavoro che ha esordito affermando che “quello che conta è la qualità del lavoro svolto che si riflette nella qualità del servizio offerto”. Indicazione valida a tutti i livelli, sia per le professioni turistiche collaudate, ma comunque in evoluzione (basti pensare al mondo dell’hotellerie) sia per quelle appena nate, come il driver. Tra cuochi, barman, camerieri di sala e camerieri di albergo, tutti mestieri noti e da cui il turismo non può prescindere, stanno infatti nascendo nuove figure inserite di recente nel Catalogo regionale delle professioni: quelle strettamente legate alle competenze digitali a vario titolo, come i social media manager, e quelle legate alle competenze linguistiche, tanto più che la provincia della Spezia è l’unica tra quelle liguri in cui la componente estera prevale su quella nazionale.

Assodato che, al netto del Covid, il turismo in città è uno dei comparti più in crescita – l’assessore al Turismo del Comune della Spezia Maria Grazia Frijia ha ricordato un +37% tra arrivi e presenze nel periodo gennaio-febbraio del 2020, prima che il Covid bloccasse tutto – va da sé che questo settore non può che rappresentare sempre più un’opportunità di lavoro importante per i giovani. Soprattutto dal momento che la città sta assistendo a una riscoperta dell’entroterra, pur rimanendo la costa, e quindi il mare e la spiaggia, la sua principale attrattiva. Tra le altre considerazioni emerse durante il webinar organizzato dal Comune della Spezia, anche l’importanza nel turismo delle capacità trasversali, le cosiddette soft skills, utili a lavorare in team e risolvere problemi, meglio ancora se in modo fantasioso ed equilibrato. Aspetti questi, messi in luce dai relatori di Agenzia In Liguria. Mentre Andrea Zanini, Professore di Storia economica del Turismo presso il Dipartimento di Economia Università di Genova, ha puntato i riflettori sulla bellezza e fragilità del territorio spezzino, per il quale è necessario attivare nuove strategie turistiche, intercettando nicchie di mercato utili a destagionalizzare i flussi. Luca Romiti, imprenditore e docente nel settore ricettivo, ha poi evidenziato il legame prioritario tra mondo della scuola e mondo dell’impresa, al fine di far dialogare domanda e offerta con formazioni mirate, stage, incontri. Infine, Mireille Duchamp, di Union Tour di Mondo Travel Srls, grande conoscitrice della città della Spezia, ha sollevato un ultimo tema di grande interesse: il turismo organizzato, che sebbene sia spesso snobbato, risulta tra i primi a fa girare l’economia sul territorio, grazie a guide turistiche altamente qualificate. E così, il cerchio si chiude: nel turismo la qualità viene prima di tutto.

Annamaria Giannetto Pini

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