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Premio Exodus 2020-21, primo appuntamento con la proiezione di “Terra Promessa”

prodotto da Istituto Luce Cinecittà
Premio Exodus 2020-21, primo appuntamento con la proiezione di “Terra Promessa”

La Spezia - Domani, giovedì 13 maggio alle 21 prende avvio il Premio Exodus con la proiezione on line del film di Daniele Tommaso “Terra Promessa” prodotto da Istituto Luce Cinecittà, con il sostegno del Mibact promosso da As.S.E.T. e con il Patrocinio di Ucei, Museo Nazionale del Cinemainvita e Comune della Spezia. Per assistere alla proiezione gratuita del film è necessario prenotarsi entro il 12 maggio alla seguente mail exallievi.scuolaebraicato@gmail.com. Una volta effettuata la registrazione verrà inviato un link dal quale si potrà assistere alla proiezione del film. A Daniele Tommaso, scomparso purtroppo di recente, è stata conferita la menzione speciale dal sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini e dal Comitato Scientifico del Premio Exodus, nella persona di Marco Ferrari, giornalista e scrittore.

Tommaso è stato regista e produttore di lungo corso. Ha diretto produzioni per la Rai tra cui Novità celesti – Galileo e gli astri e Effetto moda – Nascita della moda italiana. Nel 1983 fonda a Firenze con Donatella Scilla la casa di produzione Videocast srl realizzando produzioni per la televisione, arte e cultura, la moda e enti locali. Tra i lavori più significativi si segnala per la serie RAI “Viaggio intorno all’uomo”, “Prima della prima”. “Raiuno grandi mostre”. Ha diretto il docufilm Terra Promessa che è stato prodotto dall’Istituto Luce Cinecittà che ha per oggetto la diaspora ebraica a seguito della liberazione dei campi di concentramento nazisti.

Direzione della fotografia Iari Marcelli, montaggio Angelo Musciagna, musica Valerio Vigliar. I testimoni: Orli Bach Arazi, Gabriel Bach, Ruth Bach, Hanovc Bartov, Itzchak Belfer, Elezier Biger, Rivka Cohen, Haim Confino, Aharon Adolfo Croccolo, Rywka Feingold-Tichauer, Delmo Giovannelli, Oder Laor, Abraham Lewkowicz, Sara Lewkovicz, Maria Luisa Mayer, Yaakov Meriash, Itzchak Miler, Elena Morpurgo, Lea Nahum, Alon Navot, Daniele Nissim, Yaakov Pelech, Shmuel Pelleg, Yaakov Raiter, Rachel Gratz Ronen, Zeev Ronen, Max Vilhem, Vittorio Zanardi. Gli esperti : Paolo Bosso, Marco Cavallarin, Raimondo Domenig, Sandro Fascinelli, Mario Ferrari, Gruppo Samuel, Irit Keynan, Alon Klivanov, Arturo Marzano, Nir Maor, Mario Mennonna, Martina Ravagnan, Zehavit Rotenberg, Eugenio Scheck, Daphna Sharfman, Francesco Terzulli, Mario Toscano, Idith Zertal.

Sinossi
. Il Mediterraneo, “Mare nostrum” di genti in transito alla ricerca di nuove sponde e di un futuro migliore. Oggi come ieri. Il Mediterraneo, nell’immediato dopoguerra attraversato da un popolo in fuga, reduce dalla sua più grande tragedia e disposto a tutto pur di ritornare alla terra lasciata 2000 anni prima. Quello degli ebrei scampati alla Shoah, che, prima perseguitati, poi rifiutati dall’Europa, salparono in massa dalle nostre coste per raggiungere clandestinamente la Palestina, o come preferivano chiamarla, Eretz Israel, la terra di Israele. Un paese, l’Italia, devastato dalla guerra ma disposto a offrire loro rifugio e a permetterne la partenza dai suoi porti per farsi perdonare l’infamia delle leggi razziali di pochi anni prima. Una potenza occupante, sia in Italia che in Palestina, la Gran Bretagna, che si oppose con tutte le forze a questo esodo di massa per non contrariare gli arabi in rivolta che temevano di diventare minoranza in quel paese. Una organizzazione segreta, il Mossad le Aliyah Bet, progenitore del famoso servizio di intelligence israeliano, incaricata da Ben Gurion di portare in Eretz Israel il maggior numero di ebrei della diaspora e spingere la comunità internazionale ad approvare la nascita dello stato di Israele. Due capi di grande intelligenza e audacia: Yehuda Arazi e Ada Sereni. Lui, soprannominato “il re degli stratagemmi”, ricercato dagli inglesi che avevano messo una taglia sulla sua testa per aver rubato armi in quantità dai depositi britannici per conto dell’Haganà. Lei alto borghese romana d’origine, espatriata negli anni 20 in Palestina, dove aveva fondato insieme al marito Enzo, un eroe del sionismo, il kibbutz Givaat Brenner, e ora pronta ad usare tutte le sue conoscenze italiane per aiutare la causa. Abbiamo incontrato, esperti e testimoni diretti e indiretti, come i discendenti di Yheuda Arazi, e Ada Sereni; e ripercorso i luoghi di questa vicenda, un giallo politico intricato e appassionante, ma anche una toccante storia umana.

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