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Ex Clarisse e Galleria Quintino Sella, rivivono insieme il Seicento e i bombardamenti | Foto

Il ricovero antiaereo sarà spazio espositivo sugli anni degli allarmi aerei in città, mentre l'ex convento di Via XX settembre verrà conservato e ospiterà uno scavo archeologico.

Lavori imminenti
Ex convento delle Clarisse e Galleria Quintino Sella, ecco il progetto definitivo

La Spezia - L'ex convento delle Clarisse diventerà una testimonianza a cielo aperto della Spezia che fu, mentre nei meandri della Galleria Quintino Sella si ritornerà al tempo dei bombardamenti della seconda guerra mondiale. Gli stessi che hanno sventrato la chiesa di Santa Cecilia e gli adiacenti manufatti di Via XX settembre, ruderi rimasti intonsi per quasi 80 anni.

Il progetto di fattibilità presentato due anni fa a Palazzo civico per l'ex convento (leggi qui) si è infatti trasformato e il definitivo approvato dalla Soprintendenza pochi giorni fa prevede il consolidamento delle rovine seicentesche, l'avvio di una campagna di scavo archeologico, la successiva realizzazione di passerelle rialzate per i visitatori e di una costruzione leggera dalla destinazione ancora non definita.
"Parliamo di un'area rimasta abbandonata e identica dal lontano 1943, quando le bombe colpirono quella che allora era la sede del museo civico. Da allora quello spazio è stato utilizzato solamente come ricovero per i mezzi Acam". L'assessore ai Progetti speciali e ai Lavori pubblici Luca Piaggi illustra a CDS lo stato di avanzamento del progetto che include l'ex convento delle Clarisse e il rifugio antiaereo, sostenuto dal Fondo strategico regionale.
"Gli edifici risalgono al 1593 e ospitarono le Clarisse sino alla Rivoluzione francese, quando divennero prima una scuola e poi un ospedale. In seguito - prosegue Piaggi - il complesso è diventato sede del museo. Durante il secondo conflitto mondiale molte opere sono state tratte in salvo portandole a Brugnato ma alcune, più pesanti, rimasero al loro posto coperte da sacchi di sabbia. Dopo il bombardamento nessuno si è più interessato di quell'area, ma oggi è venuto il momento di aprire quella capsula del tempo della storia spezzina insieme alla galleria che scorre pochi metri sotto".

Negli ultimi due anni sono state svolte le indagini architettoniche e archeologiche con georadar mentre la Soprintendenza ha fornito indicazioni conservative, spostando l'asse della destinazione degli spazi verso la musealizzazione e riducendo i volumi previsti inizialmente in superficie.
"I lavori saranno svolti in due lotti. Il primo - aggiunge l'assessore - prevede di ristorare e rendere fruibile la galleria, di consolidare le mura perimetrali dell'area dell'ex convento e di avviare la campagna di scavo archeologico. L'intervento è finanziato con 900mila euro stanziati nell'ambito del Fondo strategico regionale grazie all'interessamento dell'assessore Giampedrone. L'avvio del cantiere nel rifugio antiaereo è imminente mentre per l'area di Via XX settembre entro fine marzo avverrà la consegna del progetto, quindi si bandirà la gara e contiamo di poter avviare il cantiere entro l'estate. Per il secondo lotto, che permetterà di completare il progetto con la struttura alle Clarisse e la messa in sicurezza di tutto il percorso delle gallerie sino a Via Manzoni e a Piazzetta San Giovanni, abbiamo già inoltrato richiesta di cofinanziamento alla Regione".

Terminati i lavori del primo lotto l'area dell'ex convento sarà protetta da una recinzione in corten, verrà innalzato un portale d'ingresso e per gli scavi archeologici sarà coinvolto il mondo accademico.
L'edificio in vetro, legno e acciaio previsto tra le rovine potrebbe in seguito diventare anche un punto di ristoro per turisti, oltre a offrire la possibilità di utilizzare i servizi e fornire informazioni. L'accesso all'area di visita dovrebbe venire incluso nel biglietto del circuito museale cittadino oppure essere consentito in presenza di guide autorizzate. Ma questi sono dettagli che verranno discussi in seguito.
All'interno della Galleria Quintino Sella, invece, si partirà col fare pulizia e con la messa in sicurezza della struttura. Si metterà mano anche all'aspetto idraulico per risolvere il problema delle infiltrazioni, anche con l'utilizzo di centine e canalette.
Lo spazio espositivo sarà dedicato alla vita degli spezzini durante la seconda guerra mondiale, quando le sirene facevano accorrere la popolazione al riparo nei tunnel. E per aumentare l'intensità dell'esperienza è già stato ipotizzato il ricorso alla realtà olografica.

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