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Ultimo aggiornamento: Giovedì 29 Luglio - ore 20.30

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"Raffiche di richiami e poco organico, la gestione del cimitero così non va"

Forti preoccupazioni da parte di Cgil e Cisl: "Pronti alla vertenza se non verranno ripristinate le condizioni originali dell'appalto"

"criticità raccolte in un anno"
Daniele Viviani, Luca Comiti, Clarke Ruggieri, Enrico Raffellini

La Spezia - Organico insufficiente, lettere di richiamo anche in violazione degli accordi sindacali, due licenziamenti finiti in tribunale e una vertenza pronta se non verranno ripristinate le condizioni originali dell'appalto per i servizi cimiteriali. Lo chiedono i sindacati Cgil e Cisl che oggi pomeriggio, nella sede di Via Taviani, hanno espresso forte preoccupazione per quanto sta accadendo per la gestione del camposanto affidato alla Macroservice. Enrico Raffellini di Fisascat Cisl, Clarke Ruggeri di Cisl, Luca Comiti di Cgil e Daniele Viviani di Filcams Cgil hanno messo in evidenza le criticità raccolte in un anno circa.
“Ci sono grossi problemi a livello sindacale all'interno della gestione dei servizi cimiteriali. Le relazioni sono pessime con l'azienda che ha vinto l'appalto – ha esordito Enrico Raffellini -. Il rapporto complesso però parte da lontano: due anni fa vennero licenziati due lavoratori, che corrispondevano al 10 per cento totale di quelli impiegati per i vari servizi. Le persone licenziate andarono in tribunale e ottennero il reintegro. Questo è solo uno degli elementi che mette in evidenza i problemi che ci sono con questa azienda”.

“Ci sono però anche altri elementi – prosegue Raffellini -, a suo tempo venne firmato un accordo tra le parti di gestione flessibile del lavoro tramite la banca ore: lo strumento prevede che si possano fare ore extra durante un mese. Se si va a credito vanno pagate come supplementari, se si va a debito l'accordo prevede che l'azienda si deve impegnare nel trimestre successivo a reintegrare le ore mancanti. Ci risulta però che questa clausola non sia stata rispettata levando dei soldi ai dipendenti: in modo materiale togliendo delle quote economiche, oppure togliendo dei permessi retribuiti”.

“Ci risultano inoltre anche altre inadempienze – ha aggiunto Raffellini -. All'interno dell'appalto, grazie ad un accordo sindacale pregresso, tutti i dipendenti hanno diritto ad un supermimimo che varia da 120 euro ad un massimo di 320 euro per gli operai. Ed è proporzionato in base alle ore previsto dal contratto. Leggendo la busta paga di un operaio notiamo che: il suo superminimo è di 515 euro a fronte di 140 ore mensili e prende alla fine del mese 1.180 euro di salario. Il risultato è che mille e cento euro sono la somma dei due valori del superminimo e la retribuzione mensile. In realtà il suo superminimo dovrebbe essere di molto inferiore”

“A fronte di questi elementi passeremo tutte queste buste paga ai nostri tecnici che ci diranno se i nostri dubbi sono pertinenti – ha detto Raffellini -. Secondo noi, l'azienda calcola su un montante molto inferiore sui requisiti retributivi che ogni lavoratore matura. Quando i nostri consulenti ci chiariranno che questa nostra preoccupazione è pertinente saremo costretti ad andare in tribunale. C'è troppa rigidità”.

“Inoltre all'interno dell'appalto è presente una persona con difficoltà riscontrate dal medico - conclude – e nonostante questo la capocantiere fa un ordine di servizio per svolgere dei compiti che in realtà il lavoratore non può eseguire. Una volta fatto presente ha ricevuto una lettera di richiamo per inadempienza contrattuale. A fronte di tutto questo siamo rimasti molto colpiti: ma questo atteggiamento saranno causate che c'è stata l'affidamento di gara dove il margine di impresa è molto risicato? Con questi dubbi abbiamo fatto un accesso agli atti per capire come sia andata”.

A entrare nel dettaglio, in questo caso, è Daniele Viviani della Filcams Cgil: “Con quest'ultima verifica ci siamo accorti che questo appalto, economicamente parlando, è sostenibile. Con il cambio appalto non ci sarebbe dovuta essere la banca ore. Sarebbe dovuto essere ridiscusso con i sindacati e e nell'eventualità ridiscusso. Ciò non è avvenuto. Successivamente, è stato firmato perché si erano verificate una serie di difficoltà e hanno deciso di andare incontro alla situazione. Abbiamo incontrato tre volte l'assessore ai Servizi cimiteriali Filippo Ivani e gli abbiamo chiesto di aprire un tavolo di confronto con l'azienda. Chiediamo che l'accordo di banca ore venga meno, che vengano riadottati i precedenti parametri contrattuali. Questo anche alla luce del fatto che, ad oggi, ci viene richiesta una riduzione del monte ore e degli orari di lavoro”.
“A fronte della verifica delle carte– ha spiegato Luca Comiti di Cgil - si evidenzia che questo appalto può stare in piedi con un costo del personale molto ridotto, ci troviamo davanti a una richiesta di riduzione oraria, la presenza di una banca oraria e un numero di dipendenti inferiore: da 23 sono passati a 19 e non ci sono stati reintegri con una ricaduta su tutti i servizi. Questi lavoratori da tempo stanno operando in condizioni di difficoltà oggettiva, con un appalto che potrebbe tranquillamente una maggiore qualità sia nei servizi che nel loro lavoro. Vanno ripristinate le condizioni originali dell'appalto e ci chiediamo chi abbia mai controllato questa situazione”.

Del contatto con i lavoratori ne ha parlato Clarke Ruggeri: “Il primo problema sono le relazioni sindacali, ogni giorni a queste persone arrivano contestazioni di ogni genere e per delle banalità ad esempio per una porta lasciata socchiusa, per il proseguimento della malattia, autentiche vessazioni. Ai lavoratori è stata perfino contestata anche l'applicazione della legge 104 per l'assistenza di un malato. Siamo al paradosso. Tutto questo si è inasprito per la pandemia, i lavoratori sono molto impegnatissimi, sono aumentate anche le attività cimiteriali. Essendo assunti con un contratto multiservizi e quindi hanno meno agevolazioni. Il costo dei lavoratori è meno della metà rispetto all'appalto. Con i Cud dei lavoratori in mano sappiamo che il costo dei lavoratori, al netto del capocantiere, si aggira attorno ai 466mila euro”.

"L’appalto partito nel 2020 durerà fino al 2022 - hanno detto in chiusura - e i lavoratori non possono attendere tutto questo tempo senza che le loro istanze vengano prese in esame".

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