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Ultimo aggiornamento: Venerdì 25 Giugno - ore 15.01

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"Quanti Oss per Asl5? Basta numeri buttati là"

Azienda sanitaria, forze sindacali e politica a confronto in commissione. Dopo metà luglio le prove del concorso.

"Salvaguardare lavoratori Coopservice"

La Spezia - Lunga seduta a tema Oss questo pomeriggio per la III Commissione del Comune della Spezia. Un tema dibattuto ormai da anni e che ora deve essere declinato alla luce della partenza della procedura concorsuale. 4.981 le domande arrivate, 3.733 gli ammessi, 732 gli ammessi con riserva (ai quali, come riferito dal dottor Giovanni Frandi, in questi giorni arriveranno lettere con spiegazioni e integrazioni richieste), 516 gli esclusi: questi i numeri comunicati dal dottor Antonello Mazzone, direttore amministrativo Asl5, ai commissari e ai rappresentati sindacali partecipanti alla seduta. Il direttore amministrativo ha spiegato altresì come, di Oss, ad Asl5 ne occorreranno di più rispetto agli attuali 159 – tanti i lavoratori dell'appalto Coopservice delle cui incerte sorti si parla da tempo: “Il direttore generale ha già espresso la necessità e l'opportunità di assumere altri 40-50 Oss. Prima sarà necessario espletare in concorso (per i 159 posti, ndr) e dopo, su quella graduatoria, si potrà andare appunto a individuare le altre figure da assumere in modo da rispettare le previsioni e soprattutto le effettive esigenze dell'azienda sanitaria. La graduatoria varrà due anni e ad essa si potrà attingere anche per integrare il personale in caso di pensionamenti”. Il direttore amministrativo ha dato anche una data di massima per l'espletamento delle prove del concorso: “Presumibilmente si terranno dopo la metà di luglio”. Una data entro la quale “spero ci siano le decisioni in merito ai ricorsi. Noi abbiamo osservato la legge, i giudici decideranno, se altre persone potranno partecipare alla selezione ci farà piacere”. Ricorsi ovviamente promossi da candidati che non sono state ammessi alla procedura.

Quale la ragione alla base dell'esclusione di oltre mezzo migliaio di aspiranti partecipanti al concorso? Lo hanno spiegato le forze sindacali. “Oltre cinquecento persone – ha introdotto il tema Mirko Talamone (Fisascat Cisl) - sono state subito escluse, in maggior parte, perché hanno titolo di studio straniero e non hanno presentato il titolo di equipollenza che si ottiene facendo richiesta al ministero dell'Istruzione. E di tutti gli esclusi, 12 sono Oss di Coopservice. Sono già tagliati fuori, per un'interpretazione erronea. Noi ad Asl5 abbiamo posto molti quesiti ma mai ci è stato detto qualcosa su questo aspetto. Come sindacati non vogliamo fermare il concorso e buttare tutto in mare, ma è necessario che tutti abbiamo gli stessi diritti e opportunità, anche in merito al titolo di studio. Pensiamo al caso della scuola: anche gli stranieri partecipano ai concorsi e solo in un secondo momento di chiede la documentazione atta a perfezionare la posizione”. Per il futuro, ha quindi osservato Talamone, “dovremmo cercare di comprendere come parare il colpo per i 12 lavoratori Coopservice già esclusi e per quelli che eventualmente non passeranno il concorso. Il presidente Toti ha parlato di ricollocazioni nel privato. Ha già fatto il punto con l'azienda sanitaria? Perché non è che nelle strutture private la situazione sia così rosea, ad esempio ci sono diverse situazioni di cassa integrazione, senza contare la difficile situazione della Rsa Mazzini”. “Parliamo di 159 lavoratori che non hanno paracadute – ha poi affermato Luca Comiti (Filcms Cgil) - 12 hanno già la certezza di aver perso il lavoro. Gli altri faranno il concorso ma è chiaro che, con circa 4mila partecipanti, è elevata la possibilità che figure da anni operanti nella nostra sanità possano non arrivare all'assunzione e alla stabilizzazione. È opportuno che forze politiche e istituzioni si facciano garanti di una soluzione. Assunzioni nel privato? Bisogna vedere se nel privato ci sono la volontà e le condizioni per assumere, già in un incontro di due anni fa aziende e associazioni datoriali evidenziarono diverse legittime problematiche. Il problema è concreto, imminente. Rischiamo tra un paio di mesi di trovarci una patata bollente tra le mani. Il concorso sarà a metà luglio? Siamo a fine maggio e non c'è nessuna soluzione per gli Oss Coopservice. Chiediamo un tavolo per discutere della ricollocazione di chi perderà il lavoro”. Quindi Marco Furletti (Uiltrasporti) ha esortato a “mettere necessariamente già oggi una prima pietra per capire quale prospettiva dare a chi già ora non ha futuro occupazionale e a chi rischia di non averlo. Ricollocazioni nel privato? Il nostro territorio presenta una situazione complicata, non è una procedura semplice. In ogni caso occorre estendere il ragionamento oltre Spezia, anche ad altri comuni, ad esempio Sarzana, che è sede di ospedale”. E sull'equipollenza del titolo di studio: “C'è una contraddizione: gli Oss Coopservice, seppur attraverso un appalto, lavoravano già nel settore pubblico. E ora si escludono candidati per una selezione che porta comunque a lavorare nel pubblico!”. La questione deve superare i confini comunali del capoluogo anche per Franco Bardelli (Cisal): “Necessario coinvolgere altri enti, non solo il Comune della Spezia. La politica deve affrontare il problema in maniera risoluta, un problema di perdita di professionalità. E non sono così convinto che il privato possa assorbire chi resterà fuori dall'ospedale”. “Parliamo della salvaguardia – ha aggiunto il collega Podestà (Cisal) – di chi ci ha curato per dieci, quindici, vent'anni e ora attende una pedata finale. Gli impegni per le sorti di questi lavoratori, se seguiranno il percorso di quelli presi negli ultimi anni, allora danno poche speranze. Dobbiamo far fronte al disagio sociale, c'è un rischio voragine”. E sull'equipollenza dei titolo di studio: “Un controsenso”.

Non sono mancati gli interventi dei commissari. “Nel corso dell'ultimo consiglio regionale - ha affermato il consigliere Guido Melley (LeAli), richiedente la convocazione assieme al collega Massimo Baldino Caratozzolo (Forza Italia) – il presidente Toti ha detto che, oltre ai 159 posti messi a bando, ne sono già previsti da Asl5 50-60 in più. Quindi siamo sui 215. E ha detto che questo numero sarà superato abbondantemente, per cui immagino si possa arrivare a 250 posti. Si potrà operare questo numero di assunzioni una volta fatto il concorso? O occorrerà una delibera regionale? A quanto ne so occorre. È stata fatta?”. In più la considerazione che “resta il tema della salvaguardia occupazionale per chi rimarrà senza lavoro. Un risultato non tanto politico, quanto sociale, che dobbiamo portare a casa”, e un appello all'assessore Ivani: “Il Comune prenda su di sé il compito di seguire la vertenza e individuare percorsi reali di salvaguardia”. “Siamo si fronte a una gigantesca ingiustizia. Un fallimento della politica non essere riusciti a creare quelle condizioni per le quali chi vuole, con pieno diritto, può partecipare a un concorso, andando però allo stesso tempo a non far perdere il lavoro ai 159 Oss Coopservice”, ha affermato il consigliere Baldino Caratozzolo, che ha accusato tanto la politica nazionale, quanto “i politici spezzini che non hanno saputo fare le giuste leve su Roma e che sui territori hanno usato la vicenda anche a fini elettorali. Poco, evidentemente, è stato fatto anche in Regione, dove però obbiettivamente qualche tentativo è stato fatto. E soprattutto non si è voluto neppure prendere in considerazione il fatto che se si torna indietro dall'esternalizzazione alla reinternalizzazione, si deve usare una parola: sanatoria. Tanto più che con la pandemia c'erano tutte le motivazioni per provvedimenti speciali”. Per la consigliera Federica Pecunia (Italia viva) “è mancata la volontà politica di trovare una soluzione. Ricordo che questi temi sono in capo alla Regione. Questa giunta regionale governa da 6 anni e non ha fatto nulla. Ma sappiamo che questi Oss nell'ultimo anno e mezzo hanno salvato la vita a molti cittadini?”. “Sicuramente gli Oss nel corso della pandemia hanno rischiato del loro, ma salvare la vita delle persone non rientra nelle loro competenze – ha affermato, in qualità di commissario, il presidente di commissione Fabio Cenerini (Forza Italia). Io sono d'accordo su un piano per salvaguardare chi perderà il lavoro – nessuno vuol che queste famiglie restino in mezzo alla strada -, ma ci sono anche i diritti degli altri, di Oss non Coopservice che cercano impiego, che vogliono formare una famiglia, che magari hanno un lavoro precario o che lavorano fuori e vogliono tornare in Asl5”.

“La politica - così il consigliere Emanuele Corbani (Spezia vince con Peracchini sindaco) – ha cercato l'equità: da un lato la salvaguardia occupazionale degli Oss già in servizio, dall'altra le aspettative occupazionali di chi Oss vuol diventare o di chi si vuole avvicinare. La Regione ha tentato tutte le strade parallele al concorso, e dico parallele perché ritengo che il concorso sia uno strumento cardine per il pubblico impiego. Cosa può fare la politica? Penso a quanto accaduto in passato con Vaccari e San Giorgio: ricollocazione professionale su altri tipi di impiego eventualmente mediata tramite specialisti mediati. Cosa ne pensa il sindacato?”. E l'assessore competente Filippo Ivani ha dichiarato che, “come detto anche dal sindaco, c'è disponibilità da parte dell'amministrazione per confrontarsi con Asl, sindacati e lavoratori, ma il Comune non è un ente che trova lavoro. Chi può farlo è Asl, tramite le aziende private accreditate. L'azienda sanitaria sa quali sono i posti di lavoro in cui poter inserire i lavoratori Coopservice. Ad ogni modo l'amministrazione – il sindaco, io, l'assessore Giacomelli – è a disposizione per incontrarci e discutere di soluzioni per chi, tra i dipendenti Coopservice, non passerà il concorso”. Non è infine mancata una risposta da parte sindacale ai temi posti da Cenerini: “Nessuna discriminazione tra i lavoratori Coopservice e gli altri, ma non è retorica dire che i primi, se non superano il concorso, perdono il lavoro che ora invece hanno. È la sacrosanta realtà”, ha detto Furletti; “Corretto dare a tutti le stesse possibilità, come dice il consigliere Cenerini – ha aggiunto Talamone -, ma l'invito è fare uno sforzo di intelligenza politica per vedere quale è la storia di queste persone, che oltre dieci anni fa sono state formate e riqualificate per diventare Oss, perché di Oss e non di ausiliariato aveva allora bisogno la Asl. In gran parte sono quindi stati obbligati a prendere quella strada”. “Questi Oss hanno rischiato del loro e aiutato a salvare vite, e molte volte a inizio pandemia hanno lavorato in condizioni un po' approssimative”, ha detto poi Comiti, tornando sul punto del fabbisogno: “Ne servono 40 in più rispetto ai 159? 50? Toti dice 60? Dobbiamo metterci d'accordo sul numero corretto e questa cosa dovrà essere formalizzata, altrimenti rischiamo solo di fare chiacchiere. Ad oggi, al di là dei numeri buttati là, non c'è niente di certo, quel che si sa è delle 159 assunzioni”. Nel corso della commissione non sono mancate critiche, non nuove, ai lineamenti della procedura concorsuale (soprattutto su date del concorso non contemporanee nelle varie Asl liguri e su mancato punteggio per esperienza sociosanitaria pregressa), né preoccupati passaggi sulla situazione dell'ausiliariato nell'azienda sanitaria spezzina (tra ricorsi, proroghe e la possibilità che Asl si trovi a rivolgersi al mercato Consip). Qua sotto il video integrale della seduta.

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