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Otto donne e un Maestro, si aprono le porte di 'Infinita Mente' | Foto

Inaugurata questa mattina la mostra, prima iniziativa del neonato spazio Startè di Piazza Europa: ingresso gratuito fino al 2 maggio su prenotazione.

Asti: "La città ne ha bisogno"
Inaugurazione mostra Infinita Mente allo spazio Startè

La Spezia - Si chiamano Giorgia Abbati, Luna Berlusconi, Tiziana Cera Rosco, Arianna Ellero, Alessandra Gasparini, Silvia Infranco, Michela Pomaro e Giulia Vaccari. Che cos'hanno in comune? Sono donne, sono artiste e sono tutte protagoniste della mostra Infinita Mente, la prima organizzata nel nuovo spazio Startè della Spezia. Così sino al prossimo 2 maggio i loro lavori saranno in "vetrina" insieme alle opere di Francesco Vaccarone, in un virtuoso scambio di linguaggi dell'arte contemporanea. Ad un anno dall'inizio della pandemia, la rassegna inaugurata oggi, giornata internazionale dedicata alle donne, si porta dietro anche l'importanza di un luogo di cultura che si apre per la prima volta al pubblico, con ingressi cadenzati, nel pieno rispetto delle misure anti-assembramento. "Un mese fa qui c’era un cantiere, abbiamo fatto i lavori e ora che siamo in zona gialla possiamo fare questa apertura anche se contingentata - spiega Paolo Asti, ex assessore alla cultura del Comune della Spezia, organizzatore della mostra e presidente di Startè -. Sarà così sino al 2 maggio, consiglio a tutti di prenotarsi per fare un salto a vedere questo nuovo luogo ma soprattutto le opere della mostra Infinita Mente, che ha ricevuto un non banale patrocinio da parte del Mibac".

Dalle parole ai fatti, questione di qualche mese: oggi lo spazio che nasce in Piazza Europa, è finalmente pronto: "Startè ha tagliato il traguardo del decennio e dopo diverse iniziative in giro per l’Italia e in Europa, torna a casa con una struttura che è in parte dedicata ad ospitare eventi, in parte sarà fruibile come vera e propria sede dell’associazione. E avrà una working room per l’ospitalità dei nostri soci. Ringrazio Marco Condotti per la ristrutturazione degli spazi, Giovanni Zhou, segreteria generale Startè e vicepresidente della Camera di Commercio Generale Cinese e presidente dell’Associazione La Spezia Amici della Cina, che avrà un ufficio in quegli stessi spazi" - continua Asti. Per associarsi a Startè ci sono tre modi: la tessera studenti, la tessera soci ordinari, infine i soci sostenitori con diverse quote: 30-50-500 euro all'anno. "Obiettivo minimo? Finalmente sono stati riaperti i musei, per teatri e cinema è una questione di posti minimi e di sostenibilità economica. Ho voluto usare questo periodo difficile proprio per predispormi ad un’apertura. L’arte ha bisogno di essere sostenuta anche con azioni di questo tipo: ci aiuteremo con la tecnologia facendo anche iniziative su internet, ma aprire uno spazio è un’azione concreta. La città ne ha bisogno".

Cosa c'è in mostra? Il confronto con il lavoro di un artista e quello di colleghe con linguaggi espressivi diversi che cambiano nel tempo: "Quando Paolo ha deciso di farmi la festa - spiega Francesco Vaccarone, alludendo ai suoi ottant'anni compiuti lo scorso anno -, abbiamo pensato anche a come potessi passare idealmente il testimone. Nel libro ci sono gli "epitaffi" di tanti carissimi amici che ringrazio; al tempo stesso sono state scelte otto giovani artiste con le quali ho l'onore di inaugurare questi spazi che Paolo Asti ha voluto donare alla città. Questa è una piccola realtà che ha però una tradizione artistica importante: ricordo, tra le altre cose, che qui ci sono stati tre premi Strega. Credo che l’arte contemporanea debba essere un luogo aperto, proprio come Startè". Presenti nella giornata inaugurale Giorgia Abbati e Luna Berlusconi: "Due anni fa ho conosciuto il maestro, sono entrata nel suo studio e ho avuto la possibilità di viverne la magia - spiega quest'ultima -. Siamo rimasti in contatto ed eccoci qui: è un onore partecipare ad una collettiva con il Maestro Vaccarone. Musei chiusi per troppo tempo? Credo soffriranno ancora ma c’è una progettazione sul digitale che si deve portare avanti, anche se io stessa non riesco a trovare piacere a guardare attraverso il pc: si perde l'energia dell’opera. Sinceramente quando mi ha chiamato Paolo ho avuto una sensazione di liberazione. Di fatto era un anno intero che non esponevo, era saltata anche una mostra in programma all’estero. E' chiaro che per un'artista l’esposizione è la cosa più importante". Giorgia Abbati è invece di Parma ma i suoi studi universitari li ha fatti a Bologna, sotto la guida di Valerio Deho: "Ho conosciuto Paolo Asti grazie a Deho, sono stati entrambi molto disponibili. Queste iniziative fanno sentire considerate, stabilire rapporti e favorire un dialogo. Felice di aver conosciuto Vaccarone, anche io sono stata nel suo studio. Non ero mai stata a Spezia fino alla scorsa settimana, ho visto Piazza Verdi, ho molto apprezzato le installazioni di Buren. Ringrazioe e spero in altri dialoghi come questo. Ora è tutto più distante però secondo me dobbiamo sfruttare le opportunità che ci sono online per "far girare" la cultura. I musei devono osare di più e meglio su internet. Puntare di più sull qualità di quello che espongo".

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